Il ritorno del diavolo

il ritorno del diavolo - giovanni merendaChe cosa ci fa quel cadavere nello studio del professor Fattori? Perché ha quell’oscena maschera sul volto?

“Il ritorno del diavolo” è il classico racconto che vi farà trascorrere qualche ora di buon relax, immersi nella piacevolezza della lettura. Scritto in modo diretto e senza giri di parole o sotterfugi letterari, è un romanzo che scorre piacevole, in cui i personaggi, nitidi e ben caratterizzati, si muovono con disinvoltura, ognuno con il proprio modo di vedere e interpretare la realtà.

La storia si svolge in Sicilia, alcuni dialoghi ricordano la genuinità di certi racconti di Camilleri. L’omicidio avviene nell’istituto di Scienze Etnologiche, in cui viene rinvenuto il cadavere dell’assistente del professor Fattori, diventato famoso dopo la pubblicazione del libro “Il ritorno del diavolo”, un’accusa contro maghi, stregoneria, cartomanzia e sette sataniche.

L’ispettore Luigi Martino è un uomo normale, con le sue paure e i suoi dubbi, caparbio, ironico e con solidi principi. I suoi collaboratori sono Orlando e Di Blasi, quest’ultimo ha una fissa per Shakespeare e lo cita di continuo.

I tre, alla ricerca della verità, si muovono tra maghi, sedute spiritiche e sette sataniche, ma la verità, come nei migliori gialli, arriverà solo alla fine.

C’è un passo che ho annotato nel mio quadernetto rosso ed è questo: «Naturalmente non ho niente contro la vecchiaia. È uno stato naturale come la giovinezza… e forse meno infelice. Quello di cui non riesco a darmi pace è… è la velocità… la velocità insensata della vita! […]».

Con le sue 128 pagine, “Il ritorno del diavolo” è più un racconto che un romanzo, pur tuttavia, di tanto in tanto – lasciate come regali per il lettore – troverete qualche frase, qualche riflessione, che vi farà alzare gli occhi e pensare alla vostra vita, così come ho fatto io appuntando quel pensiero nel mio quadernetto.

Il ritorno del diavolo
di Giovanni Merenda
Scrittura&Scritture editore <vedi sito>
128 pagine
11,50 euro
Visualizza e leggi l’anteprima del romanzo (PDF)

 


Due chiacchiere con l’autore

L’autore è Giovanni Merenda, di Messina. Oltre alla scrittura, si è occupato di teatro e di pittura, dal suo sito (http://www.giovannimerenda.it) potete vedere qualcuno dei suoi lavori. Il suo primo romanzo è stato “Il segnale” edito da Sellerio nel 1991, poi “L’esilio” con gli stessi personaggi principali e la stessa casa editrice.

L’ho contattato via email ponendogli qualche domanda, in particolare m’interessava sapere cosa c’è dietro “Il ritorno del diavolo”, come gli è venuto in mente, qualche retroscena. Giovanni è stato gentile ed ecco qualche stralcio del nostro “epistolare elettronico”.

Come ti è venuta in mente l’idea del romanzo?
Adesso non ricordo esattamente come mi è venuta l’idea; ricordo che ero al cinema a vedere un film sul caso Von Bulow, durante le due ore di proiezione, dentro la mia testa ha preso vita tutta la storia del libro che col caso Von Bulow non c’entrava niente. Probabilmente tutta la storia che ho raccontato in “Il ritorno del diavolo” sarà nata mentre guidavo da bravo pendolare per andare al lavoro. Molte mie idee sono nate così: in macchina da solo con una buona musica di sottofondo.
Per scriverlo ci metto otto mesi, io non sono mai contento, e scrivo e riscrivo tante volte tutto, soffermandomi su ogni cosa.
La brevità delle mie opere non vi inganni. Cicerone scriveva a un amico: “Scusami se questa lettera è troppo lunga, ma avevo poco tempo e non ho potuto scrivertene una breve”.

La capacità di sintesi è una qualità ed io sono pienamente d’accordo con Giovanni.

Come mai non hai pubblicato anche questo terzo romanzo con la Sellerio?
Mando “Il ritorno del diavolo” alla signora Sellerio. Mi dice al telefono che le piace, lo trova all’altezza delle mie opere già pubblicate, forse addirittura meglio, mi dice che mi manderanno il contratto da firmare. Poi tutto comincia ad andare male. La signora Sellerio alla sua casa editrice non la trovo mai, ha lasciato tutto nelle mani del figlio. Per due anni non ho notizie sulla pubblicazione, il contratto da firmare non arriva. Non propongo la mia opera ad altre case editrici, so che deve uscire anche questa per la Sellerio. Comincio a essere insistente per quanto so esserlo, cioè molto poco, ma mi rimandano sempre e non mi danno nessuna notizia. Dopo quattro anni dalla telefonata della signora Sellerio mi arriva una lettera, il mio romanzo non è più di loro interesse. Naturalmente ci resto male, potevano dirmelo prima, forse alla Sellerio di giallisti ce ne erano già troppi e il mio primo romanzo scritto nel 1990 è stato pubblicato troppo tardi.

E allora? Cosa hai fatto?
Rileggo “Il ritorno del diavolo” e lo trovo buono, non pensate a un giudizio di parte, sono molto critico nei miei confronti, sapeste quante cose ho bocciate dopo averle scritte. Continuo a scrivere, ma non mando le mie opere in visione a nessuno. Circa due anni fa mi scuoto e cerco in internet indirizzi di agenti editoriali. Mando le mie opere, il primo a rispondermi dicendosi molto interessato è Carlo Picca, un giovane che risiede in Puglia, ci parliamo per telefono e dopo qualche mese mi invia un contratto da firmare per nominarlo mio agente. Nel frattempo mi scrivono interessate due agenzie più grosse da Milano. Ma io non mi sento di tradire Carlo e firmo con lui. La storia è alla fine. Carlo manda in visione la mia opera a una casa editrice giovane Scrittura&Scritture.

Questa non è una casa editrice a pagamento, vero? Non che se lo fosse non pubblicherei la tua recensione, ma a dire il vero le case editrici che ti costringono a pagare o ad acquistare un tot di libri da contratto, proprio non le digerisco. È il tuo caso?
Non ho pagato niente naturalmente. Io ho pubblicato due libri con la Sellerio, di case editrici piccole che mi vogliono ce ne sono tante. Anzi ero riluttante a impegnarmi con loro anche per “La sparizione” prima di vedere come va con questo, e hanno tanto insistito. Ho sempre pensato che se devo pagare per pubblicare quello che scrivo, vuol dire che quello che scrivo vale poco.

“La sparizione” è il tuo prossimo romanzo? Quando uscirà?
Sì e sarà pubblicato nel 2011, sempre da Scrittura&Scritture. Non un giallo questa volta, ma vi assicuro, un bel poliziesco.

Massimo Petrucci
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