apocalisse MayaDite la verità: ci contavate. La cosa che vi scocciava di più era che avevate già pagato l’IMU, però di motivi per ringraziare i Maya ce ne sarebbero stati, eccome. Niente pranzo coi parenti a Natale. Pensione perpetua alla faccia di Monti, della Fornero e della Merkel. Fine della sveglia alle sei e trenta del mattino, con le bestemmie a denti stretti per non svegliare tutto il quartiere. Saltare per aria nel glorioso impatto con un asteroide pensando al vostro più grande desiderio finalmente esaudito: vedere i colleghi scoppiare come cimici.

Peccato, non è andata così. I Maya ci hanno illuso e l’asteroide se ne è andato per i fatti suoi, alla ricerca di un pianeta un po’ meno stupido, per festeggiare il nuovo anno con gli amici in quel Ristorante al Termine dell’Universo. Io invece, lo confesso, ci speravo; mi sembrava una soluzione meravigliosa in confronto alla prospettiva di andare in pensione dopo morta. E soprattutto mi riempiva di gioia il pensiero di alcune frasi fatte, figlie del “nuovo che avanza”, che non mi avrebbero più provocato accessi di incontrollabile violenza. Volete qualche esempio? Eccolo.

 

carrello spesa supermercatoBuona serata

Sei alla cassa del supermercato e stai scaricando la tua tristissima spesa da famiglia. Pacchi di pasta, riso e farina, passata di pomodoro, confezioni giganti di biscotti stopposi da consumare a colazione con il caffè del discount e il latte a lunga conservazione. A casa metterai in tavola il minestrone surgelato, per tuo marito che ti fa le corna con la vicina di scrivania e per quei due mostriciattoli procreati in un momento di insanità mentale, che lasceranno nel piatto l’orrida sbobba e si metteranno a frignare per avere le Pringles e la Coca Cola. Mentre insacchi i tuoi viveri da pacco Caritas in cambio di una cifra con cui, una volta, avresti cenato fuori per una settimana, la commessa ti augura “Buona serata”. Povera creatura, non è colpa sua, è stata addestrata così, ma a te viene un travaso di bile. Serata di che? Manco tu ti stessi tirando a balestra per andare al Cocoricò di Riccione con due toy boys… No. Sparecchierai la tavola e laverai i piatti mentre quello stronzo di tuo marito si stravaccherà sul divano a dormire davanti alla TV, poi farai i compiti coi due mostriciattoli, aggredirai la pila di panni da stirare e ti trascinerai a letto alle due di notte come uno zombie. Che serata.

 

pensa positivoPensa positivo

In genere te lo senti dire da quella tua amica con la bacheca di Facebook piena di frasi di Paolo Coelo, che secondo te è il tipo che in incognito scrive i discorsi del Buddha. «Non cercare la via per la felicità, è la felicità la via stessa». E che cacchio vuol dire? Ci stai pensando proprio oggi, mentre cerchi un parcheggio da mezz’ora, sei in ritardo, e l’ausiliaria del traffico aspetta solo che tu ti fiondi verso il parchimetro per farti la multa prima che tu riesca a tornare con lo scontrino. Pensa positivo? Perché sei vivo, perché sei vivo? Be’, insisti un altro po’ e non sarai più vivo, se non la smetti di triturarmi i gioielli di famiglia con le tue perle da Baci Perugina. Mi sarebbe tanto piaciuto che l’asteroide ti avesse mostrato la via della felicità, o la felicità della via, o la rotonda a dicassette uscite che conduce al parcheggio sotterraneo della felicità, prima di spiaccicarti come una piadina. Ma una piadina felice.

 

burlesque buttProattivo

Sul lavoro ti dicono sempre che non sei proattivo. Per fortuna non sai che cosa significa, anzi, dubiti fortemente che significhi qualcosa. Ti viene in mente la posizione prona ma non è una novità, la pretendono da quando hai cominciato a lavorare, ancora ai tempi in cui esistevano i sindacati e lo Statuto dei Lavoratori. Adesso prono è poco, devi essere attivamente prono. Non basta dare via il sedere, lo devi fare con entusiasmo, sculettando e travestito da giudice. Come in un Burlesque girato ad Arcore.

 

La crisi come opportunità

Col tuo stipendio ti scappa da ridere già alla prima settimana del mese. Finché ce l’avrai, uno stipendio. Il miraggio di tutta una vita, la pensione, è stato abbattuto dagli F-35. Per vent’anni un nano pedofilo, mafioso e piduista ti ha rovinato la vita, e poi è arrivata la Cavalleria, il governo tecnico, a finire il lavoro. Per un po’ non sei stupito che fossero incapaci e incompetenti, i tuoi professori all’università te li ricordi ancora, poi ti è balenato il sospetto che invece stessero svolgendo egregiamente il loro compito. Persino un imbecille come te, che non ha mai studiato economia, ce la fa a capire che ammazzare di tagli un Paese non aiuta a pagare il debito pubblico, ma è una ricetta infallibile per portare la gente alla miseria e quindi all’insolvenza. Poi guardi i loro occhi gelidi e le smorfie di superiorità quando dicono che bisogna abolire le pensioni e rimandare a lavorare gli ottantenni, far morire le novantenni perché i letti di ospedale costano, eccetera, e ti viene l’illuminazione. Quelli hanno un piano: ridurci tutti a razzolare nella spazzatura in cerca di bucce di patata. Fai una mano di conti: sul pianeta Terra ci sono, a occhio e croce, quattro miliardi di esseri umani in più. All’un per cento che comanda, interessa solo trovare domestici e servitù a basso prezzo; l’industria del lusso va benissimo, i ricchi sono autosufficienti e noi altri inquiniamo il loro bel pianeta azzurro.

vignetta del TelegraphFinalmente l’hai capito, per chi è l’opportunità. E allora lo rimpiangi veramente, quel simpatico asteroide, e ti dedichi la vignetta del Telegraph dove il tacchino dice: «Mi unisco a una setta che crede che il mondo finirà il 21 dicembre». Quel tacchino sei tu. Il 21 dicembre il mondo non è finito. Ciò significa che il 25 sarai spennato, arrostito e mangiato, finché ti rimane un po’ di ciccia intorno alle ossa. E dopo che sarai stato spolpato del tutto, finirai nei rifiuti organici. Non gli vorrai mica inquinare il bel pianeta azzurro, ai nuovi proprietari che si sono creati una così bella opportunità? È il nuovo che avanza, lo vogliamo riciclare correttamente?

natale bastardoAh, dimenticavo. Buon Natale…

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