zianemo Vito, ride solo quando è giustofoto di Francesco Cappiello
(
email) (facebook)

 

 

Io della politica non me ne occupo. Quando uno è disoccupato da due anni come me, perché la ditta dove lavorava ha chiuso e ha mandato a casa 30 persone, e deve campare una moglie e due figli facendo tutti i piccoli lavori che trova, oggi muratore, domani pittore e dopodomani magari pulisco i cessi, la politica è veramente l’ultimo pensiero.

 

Tanto, come dice mio zio Vincenzo, rubano tutti.

Però, pure non occupandomi di politica, di quello che succede in Italia mi tengo informato. Perché, come diceva la bonanima di mio padre, che ha insistito perché mi pigliassi la licenza media, più cose sai, più è difficile che te lo mettono in quel posto. Anche se non sono sicuro che avesse tanto ragione, a me in quel posto me l’hanno messo lo stesso quando la mia ditta ha chiuso e mi sono trovato in mezzo a una strada.

Naturalmente i soldi per comprarmi i giornali non ce li ho, ma mio cognato Peppinello che abita vicino a me, ha una edicola dove vende i giornali e così la mattina mi presta quattro o cinque giornali e io quando ho tempo, cioè quasi sempre, visto che sono disoccupato, me li leggo tutti.

Poi quando ho finito di leggerli mia moglie, borbottando per la mia fissazione di leggere, li stira e io li riporto a mio cognato Peppinello.

Il mese scorso l’ingegnere Camarda mi ha chiesto se volevo lavorare per un mese, che se volevo lavorare lui aveva una casa in campagna dove ci volevano tanti piccoli lavoretti. Io gli ho detto che certo che volevo lavorare.

Ci siamo messi d’accordo sul prezzo…  e faticoso è stato… che l’ingegnere Camarda tanti piccioli ha e tanto pizza di spago è.

L’indomani di mattina io mi sono fatto trovare pronto con gli attrezzi di lavoro e la roba da mangiare, perché la casa dell’ingegnere è assai lontana e io figuratevi se ho la macchina per tornare a casa la sera.

Dopo un’ora siamo arrivati alla casa. Altro che piccoli lavoretti, secondo me ci voleva un conso e una pala, cioè erano più le cose da buttare che quelle da aggiustare. Poi l’ingegnere se ne è andato e io ho cominciato a lavorare. Nella casa figuratevi se c’era la televisione! Quindi quando un mese dopo l’ingegnere mi è venuto a prendere, di quello che era successo quel mese in Italia, io non sapevo niente.

La mattina dopo per prima cosa sono andato da Peppinello a prendermi i giornali come un affamato che apre il frigorifero, tanto i giornali mi erano mancati.

Ho cominciato a guardare i giornali. Su tutti c’era scritto che il nostro capo del governo aveva vinto un premio, il premio Grande Milano.

Ora, veramente che abbia vinto un premio a me non interessa molto, ma io sono curioso e sono andato a vedere perché glielo avevano dato.

Ho letto che La sua vita è un mirabile esempio di quella milanesità. Che minchia vuol dire milanesità io non lo so e sul vocabolario della bonanima di mio padre che abbiamo a casa non c’era scritto niente. Ma secondo me voleva dire che era un milanese tipico e su questo posso essere d’accordo, milanesi non ne conosco tanti, ma se hanno dato il premio al nostro capo devono essere come lui, tanti soldi e tante puttane.

Poi c’era scritto che ha scelto di dare il proprio contributo mettendosi, con impegno e coraggio, a servizio del Popolo italiano perseguendo la sua missione di libertà.

A questo punto ho cominciato a capire che quel mese che avevo passato ad aggiustare la casa dell’ingegnere Camarda in Italia doveva essere successo di tutto.

Perché per quanto mi risultava prima di partire, Berlusconi contributi al popolo non ne dava proprio, anzi si faceva i condoni per non pagare le tasse che a quanto mi risulta servono per fare mangiare il popolo. Evidentemente in quel mese che io non avevo letto i giornali aveva restituito i soldi e magari ci aveva messo qualcosa in più visto che se lo poteva permettere.

Ma quello che mi ha lasciato perplesso era la sua missione di libertà. Da quanto potevo vedere sui giornali ancora stavano approvando quella che chiamano la legge bavaglio, che sicuramente, dicono alcuni giornali, limita la libertà di stampa e la libertà, di noi che la stampa la leggiamo, di essere informati.

Dopo veniva che è amato da tanti italiani perché uomo tra la gente e con la gente, della quale ha compreso i bisogni più profondi sapendo interpretarne le aspettative.

Sul fatto di essere amato niente da dire, conosco tanta gente, dove sto io la maggior parte, che a Berlusconi veramente lo amano. Ma succede pure che tutti quelli che non lo amano lo odiano e questa è una cosa strana assai. Ai vecchi tempi della politica potevi essere dalla parte di Moro o dalla parte di Berlinguer, ma di certo se pensavi che fosse nel giusto Moro non odiavi Berlinguer o viceversa. Poi sul fatto della gente, della quale ha compreso i bisogni più profondi sapendo interpretarne le aspettative, secondo me non ha chiesto abbastanza in giro oppure è stato informato male. Io tutta questa gente felice perché gli hanno compreso i bisogni e soddisfatto le aspettative in giro non ne vedo. Ma forse a Milano è diverso.

Ma quello che mi ha lasciato veramente perplesso è:

“Statista di rara capacità, conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi, che compongano una società solidale, fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita”.

Per quanto riguarda il futuro dove vanno donne e  uomini liberi, che compongono una società solidale, fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita non posso dire molto, il futuro lo conosce solo il Padreterno e può essere che ci aspetta il futuro che ci predicono quelli di Milano, anche se si potrebbe obiettare qualcosa sull’amore, visto che in questo cavolo di paese da quando c’è lui metà delle persone odia l’altra e anche sulla tolleranza visto che al governo ci stanno i leghisti che tanta gente non la possono vedere compresi noi meridionali… e non parliamo poi di quelli che vengono dall’Africa… e c’è pure da dire che a Francesco, il figlio di mio cugino Santino, che è ricchione… Francesco non Santino… ma è tanto un bravo figliolo, mentre passeggiava per Roma con un amico lo hanno strafottuto di mazzate e lo hanno mandato all’ospedale per 40 giorni.

Ma quello che mi ha convinto che mentre io ero a casa dell’ingegnere Camarda deve essere successo qualcosa di veramente grosso, forse in quei giorni, anzi sicuramente, Berlusconi ha evitato lo scoppio della terza guerra mondiale, è stata la definizione Statista di rara capacità.

Perché prima di andarmene ad aggiustare la maledetta casa dell’ingegnere Camarda ho incontrato mio cugino Turi che lavora in Germania e mi ha detto che i tedeschi lo sfottono continuamente, gli fanno cucù e le corna dietro la testa perché qua in Italia abbiamo come capo di governo uno che fa ridere, altro che statista di rara capacità!

In quel mese in campagna forse mi sono perso qualcosa.

Anzi, sicuramente.

 

 

 

www.giovannimerenda.it

http://giovannimerenda.blogspot.com/

Latest posts by Giovanni Merenda (see all)

One thought on “Forse mi sono perso qualcosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.