Sì, a 69 anni è ormai arrivato per me il momento di fare il mio outing, e di rivelare che per i primi 27 anni della mia vita sono stato una donna, e solo poi sono diventato uomo.

Ma adesso non state a immaginarvi le dolorose operazioni per cambiare sesso a Casablanca che si usavano a quei tempi con relativo innesto.

 

In verità in quei primi 27 anni non mi ero mai accorto di essere una donna, non se ne erano accorti i miei genitori e non se ne erano accorte le varie fidanzate che, lo confesso, spesso contemporaneamente avevo avuto fino allora.

E non se ne era accorto neanche l’esercito che aveva provato, inutilmente (mi ero inventato dei sintomi pazzeschi come orribili vomiti verdi per sfuggire e avevamo trovato pure il nome della scappatoia: sindrome aderenziale antropilorica), a farmi fare il militare in un’epoca in cui i militari erano tutti uomini.

 

Però io fino a quel momento ero una donna, anche se non lo sapevo, ed era scritto nero su bianco in un atto ufficiale.

Me ne accorsi quando per la prima volta caddi nel peggiore dei miei vizi, che avrei poi negli anni più volte reiterato.

Il vizio di sposarmi.

 

Per sposarsi ci vogliono diversi documenti all’anagrafe e se ti vuoi sposare in chiesa sono altri casini.

E noi in chiesa ci dovevamo sposare. Perché se no, la madre della futura sposa non ci avrebbe regalato un appartamento che noi subito avremmo venduto per fare la bella vita.

 

Ma dei casini di chiesa ne venni a capo, mi dichiarai sinceramente comunista e così evitai di dovermi cresimare. In cambio firmai un documento in cui mi impegnavo a educare alla religione cattolica i figli che non avevamo nessuna intenzione di avere e che in quel matrimonio non avremmo mai avuto.

 

Ma i guai cominciarono in Municipio. Dovevo presentare copia integrale dell’atto di nascita. La ottenni e la guardai.

Merenda Giovanni Ludovico Maria, nato il 28 marzo 1942, sesso femminile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Il mio primo istinto fu di andare in una profumeria sul viale e comprarmi quel rossetto rosso vivo che avevo visto il giorno prima in vetrina di sfuggita e chissà perché aveva attirato la mia attenzione.

Adesso sapevo il perché. Io ero una donna. Il fatto che avessi anche il pisello e lo avessi usato per svariati usi fino allora, non contava niente.

Lo Stato Italiano diceva che io ero una donna.

E chi ero io per contraddirlo…

Cominciai pure a pensare quale taglio di tailleur valorizzasse meglio le mie gambe che, modestia a parte, avevo più dritte di quelle di tante mie amiche. E non parliamo del mio culetto, piccolo ma sodo (a proposito le gambe dritte e il culetto piccolo e sodo ce li ho ancora a 69 anni).

 

Ma quella che non era d’accordo era la mia futura sposa. Cominciò ad emettere fuoco dalle narici come un drago.

Disse che erano tutte basse manovre per non sposarla e mi costrinse a fare causa allo Stato per fare cambiare sesso al mio certificato di nascita.

Naturalmente la causa la vinsi e senza bisogno di mostrare il pisello in aula.

Così mi sposai per la prima volta in vita mia. E mia moglie rovinò definitivamente i nostri rapporti con la chiesa presentandosi alla cerimonia con una minigonna estrema di raso bianco.

 

Ma cosa era successo 27 anni prima? Io ho una ipotesi.

A quei tempi Messina veniva bombardata dagli alleati un giorno sì e l’altro pure, per via del fatto che le case erano state edificate dopo il terremoto del 1908 in cemento armato, per cui le bombe le distruggevano internamente, ma nelle foto dopo il bombardamento risultavano essere sempre al loro posto.

Penso che mio padre sia andato a denunziare la mia nascita e subito dopo che l’impiegato aveva scritto Maria, l’ultimo dei miei tre nomi (a casa mia non si badava a spese), sia risuonata la sirena dell’allarme aereo. Il poverino stava scrivendo il sesso del neonato in quel momento e per lo spavento e la fretta di scappare abbia considerato solo il Maria, fottendosene del Giovanni Ludovico.

 

Sarà forse perché nella mia vita sono stato sia donna che uomo, ma io ho sempre considerato il sesso una scelta personale e ognuno deve essere libero di considerarsi ciò che più gli piace.

Chi ha mai detto che ci devono essere solo due sessi? Secondo me sette sarebbe il numero giusto. Pensate quanti giochini strani.

 

Scherzi a parte, ho sempre considerato le opinioni omofobe tra le più ripugnanti. Ancor peggio del fascismo, anche se spesso le due opinioni coincidono.

 

Se dovessi citare un mio scoppio di ira in pubblico, almeno negli ultimi anni, in cui sono uscito per la rabbia fuori di me, io che di solito conservo la calma, mi viene alla mente soltanto una cena con ospiti a casa mia, dove una stronza di nipote acquisita ha fatto delle considerazioni contro gli omosessuali. Se ricordo bene, ho pure rotto un piatto del servizio buono.

 

E, sempre parlando seriamente, trovo ripugnanti non solo le aggressioni ai nostri fratelli e sorelle colpevoli solo di voler vivere liberamente la loro sessualità, come dovrebbe essere diritto di tutti, ma anche le prese di posizione dei vari ineffabili Giovanardi e compagnia bella sulle coppie diverse.

 

E non parliamo poi delle ipocrisie della chiesa cattolica, che invece di aprire gli occhi sul mondo per vedere le atrocità che accadono ogni giorno, preferisce spiare sotto le nostre lenzuola.

 

Omofobi schifosi, vi auguro che vi si secchi e vi cada il pisello e se il pisello non ce l’avete si muri in modo definitivo la vostra passera. Il culo ve lo lascio.

 

 

 

www.giovannimerenda.it

 



Si ringrazia per l’editing Benedetta Volontè

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One thought on “Identità sessuale

  1. complimenti. un humour degno di una grande testata giornalistica.

    ti possa piacere o no, sono certo che Dio, leggendo il tuo pezzo, abbia sorriso pensando che, dopo tutto, l’aver creato l’uomo poteva dargli qualche soddisfazione.

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