L’emozione più antica e più forte per gli uomini è la paura, e a maggior ragione la paura dell’ignoto. (H.P. Lovecraft)

<<Bravi, bravi, signori, avete imparato per bene la lezione!… Di più, l’avete immortalata con un film>>.

Questo è senza dubbio ciò che avrebbe detto un Maestro dell’orrore, H.P. Lovecraft, davanti a L’uomo invisibile di Whale (1933) o al capolavoro di Alfred Hitchcock, The Birds (1963).
La sorte quasi certamente non gli riservò tale fortuna, almeno per quanto attiene al primo.

Sorprendentemente curato e innovativo per l’epoca per i suoi effetti speciali, resi ancora più efficaci dalle riprese in b/n, il film di Whale, capostipite di una serie di remakes e sequel, resta nella storia come uno dei migliori film dell’horror.

Tratto abbastanza fedelmente dall’omonimo romanzo di H.G.Wells, si avvale degli effetti speciali di un decano della Universal, John P. Fulton, vincitore nella sua carriera di 3 Oscar, noto anche per aver collaborato con Alfred Hitchcock ad almeno 6 dei suoi film (tra cui La donna che visse due volte, L’uomo che sapeva troppo, Caccia al ladro).

L’ottima interpretazione di Claude Rains (nel ruolo del mad scientist, l’uomo invisibile, cui una pozione segreta garantisce paravento all’ambizione delirante) si ottiene attraverso la modulazione della voce. Da attore teatrale consumato, pur non comparendo mai dal vivo in scena, tranne la sequenza finale, riesce a veicolare ritmo e convinzione al suo crescendo tragico.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=LM4fESh-rbk

 

Ancora peggio è se una minaccia inesorabile viene dalla natura un tempo amica.

Un giorno, all’improvviso, le creature del cielo piombano dall’alto per seminare orrore e morte.
Corvi e gabbiani soprattutto, ma perfino dei passeri non ci si può fidare… A frotte e stormi si abbattono finché non sono sazi, e non è il cibo a mancare.

Rivolta del creato o maleficio di una bionda strega, giunta in un tranquillo borghetto marinaro a corteggiare lo scapolone renitente ed ammammato?
Resta un mistero senza soluzione, diversamente dal giallo che vorrebbe lo scioglimento nel finale: qui siamo nel campo dell’orrore e dell’inesplicabile.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=eF-c4JkFZRo

 

Ed anche qui lo Scrittore di Providence avrebbe acutamente ricordato che “un racconto misterioso il cui intento è di insegnare o generare un effetto sociale, o in cui gli orrori sono alla fine resi comprensibili mediante mezzi naturali, non è un racconto genuino di paura cosmica”.

Alla faccia di quelli perplessi o insoddisfatti del finale hitchcockiano.

Mi resta solo un dubbio… Cosa avrebbero potuto escogitare insieme questi quattro?

 

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H.P. Lovecraft, Supernatural Horror in Literature [1924], trad. it. in H.P. Lovecraft, Opere Complete, SugarCo Edizioni, 1983

The Invisible Man, Usa, 1933, regia di James Whale

The Birds, Usa, 1963, regia di Alfred Hitchcock

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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