di Francesco Grano

 

John Wick 2

 

Dopo aver consumato la sua sanguinosa vendetta nei confronti del suo ex boss e il figlio di questi, John Wick (Keanu Reeves) ha deciso – una volta per tutte – di seppellire le armi e la sua professione di killer. Ma quando Santino D’Antonio (Riccardo Scamarcio), vecchia conoscenza legata da un patto di sangue a Wick, si presenta dinnanzi all’ex assassino chiedendo di uccidere la sorella Gianna (Claudia Gerini), la neo vita di John si trasforma nuovamente in un incubo. Messo alle strette a John non resta che accettare l’incarico. Arrivato a Roma Wick porta a compimento l’incarico. Ma quello che sembra un semplice assassinio si rivela un’orchestrata trappola per ucciderlo. Senza più un luogo sicuro e solo, Wick intraprende una dura guerra senza quartiere contro chi lo vuole morto.

La maledizione del sequel è sempre in agguato, specialmente quando si tenta, in tutti i modi, di superare l’opera originaria cadendo, spesso e volentieri, nella replica involontaria e sminuita di ciò che lo ha preceduto. Fortunatamente questo dato di fatto, a volte, presenta alcune eccezioni che rendono nulla l’affermazione del sequel inferiore al prequel, facendo in modo che le parti vengano invertite così da poter ottenere, come risultato, un sequel superiore al prequel. Esempio di tale ragionamento è John Wick – Capitolo 2 (John Wick: Chapter 2, 2017), seguito di John Wick (id. 2014) uscito nelle sale due anni addietro. Diretto ancora una volta da Chad Stahelski (qui senza la coregia di David Leitch), John Wick – Capitolo 2 è la diretta continuazione del primo capitolo, rafforzato da una sceneggiatura molto più complessa rispetto al prototipo.

Se il primo John Wick è una amalgama tra i generi dell’action, del thriller e del revenge movie, questo secondo episodio accantona la tematica della vendetta per concentrarsi, ancor di più, sulla figura del letale hitman, del glaciale killer professionista incarnato dal perfetto Keanu Reeves. La nuova (e obbligata) chiamata alle armi è il pretesto per ampliare l’immaginario leggendario e simil mitologico creato intorno a Wick, sicario infallibile che ha decisoJohn Wick 2 di chiudere con il passato ma che non può fare a meno di riprendere la carriera, soprattutto quando – ancora una volta – i ricordi della sua amata moglie defunta vengono letteralmente distrutti. Tra New York e Roma, nelle strade fumose e al neon della Grande mela e in quelle luminose e secolari della Caput mundi, John Wick (ri)crea ex novo la sua leggenda, dando vita a una escalation di violenza senza pari capace di dare una sola certezza: quella che il Baba Yaga è tornato.

Ciò che fortifica questo sequel non è il solo fatto di aver riproposto, almeno nella prima parte, l’impianto narrativo che caratterizza il primo episodio, bensì la caratterizzazione analitica della fisicità del killer. Fisicità che non va intesa come sfoggio di muscoli o di un corpo d’acciaio ma come rappresentazione dell’essere in quanto tale, di un uomo fatto di carne e ossa. Con John Wick – Capitolo 2 il regista Stahelski e lo sceneggiatore Derek Kolstad hanno colmato quelle lacune presenti nella prima opera, riuscendo a portare sul grande schermo un background molto più corposo che in passato. Il John Wick di questo nuovo episodio inizia nuovamente la sua carriera, scegliendo con accuratezza armi e vestiario, pianificando fin nei minimi dettagli i suoi piani d’azione prima che il suo spirito di inarrestabile war machine si abbatta sui suoi obiettivi. Recuperando gli elementi chiave del capitolo I e l’estetica che lo permea, John Wick – Capitolo 2 dà dimostrazione del suo robusto e forte animo action accumulando, in un crescendo di adrenalina e tensione senza sosta, sequenze da antologia (la lunga sparatoria nelle catacombe e quella nella sala degli specchi) in cui l’emoglobina scorre a fiumi e i proiettili vengono esplosi a centinaia. Qui l’asticella della violenza e dell’azione è stata ancor di più sollevata, mostrando un’incredibile ondata di sangue e morte, segnata dagli immancabili headshot, dai morti ammazzati e dai cadaveri che si accumulano, dai combattimenti a mani nude, dalle teste saltate a colpi di fucile e dai letali combattimenti corpo a corpo in cui ogni oggetto, come una banale matita, nelle mani del leggendario killer si trasforma in un’arma con cui perforare crani e occhi.

Molto più cupo che in precedenza (senza tuttavia aver accantonato gli sprazzi di black humour) John Wick – Capitolo 2 non si riduce a mero sfoggio di scene d’azione violente e coreografie da combattimento perfettamente sincronizzate, in quanto si rivela essere un’analisi introspettiva dell’animo di Wick, uomo ormai solo e senza più nulla da perdere, un cane sciolto che assurge al ruolo di icona no domini (e la presenza costante del nuovo cane senza nome di Wick esemplifica ancor di più tale concetto) pronto ad eliminare chiunque minacci la sua esistenza. Forte di una regia e di una fotografia superlative, della meravigliosa performance attoriale di Keanu Reeves e della presenza di Peter Stormare, Laurence Fishburne e della sorpresa del veterano Franco Nero, John Wick – Capitolo 2 ha tutte le carte in regola per soddisfare i fan ma anche i neofiti del genere, nell’attesa di diventare un cult movie e di vedere il probabile (e sperato) terzo episodio.

 

 

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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