di Elisa Scaringi

 

 

America del Nord. Seconda metà dell’Ottocento. Guerra civile. Newt Knight, infermiere dell’esercito sudista, si fa protagonista di una storia parallela rispetto alla grande lotta americana. Contro i nordisti che difendono la ricchezza e i sudisti che negano la parità dei diritti, Knight sta dalla parte dei poveri, sfruttati e senza possibilità di difesa alcuna. Che siano neri o bianchi a lui non importa: nessuno, infatti, “può possedere un figlio di Dio”.Free State foto storica

Spinto da questa forte speranza verso la fratellanza e l’assenza di ricchezza a discapito dei più poveri, si costruisce un seguito di uomini e donne affascinati dal suo pensiero egualitario. Non a caso lo Stato di Jones, composto da ben tre contee e liberato sotto la sua guida, si fonda su principi semplicissimi, eppure ancora inesistenti al mondo d’oggi: nessuno può costruire la propria ricchezza sulle spalle della povertà di un altro, né tanto meno dirsi superiore o diverso dai neri. Nello Stato libero di Jones sono tutti, e nella stessissima misura, figli di Dio.

Newt Knight si fa, quindi, il portavoce di una linea in assoluto dissenso con tutto ciò che stava accadendo allora in America. Pur essendo stato arruolato nell’esercito sudista, il suo essere un disertore non rappresenta una presa di posizione a favore dell’ideologia nordista, ma un atto di coscienza contro una società nella quale accade, “in ogni momento e in ogni luogo, che qualcuno sia il negro di qualcun altro”. Lui rifiuta il razzismo, in quanto pensiero privo di senso umano e religioso. Ma rinnega anche il sopruso perpetrato contro tutti quei contadini bianchi, sottomessi a favore della ricchezza di un altro.

attore protagonistaFree State of Jones racchiude allora in sé molteplici piani, generi e visioni del mondo. Si tratta, infatti, di un film storico (perché basato su una storia realmente accaduta), di un epic movie (in quanto racconto dello straordinario valore di un singolo uomo), di una pellicola catartica (nella quale i fatti di un tempo parlano all’uomo di oggi). La visione offerta da Newt Knight non parla di un passato lontano sia nel tempo che nei luoghi, ma attraverso la narrazione di un pensiero forte e magnetico, si trasforma in una proposta per il presente: anche un singolo uomo, seppur povero e insignificante rispetto ai grandi fatti della storia, può cambiare le sorti di una piccola porzione del mondo conosciuto. Soprattutto nel tempo odierno, dove disuguaglianze e razzismi sono assopiti dietro il consumismo e la quotidiana lotta tra i più poveri della terra.

Attraverso gli occhi e il pensiero di Newt Knight scopriamo che anche oggi è possibile creare luoghi di dissenso contro la ricchezza e il potere, nei quali tutti hanno gli stessi diritti e doveri. Non si tratta di una visione sdolcinata o illusoria del mondo, ma di una reale possibilità per l’uomo di esprimere al meglio tutti quei valori positivi che lo abitano. Perché veramente possano nascere delle nazioni nelle quali nessuno sia più il negro di un altro o costruisca la propria ricchezza sulla povertà di molti.

 

 

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