Inverno del 1954, consiglio di famiglia che decide: “Questo ragazzo deve fare la prima comunione, ha già compiuto nove anni, che si aspetta che vada militare?”. E cosi recalcitrante ed immusonito vengo iscritto alla dottrina della parrocchia di San Modesto. Non mette conto raccontare le mie vicissitudini con gli insegnamenti di una vecchia bizzoca che puzzava di cera e fiori marci. Frequentando la parrocchia avevo diritto anche al cinema di sabato sera. La parrocchia aveva, come tante parrocchie dell’epoca, una sala parrocchiale dove si proiettavano film edificanti, consigliati dal Centro Cattolico Cinematografico.

Sempre meglio di niente e poi era una scusa per sfuggire alla fetida insegnante.

E così mi sciroppai storie di santi e beati assortiti, qualche Stanlio ed Ollio e raramente qualche western, opportunamente tagliato delle scene più violente.

Nuovo Cinema Paradiso non mi ha raccontato nulla di nuovo.

E fu nel cinema Libertas, così si chiamava la sala parrocchiale (guarda caso), che vidi il mio primo film horror che mi terrorizzò molto di più di quanto fece Alien tanti anni dopo.

Quale fu il film che sfuggì alle forbici censorie del parroco?

Presto detto: Marcellino pane e vino.

Esagero?

Questa è la trama, leggetela con attenzione.

Marcellino è il solito orfano che vive in un convento con una schiera di vecchi frati. Questi vecchiacci, oltre ad usarlo come garzone, lo mandano in giro scalzo e con sbrindellati calzoni al ginocchio tenuti su da una sola bretella in diagonale.

Il bambino sente il bisogno di un amico e lo trova in un enorme crocefisso abbandonato nella soffitta del convento.

Il bambino comincia a parlare con questo polveroso, scuro e spaventoso crocifisso e gli porta pane e vino sottratti alla dispensa dei frati. Quando il bambino chiede di poter vedere la sua mamma morta, il crocifisso, gli dice “Vieni, te la mostro”, lo prende in braccio ed il bambino muore.

E’ un vero e proprio horror.

Questo mi convinse che non bisogna fidarsi delle promesse fatte in Chiesa, da chiunque provengano.

 

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10 thoughts on “Un film di tanti anni fa: Marcellino pane e vino… altro che Alien!

  1. Condivido con Raffaele,anche perchè ho visto il commento di una persona a me vicinissima.Non ne avevamo mai parlato e non sapevo che era rimasta traumatizzata dalla visione del film.
    Io personalmente sono stata sempre affascinata da films su Gesù Cristo,pur non essendo cattolica praticante e contraria ad una chiesa che in nome di Dio,abbia compiuto atrocità nel corso dei secoli.
    Per chi è credente,Dio non può volere tali scempi.
    Non voglio dilungarmi oltre.Il tema è molto vasto e qui si chiede solo se,vedere "Marcellino pane e vino"sia un film da trauma!

  2. Ricordo di aver visto questo film, quando frequentavo le elementari, fra il 1965 ed il 1970.
    In quel periodo a scuola c'erano 2 turni di entrata ed io frequentavo il secondo entrando a scuola alle 13.30. La mattina, l'ultima settimana di maggio e la prima di giugno, nella mia città veniva allestita la Fiera del Mediterraneo e alle 10.00 circa la rai trasmetteva vecchi film ed una mattina incappai proprio in Marcellino pane e vino. Il mio giudizio? Vietato ai minori di anni 14. Molti bambini della mia età, ed io stessa, penso restino traumatizzati da tanta tristezza e tanto dolore. Avevo creduto anche io che Cristo facesse vedere realmente la mamma a Marcellino ed invece…..

  3. Io non consevo un brutto ricordo di questo film.Certo,potevano evitare un finale così drammatico.Non mi ha fatto per niente paura e non mi sembra che i frati fossero malvagi.
    Molto meglio de "L'esorcista"che mi ha fatto venire la febbre e popolato il sonno di figure mostruose o di tanti altri dove il sangue scorre a fiumi.
    Oggi"Marcellino",farebbe sorridere i ragazzini abituati a ben altri modelli"educativi"?

    1. Non credo che i bambini di oggi sorriderebbero, il dolore è un sentimento che il tempo non cambia.

  4. … tipico esempio del sadismo della chiesa cattolica verso i bambini! Povero Marcellino e poveri tutti i bambini che sono violati da chi dovrebbe educarli, in Chiesa, come in famiglia!!!

  5. Tutto deriva dalla "religiosità" basata sul terrore.
    E questi erano e sono gli oratori… quando va bene.
    In casi ben più gravi il terrore e la paura non nascono dalla visione di un film.

  6. Mio figlio trentenne, a suo tempo, come tutti i bambini dell'oratorio, assistette a Marcellino, pane e vino.
    Tornò a casa terrorizzato, non ne voleva sapere di dormire con la luce spenta e ci vollero giorni prima che si calmasse.
    La cosa passò e, come tutto, si dimenticò.
    Molti anni dopo trovai il film su un canale TV e mi tornò in mente, anche perchè mio figlio, abbondantemente sopra i 20 anni, mi disse che manco per niente lo avrebbe guardato.
    La curiosità di sapere cosa era così terribile mi spinse a riguardarlo tutto con gli occhi di ub bambino.
    Bene: la scena dello scorpione che pizzica Marcellino, la sua agonia, ma soprattutto la salita della scala fino al solaio mi hanno gelato il sangue.
    Altro che film educativo!

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