colloquio di lavoro

Sostenere un colloquio di assunzione: preselezione

È molto probabile che non parteciperete mai a un colloquio di preselezione, a meno che non vi siate candidati per una grande azienda oppure fate parte di così tanti candidati che risulta necessaria una decimazione prima di arrivare al colloquio vero e proprio.

In ogni caso se il vostro è un colloquio di preselezione, ci sono ottime possibilità che il selezionatore sia un professionista. Se è così, dovete comprendere un concetto fondamentale: il selezionatore in un colloquio di preselezione non ha alcun potere di farvi assumere, ma ha il potere di mandarvi a casa e non farvi arrivare mai al colloquio vero e proprio.

Non finisce qui, tenete presente che nel colloquio di preselezione non si vuole sapere nulla sulla vostra personalità né sapere chi siete, lo scopo è solo accertare dei fatti e comprendere se avete le caratteristiche necessarie per svolgere quel determinato lavoro.

Uno dei colloqui più veloci della storia che ricordo, fu fatto da un’azienda di telefonia agli inizi del 2000. Ai candidati era richiesta una certa conoscenza informatica, in particolare del pacchetto Office di Microsoft. In migliaia inviarono i propri curriculum. La preselezione consistette in una semplice telefonata: il candidato veniva chiamato a casa e gli veniva fatta, a bruciapelo, una domanda specifica, ad esempio: “È possibile eseguire una stampa unione tra Word ed Excel?”. Se il candidato tentennava, veniva educatamente invitato a non presentarsi al colloquio. Semplice, veloce, micidiale! Ma estremamente funzionale.

Non mentite nel vostro curriculum, in un colloquio di preselezione il selezionatore non ci metterà molto a capire quali sono le parti fantasiose che avete inserito per fare colpo. Una cosa è enfatizzare qualche caratteristica, un’altra cosa è mentire inserendo, ad esempio, conoscenze tecniche che non avete.

Se vi trovate di fronte a un selezionatore in un colloquio di preselezione, egli inizierà a farvi una serie di domande specifiche atte a verificare ciò che avete scritto nel curriculum, tenderà anche a chiarire quegli aspetti un po’ fumosi e poco chiari. Come già detto, il selezionatore non è interessato alla vostra personalità, ma solo alle caratteristiche peculiari ed eventualmente tecniche necessarie allo svolgimento del lavoro per il quale vi state candidando. È un processo di eliminazione, nient’altro.

A questo punto vi starete chiedendo se c’è qualcosa che potete fare per affrontare questo tipo di colloquio. Certo che c’è qualcosa che potete fare ed è questa: non fare nulla in più che fornire fatti, nient’altro.

Tuttavia dobbiamo chiarire un aspetto importante: chi è il selezionatore che avete di fronte? Come detto, se vi state candidando per una grande azienda, è molto probabile che sia un selezionatore di professione, e quindi vale quanto detto finora. Se invece è il dirigente che fa capo al posto scoperto, allora cambia tutto, perché egli è sicuramente interessato anche alla vostra personalità. In questo secondo caso, pur essendo un colloquio di preselezione, le dinamiche sono le stesse di un colloquio di selezione finale. Ciò nonostante in questo articolo tratteremo lo scenario di un colloquio di preselezione effettuato con un professionista. Il motivo di questa scelta è che gli articoli successivi verteranno esclusivamente sulla seconda tipologia.

Torniamo alla scrivania del selezionatore nel vostro colloquio di preselezione. Egli, anche se è un professionista, è un essere umano e quindi tra gli strumenti di selezione che ha a disposizione, non manca un intruso invisibile e pericoloso: il pregiudizio.

Come abbiamo detto all’inizio, questo selezionatore non ha il potere di assumervi, ma ha quello di scartarvi e mandarvi a casa. Voi non siete altro che un elemento da spedire o no alla selezione successiva dove qualcuno deciderà se assumervi o no. Quindi nel colloquio di preselezione si vuole solo accertare la veridicità di ciò che avete scritto nel curriculum per stabilire se abbiate le caratteristiche propedeutiche richieste.

Se non superate questo esame, è probabile che non abbiate i requisiti minimi oppure avete giocato molto male le vostre carte ovvero avete detto ciò che non vi è stato chiesto.

Vediamo di chiare quest’ultima affermazione. La cosa peggiore che può accadere in un colloquio di preselezione è che si verifichino degli attriti di personalità tra il selezionatore e il candidato. Tutto ciò dipende solo ed esclusivamente da voi: se al primo intoppo sollevate una questione di principio, siete fuori. Vi prego, non mettetevi a dimostrare chi siete, tanto al selezionatore non interessa nemmeno minimamente, né quanto valete, né quali siano i vostri sogni. L’unica cosa che vi deve premere è non farvelo nemico, altrimenti siete fuori.

Lasciatevi condurre dal selezionatore, questo è l’unico caso in cui non dovete sforzarvi di condurre il colloquio, limitatevi a fornire i fatti che vi vengono richiesti; offrite al selezionatore ciò che cerca, né più né meno. Nel frattempo siate educati, cortesi, abbiate pazienza, non scaldatevi, non affrontate il selezionatore sul piano psicologico o personale. Non aggiungete cose che non vi sono state chieste. Se il professionista che vi sta facendo il colloquio vuole sapere se sapete contare fino a dieci, non serve a nulla dire che sapete fare le divisioni a mente. Limitatevi semplicemente a dare delle brevi e concrete risposte alle sue domande.

Tutto chiaro? Bene. Riassumo quanto detto e vi do appuntamento al prossimo articolo che verterà sul concetto importante dell’entusiasmo!

  1. Il selezionatore è lì solo per valutare se avete caratteristiche fondamentali per quel lavoro.
  2. Non dategli una ragione o un motivo per farvi scartare. Restate calmi, cortesi, accondiscendenti.
  3. È probabile che il selezionatore non abbia conoscenze specifiche circa il lavoro per il quale vi candidate, vuole solo sapere se avete le competenze richieste. Inutile fornire altre informazioni, potrebbe essere controproducente.
  4. Lasciate che sia il selezionatore a condurre il colloquio.
  5. Evitate qualsiasi tipo di conflitto con il selezionatore.
Massimo Petrucci
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Massimo Petrucci

Per lavoro mi occupo di Web Marketing, ma per passione scrivo racconti, romanzi e rappresentazioni teatrali. Gioco a basket... beh dovrei dire che "mi fanno giocare a basket" i miei cari amici del weekend. Ho creato community di appassionati di cucina e... di diete! Sì, in me vivono demoni e angeli, per tutto il resto c'è il mio blog www.massimopetrucci.it 🙂
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