Non è né una domanda né un’affermazione, probabilmente non ha senso chiederselo, e darne una definizione chiara risulta da sempre molto complesso.

Secondo la Bibbia, Dio stesso è Amore. L’Amore di Dio, per il Cristianesimo, è in particolare Amore Misericordioso. La definizione di ‘Amore’ nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Nell’induismo l’Amore ha diverse accezioni,  il piacere sensuale, quello spirituale e la devozione amorosa nei confronti di Dio. L’ebraismo impiega una vasta definizione d’Amore, sia tra le persone (in famiglia, fra amici) che tra l’uomo e il Signore. Nietzsche asserisce che «Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male…». Ogni popolo e cultura gli attribuisce forse un significato leggermente diverso.

Ma l’Amore è comunque un sentimento universale intenso e profondo, di affetto, simpatia e adesione, rivolto verso una persona, un animale, o anche per un oggetto, un concetto, un ideale. 

L’Amore più spesso ci fa pensare all’innamoramento. Solitamente esso comincia con la fase ‘dell’infatuazione’, forte nella passione ma debole negli altri elementi. La molla di questo stadio è in genere l’istinto sessuale. In tale periodo dell’Amore si apprezza il/la compagno/a nella sua pura esteriorità corporea. Con il passare del tempo aumentano invece l’affetto e l’attaccamento mentre la passione fisica può diminuire d’importanza, rimanendo però alla base dell’equilibrio di una relazione. In questa fase, detta ‘attrazione’, si valutano diversi fattori come la cultura, i valori del partner, lo si apprezza cioè per la sua interiorità. L’ultima fase dell’innamoramento può essere definita come quella ‘dell’attaccamento’, la persona si concentra sul singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Ora non si amano più caratteristiche determinate, siano esse materiali o spirituali, ma l’uomo/la donna in quanto tali.

Un bel cortometraggio di produzione spagnola ha provato a rappresentare le ‘fasi’ dell’Amore in 27 ‘pose’. Il risultato è molto pungente e azzeccato.

El amor dura 27 planos – L’Amore dura 27 stadi

 

Come rappresenta bene questo corto, l’Amore inizia con la passione che poi pian piano si affievolisce, lasciando spazio alle incomprensioni che provocano un allontanamento tra i due partner, i quali, sebbene vicini fisicamente, provano una lontananza comunicativa che forse fa più male di una distanza reale. Alla fine, nonostante si dicano ‘ti amo’, ognuno prende una strada opposta, forse per la sola paura di amare veramente.

A volte però l’Amore può essere anche ossessivo, ciò capita quando c’è un’idealizzazione irrazionale con un intenso desiderio di essere ricambiati. In questo caso si parla di Limerence che, come afferma la psicologa Dorothy Tennov, è uno stato cognitivo ed emozionale caratterizzato da un desiderio quasi ossessivo dell’Amore romantico. Gli individui colpiti da Limerence sono costantemente attratti da partner sbagliati e soffrono amori non corrisposti restando incapaci d’imparare dalle loro esperienze. Ne deriva un senso d’inutilità che accompagna la persona nel corso della vita. Questo senso d’inutilità può emergere anche in un’altra forma particolare d’Amore, impropriamente confusa per infedeltà. Ciò accade quando una persona, sebbene sia felicemente corrisposta, è incapace di provare vero affetto per il partner. Innamorato dell’Amore, egli si limita ad amare la sensazione dell’innamoramento suscitata dal partner, evitando di entrare nella fase matura della relazione di coppia, ossia quella che dall’infatuazione iniziale si dovrebbe trasformare – col passare del tempo – in vero Amore. La relazione è dunque destinata a esaurirsi prima ancora che essa cominci ad assumere un autentico significato, evitando così la conseguente responsabilità di gestire un rapporto duraturo.

In realtà trarremmo più beneficio accettando l’evenienza che quando si ama tutti siamo più esposti e indifesi, e corriamo inevitabilmente il rischio di soffrire.

Nel successivo corto che vi propongo, il protagonista si rende conto di quanto si sente solo e sta soffrendo per l’assenza dell’amata, di cui ricorda l’eterea figura riflessa allo specchio.

Amore riflesso

 

 

Ma come si potrebbe definire l’Amore se non come quel sentimento di così forte empatia che ci spinge a prediligere il bene dell’altro più del proprio?

A ben vedere questo è l’aspetto più rappresentativo di tale sentimento. Solo chi non lo vive veramente ha paura delle conseguenze (sofferenza, delusione, ecc). Se uno sa di essere nel giusto, di amare concretamente, non ha paura delle conseguenze; al limite, se ne guarda, per comprensibili ragioni di opportunità. Pure un Gandhi non sarebbe stato possibile se nell’animo umano avesse prevalso la paura più che l’Amore (in questo caso per il prossimo).

Ma in conclusione che cos’è l’Amore? Come ho già detto non credo abbia senso domandarselo perché non c’è una risposta univoca per tutti, ognuno può parlare della propria esperienza e dare forse delle limitate indicazioni. Io penso che ciascuno debba ricavare una propria visione dell’Amore, provandolo in prima persona, anche penare per Amore, e dopo aver sofferto osservare le proprie ferite, imparare da esse per trovare rinnovato coraggio d’amare ancora, e magari per insegnare a qualcun altro… l’Amore.

7 thoughts on “L’Amore cos’è…

  1. Ciao Clessidra e grazie per aver commentato il mio articolo e per i complimenti!
    Credo che ognuno di noi abbia una propria visione dell’amore, del resto l’amore ha un significato ampio che abbraccia più ambiti che possono più o meno coinvolgere.
    Quindi c’è l’amore per un figlio, per un genitore, per il/la partner, l’amico/a, per una città, un’animale ecc..
    Infatti l’articolo non aveva l’intezione di dare una definizione di un sentimento così complesso che è in ogni caso – io credo – motore dell’umanità del bene e nel male (spero più nel bene!)

    Bisognerebbe poi chiedere a Stella cosa intendesse esattamente affermando che “quando hai dentro l’amore ti senti libero” ecc…?
    La mia interpretazione (che trovo plausibile e condivido) è che prima di tutto devi avere l’amore dentro di te, amare te stesso per poter amare il prossimo (che si tratti di un legame stretto o meno) in modo incondizionato, vero e profondo.
    Amare forse in maniera meno morbosa, oserei dire più distaccata senza possessività esaltando dunque maggiormente il sentimento in sé più che il soggetto (o oggetto) a cui l’amore è rivolto o da cui ‘pretendiamo’ attenzione.

    Detto ciò sono poi d’accordo con te è difficile staccarsi da chi si ama o si è amato intensamente anche se sappiamo che la sua felicità purtroppo non passerà più attraverso NOI!

  2. Sono d’accordo che l’amore sia uno e semmai prenda forme diverse, per un figlio, un amico, un genitore, una cosa, un’idea, un animale…
    Ma quando si sceglie e si viene scelti da colui/colei che si desidera avere accanto nella vita, le cose cambiano: il desiderio più grande, se si ama in modo sano e coraggioso, è certo quello che l’altro sia felice, stia bene, ma è anche quello che esista veramente QUELLA persona per NOI, che si prenda cura di NOI, che abbia a cuore NOI e basta (e ovviamente viceversa). Tutto deve partire da lì e tornare lì. Cosa vuol dire: “quando hai dentro l’amore ti senti libero” ecc? In senso generale condivido, un sentimento di spinta positiva verso la vita è necessario per vivere appieno l’esistenza, ma continuare ad amare in questo modo QUELLA persona, nel momento in cui fosse felice senza di NOI, anche se abbiamo capito che la sua felicità purtroppo non passerà più attraverso NOI, è la cosa più difficile del mondo.
    Complimenti per l’articolo!

  3. Bellissimo articolo, chiaro esauriente.
    A mio parere, però, ci soffermiamo un po' troppo nel voler trovare una formula che ci indichi la via perfetta nell'incontro con l'altro/a che ci accompagnerà nella vita.
    Ma se ci fermiamo a pensare all'amore, ad esempio, per un figlio non ci facciamo problemi. Per un figlio l'amore non ha bisogno di ricerche, aggettivi o quant'altro.
    Eppure è lo stesso amore. In questo caso… E'…punto.
    Se in coppia lo vedessimo allo stesso modo forse ci faremmo meno domande e lo vivremmo meglio.

    1. Mille grazie Carla.
      Credo però che l'amore per un figlio sia un sentimento naturale, innato, quindi diverso da quello che nasce tra due persone che intendono condividere insieme una parte o tutta la vita.
      Hai ragione però in amore, in particolare di coppia, dovremmo farci meno problemi e domande e cercare di vivelo e basta, ma la cosa deve essere reciproca e non sempre questo avviene.
      L'amore per un figlio (e del figlio per i genitori) invece in genere come hai detto bene non ha bisogno di regole ne spiegazioni… è punto.

  4. Ciao Stella grazie per il commento!
    E' come dici tu l'amore è sicuramente un qualcosa di spontaneo e deve essere tale proprio come una risata vera che nasce senza forzature. L'amore non può essere controllato. Dici bene, l'Amore E'…punto.

  5. secondo me e´uno spazio interiore piu, o meno, riempito ma che e´proprio nella condivisione che ti arricchisci!!! …un lasciar ún po tutto andare, perdere, come quando liberi una risata, consapevole dentro che questa vita non e´sotto il nostro esclusivo controllo …e cosi´il volo non conosce la gravitä, il bene o il male, la paura, perche´ L´AMORE E´ e punto! E quando lo hai dentro, ovunque ti senti libero….sicuro..

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