Solfuro di antimonio, tallio. Ovvero come abbattere il grigiore di una vita incasellata, oscurandola del tutto con magiche provette colorate.

Queste le falci del tristo mietitore, Graham Young, assurto agli onori della cronaca  per aver condotto in fin di vita, o all’oltretomba, un discreto numero di ignare prede, ree di aver ostacolato il suo cammino, un tragico crescendo nell’apprendistato di avvelenatore.

Da semplice cultore, prepara sandwiches deliziosi e un po’ indigesti (un piombo sullo stomaco) che fanno trascorrere brutti quarti d’ora al suo rivale in amore.

Poi un clamoroso balzo di qualità, volto a tormentare le budella della matrigna, che bontà sua, si adopera per peggiorare il male, facendo strage di cioccolatini all’antimonio.

Un collirio adulterato strazia quindi un occhio alla perfida sorella.

Ma il vero colpo di genio si realizza grazie al tallio, inodore, incolore, insapore, introvabile, insomma micidiale. Tanto che, nel breve volgere di qualche settimana, la matrigna saluta il mondo rinchiusa in una bara, e nello stesso giorno un rinnovato dolore intestinale coglie anche il vedovo.

Stavolta il giovincello non riesce a farla franca, s’alzano i sospetti, si accertano i riscontri, fin quando non s’addita il mostro.

Ahiahiai, la vita è dura in un manicomio criminale, specie se il tuo vicino di branda ha assassinato entrambi i genitori e di notte continua a fare strage – con le sue orride visioni – dei tuoi padiglioni auricolari. Roba da vero esaurimento, se non fosse che pure nella sfiga c’è rimedio, e le alchimie notturne del poveretto si trasformano in materiale di salvezza per il giovane avvelenatore, deciso a proseguire, nonostante tutto, in una fulgida carriera.

Abile simulatore, prende per fessi tutti, si fa dotare di un laboratorio, e quivi riesce a realizzare un sapiente miracolo di erudizione: generare un purissimo diamante dai suoi alambicchi, seguendo un’antica traccia newtoniana.

Quindi il dono più prezioso, la ritrovata libertà. E ancora un cumulo di conoscenze da saggiare.

Ma il veleno, si sa, è come una droga, non riesci a stare senza, specie se il mondo proprio se la tira e fa di tutto per meritarsi una sonora punizione.

C’è chi non scorda, non perdona, trattandoti sempre come un mostro.
C’è chi si finge amico mentre ti pugnala; chi, piacente ragazzotta, frequenta microcefali piuttosto che un onesto e giovane faticatore…

E allora, vai col tallio nelle tazze… e giù a contare nuovi morti, da inventariare nell’archivio di un genio criminale. Sia quel che sia… perché, quando ormai non ne puoi più, consegni ai posteri le tue sudate carte e buonanotte al mondo e ai suonatori. Ormai sei nella Storia.

C’è chi non sa mai cosa farà da grande e chi, già in fasce, ha idee chiare e distinte.
Graham Young sapeva a 15 anni quale sarebbe stato il suo futuro.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=_n8qnIWqyGU

 

Avvertenze

Trattandosi pur sempre di vicenda drammatica, anche se con coloriture e spunti da black comedy, se ne consiglia l’assunzione (anche prolungata) preferibilmente lontano dai pasti, ma senza altra cautela.
Il genio non dà mai assuefazione.

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The Young Poisoner’s Handbook, Francia/Germania/Regno Unito, 1995, regia di Benjamin Ross

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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