calimero incompreso

 

Febbraio 2013

 

Clarence torna a casa dopo il lavoro e trova Ramon a smanettare sul suo portatile, concentrato al punto da non staccare quasi gli occhi dalla tastiera.

Clarence si avvicina e gli dà un bacio sui capelli.

 

 

(curioso) – Che stai scrivendo?portatile ramon

 

 

Ramon lo guarda, si tira su con le spalle e con sussiego

– L’opera che mi consegnerà ai posteri…

 

 

 

(interdetto) – Posteri?

(pausa)

(allusivo) – O posteri-ori?

 

 

 

– Eh, magari anche a quelli!

E aggiunge una smorfia da scimmietta.

 

 

Cla’ si fa una risata.

Cerca però di contenersi e fintamente serio

– Insomma, di che si tratta?

  

aforismi

 

Ramon (serio) – Aforismi e poesie.

 

 

– Caspita, poesie!

In rima?

 

 

 

– No, belle sciolte.

 

  

Clarence scoppia in una risata. Fragorosa.

 

 

(serissimo, Ramon) – Cazzo te ridi?

Poi di colpo scoppia a ridere pure lui.

 

 

(ripetendo) – Sciolte!!!

Cla’ finisce in singulti, tante sono le risate.

Toccandosi lo stomaco

– Oh madonna!

(pausa)

E il titolo?

 

  

(tornando in apparenza serio)

Las cuentas del Gran Capitán Ramon de Gadia Fuentes

 

  

– Ah, ma allora sono in spagnolo!

 

  

– No no! Cioè solo qualcosa.

Le ho scritte in italiano.

Per questo le rime…

 

 

Cla’ – …lasciano un po’ a desiderare?

 

  

(candidamente) – No, amore, proprio non ci sono…

  

 

borsa di Cla'Cla’ lascia andare la sua borsa sul divano e vi si spaparanza.

– Leggimene una dai.

 

Ramon appare titubante.

 

 

– Prometto che non faccio nessun commento.

 

 

– Lo giuri?

Perché sai, sono dei veri e propri capolavori.

(pausa)

Sì, insomma, più o meno…

 

 

Cla’ contiene a stento altre risate.

Si blocca con difficoltà ma gli fa un segno

– Vai!

 

 

Ramon lo guarda un attimo perplesso, poi fa per schiarirsi la voce

– Si intitola… (e di nuovo si schiarisce la voce)

  

Ai topi della mia vita

Las ratas de mi vidatopolino

 

(a Cla’) – E aspetta a ridere!!!

(ma Cla’ proprio non ci riesce…)

 

 

(Ramon)

– Io topo
Tu topi
egli topò
Noi topammo
voi topaste
Essi caddero stecchiti.

 

A questo punto Cla’ non ce la fa più a trattenersi e riprende a ridere e a dare colpi sul cuscino.

 

Ramon – Aspetta, che non è finita…

(e qui anche Ramon ha difficoltà a restare serio)

Troppo topamento rende tua moglie cieca.
Ma se a toparla sono io, ci vedo meglio.

 

 

Cla’ è definitivamente perso: piegato in due dalle risate si dibatte sul divano. Si solleva poi rosso in viso e lacrimante e al solo notare la faccia di Ramon riprende a sghignazzare senza ritegno.

 

 

Ramon – Passiamo agli aforismi?

 

Cla’ annuisce ridendo col capo.

 

  

(Ramon)

 – Topare illumina d’immenso.

 

– Eh, figurarsi!risata di cla'

E giù di nuovo a scompisciarsi.

 

 

Ramon continua imperterrito a tirar fuori le sue perle

 

– “Grida di battaglia”

 

Topos, topas, topiamos!

Vamos a topar! Siempre!

(pausa)

O è meglio: “Hasta la victoria siempre. Sulla topa”?

 

  

Ormai Clarence non dà più segni di vita sul divano.

 

Ramon

– Eh che Arte, vero?

 

 

 

A stento Cla’ riesce a sollevarsi senza cadere ancora nel baratro del riso a crepapelle.

– Tu mi farai morire…

 

  

(Ramon)

– D’Amore. Certo!

(pausa)

Perché dopo tutta questa poesia, che si fa?

 

Mezzo secondo e ha già cambiato registro…

 

 

 

Cla’ intuisce ma tenta invano di frenarlo

– Non vuoi mangiare prima?

 
ramon

 

Ramon si alza, si avvicina ‘gattosamente’ al suo uomo e prende a fissarlo dritto negli occhi. Due carboni ardenti bloccano di colpo le risate di Cla’ non appena Ramon comincia a sbottonarsi la camicia facendo poi scivolare le mani verso la patta dei suoi jeans.

A torace scoperto si addossa al volto di Clarence, adagiandosi sulle sue cosce. Cla’ si ritrova immerso fra le sue spire. Stregato dal suo improvviso cambio di registro, prende a tastarlo e a sfiorargli la pelle con le labbra, mentre Ramon gli accompagna le mani verso il basso, sussurrandogli all’orecchio

– A topar c’è sempre tiempo, ma meglio farlo prima.

 

——-

Più tardi, fra le lenzuola, Cla’ si ritrova abbarbicato al suo moretto topolotto (quest’ultimo sistemato nell’incavo del braccio con tanto di block notes fra le mani).

Prima di dormire è d’uopo leggere la fine del capolavoro, giunto al capitolo delle Memorie…

  

[…]

– Mamma mi diceva da piccolo: “Manco a topar la zia sei adatto?”

 

e io

– Topala tu, c’ha i baffi.

 

– Tu non combinerai nulla di buono nella vita…

 

 

– Ma se topo comm’a che!

Vedi mamma? (e azzanna Clarence)

Bono, gnam, bono… un topo che non vi dico…

 

 

INTERVALLO

Scusate, c’è un ulteriore intermezzo che per ragioni di censura ometteremo.

 

Rassicuriamo il WWF: le pecore son salve.

 

——-

Poco dopo si riprende la lettura

E vai con le frasi storiche:ascensore al Tuscolano

 

I meglio topi di Roma stanno al Nomentano.

Ma per topare super, l’ascensore al Tuscolano.

 

 

Silenzio.

 

  

Clarence apre gli occhi

– Beh, perché ti fermi?

 

 

– È finito Cla’.

 

 

– Come, finito di già?

 

  

– Serve solo una chiusura degna di tanta maestria.

 

(Cla’) – E non ti è venuta?

 

 

 

– Ci sarebbe qualcosa, però…

 

– E vai, su… leggi!

 

 

(Ramon si sistema meglio)

  

decoro floreale

Volendo topare toperei
facendomi solo i topi miei…

Non mi serve un ricco armamentario
basta anche un modesto campionario

ogni giorno un topo nuovo, un sol di tre
al mattino, a pranzo o cena, e per il tè…

Per la notte son coperto e mi domando
cosa d’altro posso andar desiderando…

Due toponi e una topa basteranno
a coprire le voglie pur st’altr’anno?

Dici, dite? Non saprei…
Anche insieme sì me li farei…

Ci sta un limite vero al topamento
o è questione di puro allenamento?

Certi dicono: meglio uno alla volta
ma propendo per la briglia sciolta

non è meglio se topiamo tutti quanti
sopra sotto dietro e pur davanti

Re topin-topettando mi sollazzo
fino a che non mi so’ rotto il …

Sai che penso, davvero? So’ incompreso
è per questo che vivo sempre steso

col mio uomo vicino sto d’incanto
ma con altri due topi forse canto

e se canta Ramon lo fai felice
e magari vi fa pure l’attrice.

Basta a dire stronzate pur se in rima
e torniamo a scopare più di prima.

Amor mio fatti avanti, sopra o sotto
t’amero come mai, tuo Topolotto!

 

  

(ridendo) – Caspita! Direi che non è male.

 

 

– Peccato non sia mia…

Indovina chi l’ha scritta?piumetta

 

 

– Ho un vago sospetto…

 

 

– La odio! 5 minuti c’ha messo, Cla’.

Forse anche meno.

Mo’ che la prendo sotto…

 

 

– Che le fai?

 

 

 

– La metto di nuovo su a topetta…

(pausa)

Sai che m’ha detto?topo e formaggio

“Mi garbi, ma tu solo a topare pensi…”

 

 

 

– Vero, verissimo!

E tu?

 

 

– …mentre l’agguatavo?

 

Rinsavirò un giorno. Lontano.

A topos mortos…

 

 

Incompreso

 

 

 

 

Non se la prenda, Esimia Collega 
siamo tutti un po’ Incompresi!

 

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Gamy Moore

Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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