Felix

 

Bagno di casa Daverall, ottobre 2017

 

Ramon se ne viene avanti come un gatto bastonato, quasi trascinandosi la coda, mentre davanti allo specchio Clarence procede serafico alla consueta rasatura.

Gli occhi e le labbra di Cla’ si schiudono interrogativi fra una massa di soffice schiuma bianca.

 

 

– Cos’è quella faccia?

 

 

Ci vuole qualche secondo prima che Ramon si pronunci.

– Tu non puoi capire che ha fatto…espressione interrogativa

 

 

(candidamente) – Chi?

 

 

– Quella sciagurata!

 

 

(sospirando) – Sentiamo…

 

 

Ramon lo guarda e non favella.

 

 

– Spara dai.

 

 

Pausa che lascia presagire il peggio.

 

 

– L’hai letto? Dico, lo hai letto?

  

 

Il suo Gillette sospeso a mezz’aria: – Sì.

 

 

Ramon – E allora?

 
L'amore è uno zerowatt (forse...)

 

– Allora che?

 

 

– Non hai nulla da dire?
Io sto ancora all’inizio e già sono basito.

 

 

 

(stranito, Cla’) – Che devo dire… È super.

 

 

L’espressione di un toro imbufalito

– Ecco vedi! Tu sempre la difendi! (piccato) Mai che difendi me!

 

 

(sorridendo per l’esasperazione) – Qua non è faccenda di difendere! Mi è piaciuto assai e poi hai visto come è scritto…

 

Clarence fa oscillare il suo Gillette quasi sotto il mento di Ramon mentre parla.

 

 

– Ammesso e non concesso…

Ma tu non sei un tantino “geloso” di Katter?

 

(prontissimo, Cla’) – Neanche un po’. Perché dovrei?

 

 

– Io sì, invece. Di Katter, che tanto mi ricorda te. Ma soprattutto di Darkhan, che mi ricorda me…

 

– Questa è bella… Solo perché è scuro?

 

– No, è tendenzialmente un dittatore.

 

 

– Capisco.

(e ride)

Pausa.

(continuando a radersi) – Comunque Katter, se proprio lo vuoi sapere, mi sta simpatico… E poi mi appartiene un po’.

 

– Cioè?

 

(abbandonando il rasoio nel lavabo) – È il mio angelo custode. Una sorta di alter ego. Mi piace…

 

 

(cambiando immediatamente espressione) – Ah però! Allora il geloso sono io…

(pausa)

Mi suicido, va’! Dolcemente…

 

E con un dito raccoglie al volo un po’ di schiuma portandola alle labbra.

 

 

– Nooooooo, che non è panna!

 

Dante 

– Però è una morte valorosa, ammettilo…

 

 

– No, di sticaz… come direbbe il Poeta!

 

 

 

Qualche giorno dopo, in salotto, comodamente spaparanzato sul divano

  

 

– Scusa, ma non dovevi morire da eroe?

 

– Infatti sono morto, ma lassù mi hanno fatto risorgere… Si vede che servo ancora all’umanità…

 

– Già. Ma il libro lo hai poi finito?

 

– Ebbene sì, l’ho letto, ma non tutto d’un fiato. Un’intera settimana!

Ho letto e riletto pagina per pagina, periodo dopo periodo, frase per frase. L’ho quasi imparato a memoria, in vista del processo alla Biscardi… Avremo perfino la moviola in campo, cioè nell’aula.

matita(Si schiarisce la voce)

Preciso anche che ho segnato, in rosso e in blu, ma anche in altri colori, secondo la gravità, tutte le frasi “incriminate”.

E ce ne sono di reati da contestare, dio se ce ne sono…

(pausa)

Intanto questo duetto/connubio/binomio Katter-Darkhan.

Come la mettiamo? Eh, come la mettiamo?

Secondo me Piumetta si è ispirata a noi, anche se noi, modestamente siamo sempre noi… Cioè the best, ti pare?

 

Cla’ lo fissa ammutolito.

 

Ramon – Ma poi, dico ma poi… hai visto che combinano questi suoi Nuovi angeli, che invece di cantare, se la spassano quasi come noi?

Plagio si chiama questo, signori della Corte!

 

Clarence fa per prendere la parola, Ramon lo stoppa da PM facendolo sobbalzare.

 

– E infine, è «disdicevole e diseducativo», per citarla, che quella sciagurata di Paoletta, anziché prendersi cura di noi, nel modo che dovrebbe, e non aggiungo altro… preferisca scrivere.
Ammetto che siamo in tanti… Tuttavia, nella sua ora d’aria, non è forse vero che siamo più che magnanimi?gabbia

 

Clarence fa per interloquire.

 

– Zitto e fermo dove sei, mica ho finito!

 

L’altro a gesti chiede venia.

 

– Mi piange l’orgoglio, ma lo devo ammettere: accidenti se quella donna (CRETINA donna, sia ben chiaro) ci sa fare!

Ma siccome può montarsi la testa, glielo dirò io dove “soltanto” deve concentrarla: su di me!

 

Immediatamente gli arriva un’occhiataccia fulminante.

 

– Ok, “su di noi” Pupo. Per una volta (soltanto) posso essere democratico.

 

 

(Cla’) – Scusi, signor PM: qual è il verdetto?

 

 

– Il solo possibile, Signor Giudice: CRS forever!

(pausa)

Oltre che PM sono un bravo attore, non trovi?

 

  

(retropensiero di Clarence) “Meglio direi come trainer!”

– E dopo ‘sta sceneggiata possiamo andare o c’è pure la rogna della pena e il verbale?

 

 

– Facciamo 50 frustate a Piumetta e condanniamo i lettori a leggere ZTT?

 letto

 

– Meglio i lavori forzati a Paoletta, qui a casa nostra. In una precisa stanza…

E gli fa l’occhiolino.

 

 

– Solo perché in fondo sono un sentimentale.

 

– Anch’io. E se verrai di là, te lo dimostrerò… (S)Cocciante.

 

 

——-

Consiglio di Ramon ai lettori

Mentre io vado a sollazzarmi, voi divertitevi a immaginare che significa l’acronimo CRS anziché perdere tempo a leggere ZTT.

 

NB

Mi suggeriscono dalla regia che non sono politically correct.

Perché, secondo voi un dittatore può esserlo?

 

PS

Vi concedo di leggerlo, a patto che poi veniate a consolare me, nel modo che so io. Chiaro?

 

 

Cla’ (dall’altra stanza) – Hai smesso di sproloquiare? 

 

 

——-

Processo a Zerowatt, o meglio alla sua autrice (in contumacia).

Per la serie: La vita è bella, ma l’è dura, se di mezzo c’è Ramon.

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Gamy Moore

Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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