Ho cominciato leggere gli Urania nel 1958, quando mi stufai di Emilio Salgari e di Jules Verne.

Quelli del 1958 avevano la testata rossa, erano quindicinali e costavano L. 150.

Comunque li cercavo anche usati, in quegli anni si usavano gli usati.

C’erano due librai che ne avevano, molti e quasi sempre a buon prezzo, il primo aveva una bancarella a Piazza Cavour, il secondo vendeva soli libri usati in un fondaco sotto una chiesa in Via San Biagio dei Librai a Napoli.

Mi appassionavano e mi piacevano.

Ho trovato sul web un sito amatoriale con tutte le copertine e le trame.

Ci vado spesso ed è un viaggio nella memoria.

Ecco la copertina di un romanzo (comprato usato, è del 1953) che ricordo ancora.

 

Assurdo Universo di F. Brown

Questa è la trama:

Lanciano un razzo sulla Luna, ma per qualche difetto di costruzione, il razzo dopo esser quasi uscito dal campo di gravitazione della Terra, ricade sulla sua superficie ed esplode. Nella zona della esplosione vive il protagonista che viene sbalzato in un’altra dimensione del continuo spazio-tempo. Con situazioni e avventure ora tragiche, ora grottesche, ora comiche, divertenti sempre.

 

Frederic Brown è anche l’autore di Sentinella, uno dei migliori racconti di fantascienza.

 

È un esempio mirabile di relativismo culturale.

È breve, per chi non l’ha letto lo riporto integralmente.

 

LA SENTINELLA

di Fredrick Brown

 Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo ed era lontano 50mila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d’anni, quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della galassia… crudeli schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.

 Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame, freddo e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d’infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all’erta, il fucile pronto.

 Lontano 50mila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle. E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.

 Il verso, la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante e senza squame

 

Non credo servano commenti.

Ringazio per l’editing Maria Laura Villani

 

Latest posts by (Collaborazione esterna) (see all)

2 thoughts on “I libri che leggevo tanti anni fa: Gli “Urania”

  1. @Giovanni ti consiglio di visitare il sito delle copertine di Urania, è un viaggio nella memoria.

  2. Bravo Raffaele, mi ha riportato indietro di 50 anni con questo piccolo gioiello.
    Giovanni Merenda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.