In qualità di massimo studioso mondiale della Poesonza e creatore della definizione (provate a digitare Poesonza sul web…) ho il piacere di esporre qui le sue caratteristiche.

E’ di tutta evidenza il significato della parola: Poesia + stronza e si riferisce alle poesie pubblicate a piene mani sul web. Da essa derivano termini poetonzo/poetonza.

Ovviamente il termine non vuole avere un significato offensivo perchè si tratta di una vera malattia a carattere epidemico-infettivo per cui, qualora se ne comprendono le caratteristiche, si può facilmente sfuggire al contagio.

I sintomi principali sono:

a) mancanza totale di autocritica: ad ogni osservazione o critica il poetonzo/la poetonza ribatte con lamenti e strepiti e la frase tipica “a me mi piace così”;

b)nei versi abuso di immagini di fiori quali i giaggioli, i biancospini et similia. In molti casi alla poesia pubblicata viene allegata una foto di un fiore rugiadoso (in tal caso la malattia è giunta alla fase cronica);

c)nei versi abuso di immagini di volatili quali gabbiani, rondini, passeri, colombe et similia;

d)nei versi abuso di immagini di mare in tempesta, di pioggia o di qualsivoglia evento atmosferico sempre in modalità eccessiva;

e)tematiche abituali sono le macerazioni amorose, dubbi esistenziali, i lamenti et similia.

L’unica cura possibile contro il morbo della poesonza è quella della vaccinazione.

Tale terapia omeopatica è stata messa a punto dal prof. emerito Julius Karl Von Kazzemberger quando presiedeva il Dipartimento di Brodosuzione della Libera Università del Pennello di Bambù di Okinawa e si realizza mediante la scrittura di 36 poesonze utilizzando in maniera acconcia i seguenti stilemi poesonzici:

Il cuore …pulsa /palpita

la terra …è nuda

il silenzio è …tombale

le rughe …del tempo

il trionfo della morte /dell’amore

un uomo /una donna /un bimbo …. piange/soffre

le ombre …. della sera

aiuole di ..viole/rose

giorno di pace/amore /sole

ritrovo ameno

volo ad ali spiegate

il cielo è blu

amara sorte

onda blu/schiumosa

brina morbida /bianca

petali in fiore/avvizziti

lapide bianca/deserta

tomba solitaria/coperta di fiori/di neve

gabbiano in volo /che piange

capelli bianchi/color del grano/ala di corvo/rosso fiamma

Chiunque, anche il più digiuno di poesia, con il cuore più duro dell’universo, mescolando opportunamente i venti stilemi principali è in grado di comporre una “poesonza vaccinazione” che in nulla si differenzia dalla poesonza tout cuort.

La vaccinazione, eventualmente ripetuta in più cicli per più recalcitranti, garantisce la guarigione nel 87% dei casi clinici.

Il Von Kazzemberger suggerisce, per i casi cronici una terapia sperimentale: la lettura completa delle opere del poeta nippo-napoletano Nghe Hashimoto, ma non esistendo una adeguata verifica clinica dei risultati la stessa è ad alto rischio.

Per questo mi sento di sconsigliare la terapia Hashimoto.

Questo è il link dove si racconta la dipartita del poeta, ma mi riprometto di ritornare su questo autore che merita uno specifico approfondimento.

La frequentazione antica di numerosi siti di scrittura, le altrettanto numerose partecipazioni a meeting poetici mi inducono a cercare di teorizzare e sistematizzare il mio punto di vista espresso piu volte nel corso dei vari incontri in merito alle correnti poesonziche maggiormente presenti sul Web.

E’ di tutta evidenza che qualunque attività di definizione è per forza di cosa approssimativa sia perchè risente della componente oggettiva sia per la limitatezza del campione oggetto di studio.

1. LA DOLCE EUCHESSINA

Tale corrente poetica unisce alla banalità dei temi trattati quali sofferenze d’amore assortite, passeggiate sotto la pioggia o davanti al mare in tempesta, un lessico che si caratterizza per approssimazione, alto contenuto glucosico non disgiunto da imprecisioni grammaticali e sintattiche. L’unico utilizzo socialmente utile delle “poesie” catalogabili nella tipologia di cui sopra è proprio quello che suggerisce il “nome” . E vi assicuro che funziona … basta la lettura di pochi versi per vincere le più recalcitranti stitichezze. E poi dicono che la poesia non ha una funzione pratica …

2. VALIUM o più poeticamente “Gli amici di Morfeo”

I testi di tale corrente sono caratterizzati da un altissimo potere sedativo. In genere sin dal secondo verso inducono ad un sonno profondo. Molte delle composizioni sono utilizzate come anestetico naturale nei piccoli interventi chirurgici ed in odontoiatria. Con la legge finanziaria di quest’anno sono state incluse nel Prontuario Medico e ne è ammessa al prescrivibilità medica a carico totale del Servizio Sanitario Nazionale .

3. OCHECACCHIO

I testi di tale corrente sono caratterizzati da totale incomprensibilità. Il nome deriva dall’esclamazione che normalmente pronuncia l’incauto lettore. Alcuni critici utilizzano anche la denominazione MACHECAZZOVORDI’. In considerazione però che di recente sul Web è stato introdotto un software di controllo delle parole proibite, per evitare antipatici asterischi, si suggerisce la mia denomimazione .

4. GABBIANESCA

Alcuni critici inseriscono tale corrente in quella della DOLCE EUCHESSINA. Chi scrive ritiene di darle autonoma dignità letteraria proprio per l’uso parossistico dei Gabbiani. Si ha notizia che una associazione non profit di gabbiani ha richiesto ai poeti di tale scuola di pensiero i diritti di autore.

5. PSEUDONIPPICA

Anche per tale corrente non v’è unanimità da parte dei critici e difatti molti inseriscono i seguaci nella corrente DOLCE EUCHESSINA. Ritengo che la stessa abbia autonoma dignità letteraria. Come si possono dimenticare le migliaia di versi prodotti dai seguaci della corrente ed infatti oltre agli stilemi del ciliegio/pesco/nespolo in fiore gli pseudonippi sono caratterizzati da una profonda, esagerata bulimia poetica.

6. AUTOBIOGRAFICO-STORICA

Riconoscibile dalla frequente e talvolta ossessiva ripetizione dei fatti più banalmente quotidiani dell’autore, inseriti in un contesto storico rigorosamente privo di temi sociali e culturali, tendente a far riconoscere allo stremato lettore quanto sia unica ed interessante la biografia dell’autore di turno

7. FACCINESCA

Per intenderci della serie “posso scrivere tutte le scemenze che voglio che tanto ci metto la faccina” oppure “ti dico che sei un idiota ma te lo dico sorridendo”, onde per cui non ve la dovete prendere e dovete sorridere anche voi altrimenti siete antipatici, odiosi, complessati e antisociali

8. NATURALSFOGATORIASOGNANTE

I cui seguaci, spesso colpiti dal morbo della sfogatite che, com’è noto, impedisce di sognare la notte a occhi chiusi, si rifanno durante il giorno a occhi aperti, sognando di essere aquiloni, farfalle e/o immaginando uomini o donne perfetti/e e utopici.

9. ZOMBICA

Acuti letterati hanno catalogato inoltre una degenerazione della poesonza, una sorta di manipolazione genetica della stessa:. la cosidetta poesonza zombica. Trattasi di una forma particolarmente virulenta e si manifesta nella scrittura di poesie di tema funerario. Lapidi, tombe, cimiteri, tragici decessi, malattie dall’esito mortale, obitori sono i motivi ispiratori dei poetonzi zombici, a cui confronto i Sepolcri di Foscolo sono una farsa di Scarpetta. Contro la poesonza zombica non c’è alcuna forma di difesa conosciuta, guai un commento di scongiuro, si viene accusati di insensibilità e di cattiveria.

I COMMENTONZI

Non posso sottacere a questo punto una componente di rilevo della poesonza sul web: a poesonza sono correlati i commentonzi.

Eccone un breve florilegio tratto da siti letterari (tra parentesi il vero significato del commento):

1.Versi teneri e dolcissimi. Non capisco come mai nessuno abbia letto questa bella poesia. I miei più sinceri complimenti (se nessuno l’ha letta un motivo ci sarà..)

2.Tenero e delicato bouquet di dolcezza… (se vuoi fare il fiorista, fallo. Non scrivere poesia)

3.Poesia molto delicata e tenera. Il fiore da te descritto sembra assumere forma nella mente pur non vedendolo (uan rosa è una rosa, la conoscono tutti)

4.Bravissimo. E’ una stupenda poesia. Il bello è ciò che piace ed anche nelle cose semplici si scoprono delle cose meravigliose…basta saperle vedere e cercare. In te c’è una delicatezza incredibile e riesci a vedere cose che altri non vedono. E’ bello leggerti (non si capisce una sega, ma per lo meno con queste lenti ci vedo)

5.Come si fa a non amare una poesia con versi del genere? Esprimi delicatezza e nobiltà d’animo …..Le tue poesie sono belle per questo… (e per questo nessuno le ama)

6.Che dolcezza, grazie di esistere … (oggi non ho piú bisogno di zuccheri)

7.Stupenda, incantevole, bellissima….non so cos’altro aggiungere…sarebbe cmq poco!!!! (e probabilmente non pubblicabile)

8.Molto intensa e dolce, in confronto io son ben poco ti ringrazio per tutto quello che riesci a trasmettere con le tue parole (attendo il vaglia anche il prossimo mese)

9.Poesia estremamente dolce. (da vietare ai diabetici)

10.dolcissima e tenera poesia…. (come il marzapane: dopo un morso, stufa)

11.bella..bella..bellabella..mi ha dato i brividi..voto ed elogio.. (nemmeno i libri di Stephen King mi hanno trasmesso tanto orrore )

12.Come sempre esprimi il mare di colori che porti dentro, incessantemente abbraccio (abbraccio forte, attorno al collo.. magari la smetti di respirare)

13.bellissima poesia sgorgata dal cuore del POETA. Tenera, delicata dolcezza infinita. Quanto sei bravo! (ora speriamo che il sangue sia finito)

14.Tu riesci a vedere dove nessuno guarda (nei cassonetti)

15.Vedi “oltre” ed esprime con queste pennellate un canto leggero e soave di una persona che sa vedere la verità oltre le apparenze. Quanto calore nei tuoi versi! (mandami ti prego ancora un’altra raccolta che nel caminetto brucia benissimo)

16.Se fosse pittura farebbe parte dell’impressionismo. Dolce, tenera, morbida. (fa veramente impressione! Ma quanto male scrivi?)

17. COMPLIMENTI romantica e semplice ma profonda… (Sono tuo amico e una cazzata dovevo scriverla)

Larga la foglia stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia.

Raffaele Abbate (Il Macellaio)

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37 thoughts on “Poesonza: se la conosci la eviti

  1. questa è la mia raccolta in giro per il web, sono versi tratti da “poesie” (sic)

    L’ACCOZZAPOESIA

    Respiro al risveglio
    Nell’alba radiosa
    Nel sole splendente
    Il mio canto d’amore
    Un respiro profondo
    Ed un brivido caldo
    Mi trema nel cuore
    Un angolo di solitudine
    Nel tramonto infuocato
    Nel cerchio di fuoco
    Nel deserto dell’anima
    lI mio grido di dolore

    Nell’ abisso profondo
    L’ estrema emozione
    Di un viaggio senza fine
    Come foglia d’autunno
    Tra i fantasmi del passato
    Il vociare dei bambini
    Parlavamo con gli occhi
    Piangeva a calde lacrime
    Nel rumore assordante
    Dove l’onda s’infrange sulla scogliera
    Una carezza sulla pelle vellutata
    Come rugiada su rosa appassita

    Me ne stavo a guardare
    Presso la fonte che disseta
    Al calore del sole che scalda
    Al levare del giorno
    Come un gabbiano sul mare
    Con l’anelito e l’afflato
    Nel gelido sussurro di rancore
    Nel tormento dell’anima
    Nel suono del silenzio
    Al calar della sera
    L’ombra notturna
    Di un amore senza fine
    Il calore dei tuoi baci
    Le tue carezze appassionate
    I riverberi di luce
    I colori dell’arcobaleno
    La passione accecante
    I resti di un’illusione
    Il sorriso dei bambini
    La bontà di una madre
    La forza di un padre
    Ombra notturna
    Amore senza fine

    1. Piango e rido

      lacrime vere.

      nel tramonto abbagliante

      cotanto spendore mi sorprende

      e mi attanaglia stanco il core.

      e tutto il corpo grida di passione.

      le viscere mie, le crasse e le tenui urlano.

      e nel riverbero seral, corro a cacar!

  2. raffaele, ricordo la prima volta che usasti il termine poesonza.
    era davvero gbbianesca :-)))

    1. ti aspettavo Rossana e rammenti anche le reazioni inconsulte e stizziti dei poetonzi/poetonzi…
      L'odio tracimava nel web …
      Ma non demordo: la lotta contro la cattiva poesia webbica deve continuare

  3. Analisi altamente condivisibile. Anche se, mi permetto di far notare che tra le categorie in essere manca quella indispensabile della "mamma".

    1. ti ringrazio per il suggerimento, nella prossima versione ci sarà anche la tipologia "mammona"

  4. Ho letto. Ho subito approfittato del vaccino messo gentilmente a disposizione. Lo consiglio al posto di quello contro l'influenza che non serve a un tubo. Oltre tutto questo è gratis, che per noi liguri ha la sua bella importanza.__Hai reso un servizio all'umanità. Bravo raffaele.

    1. Non avevo considerato l'aspetto economico, noi napoletani, abbiamo le mani bucate, non siamo come i liguri.
      Ed ora che mi hai fatto riflettere: i poetonzi/le poetonzi contribuiscono alla distruzione delle foreste con le migliaia di libercoli di poesie pubblicati "a pagamento"

  5. oh, eccomi, dal diario segreto di un poetonzo dissociato, attualmente ospite di una comunità di recupero.
    (Ci fanno dar da mangiare ai gabbiani..tutto il santo giorno!)

    "Concorso parrocchiale periferico socialmente utile"

    1. sono in grado di postare il DIARIO SEGRETO di Alessandro fatto uscire clandestinamente dalla Comunità…
      PARTE I
      Concorso parrocchiale periferico socialmente utile"

      Odio i poeti, quasi tutti, soprattutto quelli che s’arrogano licenze indebite, che piegano i verbi al vomito di una transitività che non gli apparterrebbe e che bestemmia linguistica sarebbe, per i mortali comuni, per i comuni, ma non per i poeti.

      Languidi sono, languidi mercanti di dolore, in questo somiglianti a certi spacciatori sorridenti e affabili che apostrofano il traffico umano sui viali allegri di Amsterdam. Da un altro punto di vista, mi permetto d’aggiungere, il poeta somiglia a una gigantesca scaffalatura di Hard-discount della tenerezza, i prezzi sono bassi e il rendimento è alto, ma vediamo nello specifico come.
      (segue)

      1. PARTE II
        Se sei un poeta, ogni scorciatoia è lecita, se scrivi versi, puoi sempre mandare a pallino il rapporto col lettore che non capisce le metafore, oppure che capisce fischi per fiaschi. Ecco, quest’ultimo caso, per la verità, è il vero distillato del sollucchero manierista verseggiante, proprio il caso preferito, la domanda che più di tutte ingiuggiolisce il nostro audace cesellatore di logos, il nostro illustre madonnaro dell’anima.
        Col vostro poeta di caseggiato preferito, ad esempio, provate a fare questo semplice esperimento:
        (segue)

        1. PARTE III
          L: – Ciao! Ho letto i tuoi versi, sai, e volevo chiederti lumi sull’interpretazione di alcuni passaggi. –
          P: – Ma certo cara/o! Accomodati, posso offrire un caffè? Una pastarella? Un amaro del trappista?? Io sono al mondo, praticamente in esclusiva, per delucidare le coscienze cieche come la tua. –
          L: – Ah…bene! ..Approfitto allora. Senti, ma…nel passaggio che fa: La donzelletta vien dalla campagna etc etc, io non ci vedo semplicemente una ragazzetta che torna a casa dopo essersi spezzata la schiena a mezzadria… –
          P (Che s’imporpora tutto e comincia a salivare come un cane di Pavlov quando suonano a martello le campane di San Pietroburgo) : – Davverooo???? Bene, molto bene, anzi, e che cosa ci vedi allora? Dimmi dimmi… –

          (SEGUE)

          1. PARTE IV
            L: – Beh, a dire il vero, mi fa venire in mente che so…Ma mi posso permettere, che dici? –
            P (Che ormai a fatica si tiene in equilibrio precario, lì lì per scivolare, sulla pozzanghera salivare che sciaborda limacciosa ai suoi piedi): Ma ceeertoo!!! Siii, e forse morirò per te, persino, te l’annuncio, a patto che riesca prima a comporre un’ode come cristo comanda, naturalmente…-
            L: – Ecco, vabbè non so, ma mi rievoca, preciso preciso, quella zoccola nigeriana da cui mio marito timbra il cartellino tutti i santi giorni e che, di solito, viene fuori da un cespuglio a bordo carreggiata quando sente passare una macchina sulla statale…. –

            (SEGUE)

          2. PARTE V
            P: – ………………………………………………………………………………….Ma..ma..ma..ma..è fantastico! Si, si e ancora si, era proprio quello che volevo dire, cioè non esattamente…ma capisci, la poesia è quell’arte mesmerizzatrice che tira fuori dai lettori cose che il poeta non sapeva di sapere e non sapeva nemmeno di star scrivendo!!! Aaaah la gittata paradisiaca del simbolo! La potenza del logos!! Vedi, hai dato così nuovo lustro alla mia poesia, hai concesso un abisso di profondità di denuncia sociale ai miei versi! Te amo, te lo confermo, mi manca giusto una poesia sul suicidio per finire la silloge, e mancano appena 24 ore al concorso parrocchiale periferico socialmente utile cui devo partecipare, se si fa tutto in fretta ce la faccio ancora a consegnare! –
            (SEGUE)

          3. PARTE VI
            L (corrucciato di molto): – Bah, sarà…Ma scusa, allora, questo discorso, no? Non manda a pallino l’idea stessa che possa esistere un codice comunicativo chiamato poesia, giacchè vale tutto e il contrario di tutto, e la comunicazione, in questa luce, somiglia un po’ alla faccia distratta e annoiata di quella famosa nigeriana che non si ricorda mai come associare i nomi ai volti dei clienti considerato il traffico abnorme che le sue gambe ospitano..?? –
            P: – **************************
            (SEGUE)

          4. PARTE VII
            ATTENZIONE ATTENZIONE
            COMUNICATO DELLA DIREZIONE DEL CENTRO DI RECUPERO POETONZI

            INTERROMPIAMO D’UFFICIO LA SCRITTURA DEL POETONZO
            PERCHE’ SIAMO IN FASCIA GARANTITA
            E PROTETTA
            FINE DELLA SCRITTURA SINE DIE

          5. ultima annotazione di Alessandro….
            (dimenticavamo d’avvertirvi che sono permalosi, i poeti, che se li prendete dal verso sbagliato menano e dicono parolacce terrificanti, salvo poi, a delitto compiuto, smartellarsi le palle della coscienza con mesi et mesi di sensi di colpa e tonnellate di riparazioni a base di chilometri e chilometri di versi, naturalmente, ma tu sei già muerto, a quel punto, e non te ne frega più niente, perché dall’altra parte se ne infischiano, semplicemente e allegramente, della poesia).
            ——————–
            Alessandro sei sulla buona strada per liberarti dalla scimmia

  6. davvero divertente….non riesco da tempo a leggere poesie,ora mi accorgo del perchè,non lo erano affatto…erano semplici poesionze…grazie della spiegazione…la terrò a mente.

  7. Veritiero,esilarante,convincente.Mi piace molto la tua tesi sulla poesonza.Dico tesi,perchè hai esaustivamente dimostrato,la sua valenza…..Per fortuna non scrivo poesie.A presto,Raffaele.

  8. Poesonza: se la conosci la eviti. Ricordo anch'io di aver già letto questa sagace analisi critica, che trovo divertentissima e condivisibile. L'elenco degli stilemi è per me esilarante.

  9. Caro Macellaio mi sono permesso di utilizzare i tuoi “consigli” per creare una bella Poesonza che spero apprezzerai. Attendo tuoi graditi commenti.
    Poesonza remix
    Il cuore pulsa in petto
    la terra è nuda sotto di me
    poi solo silenzio tombale
    ormai le rughe del tempo
    sono il trionfo della morte
    un uomo, una donna soffrono
    mentre le ombre della sera scendono
    le aiuole di viole odorano l’aree
    e poi il giorno, il sole
    mi ritrovo in questo luogo ameno
    e così volo ad ali spiegate
    nel cielo blu sgargiante
    ma amara è la sorte
    l’ onda blu schiumosa mi avvolse
    la brina morbida e bianca mi strinse
    ormai solo petali di fiore avvizziti
    sulla lapide bianca e deserta
    una tomba solitaria coperta di fiori e neve
    un gabbiano in volo che piange
    quei capelli color del grano ormai scomparsi

    Grande Raffo!

    1. Alan circa le poesonze annuncio una sorpresa: a breve verrà rilasciato un software che avrà due funzioni:
      a) composizione automatica di poesonze
      b) determinare l'indice di poesonzeria di una poesia

      Appuntamento a breve.
      La tua poesonza dimostra la validità della mia teoria

  10. La tua teoria sulla Poesonza, che pure mi convinse già anni fa quando la esponesti in modo più schematico, raggiunge ora una sistematizzazione e un'analisi letteraria che mi commuove.
    E in qualche modo mi ha stimolato e mi stimola a inserirla nei corsi che promuovono la lettura di poesia…
    P.S. E non scherzo!

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