di Ella May

 

Gli autunnali

 

Quando ho saputo che Luca Ricci ha scritto un romanzo, una leggera contrazione mi ha percorso lo stomaco; un breve sussulto di curiosità, aspettative, interrogativi e un pizzico di nostalgia per i suoi strepitosi racconti che ho bevuto, sorso dopo sorso, per una decina d’anni. Sono tanti dieci anni.

Poi mi arriva il pacchetto. Libero il volume dalla protezione e mi trovo tra le mani una chiazza rossa interrotta da una foto in bianco e nero. Bell’effetto. Le prime pagine promettono e il resto del libro mantiene: si tratta di un gioiellino, davvero ben disegnato e incastonato in una montatura magistrale.

Gli autunnali è un libro da leggere con calma, un periodo alla volta, per quanto sia difficile resistere all’urgenza di sapere come evolva, perché sta proprio lì gran parte della sua bellezza, nelle frasi feroci e chirurgiche con cui l’autore viviseziona i personaggi.

Il motore della storia, volendo riassumere all’osso, può apparire semplice: un uomo “nel mezzo del cammin di sua vita”, stretto in un matrimonio ormai sbiadito, incontra per caso lo sguardo di una donna e se ne innamora.

Se però a questi pochi elementi si aggiunge che quell’uomo è un romanziere in pieno blocco creativo, che il suo amico (suo confidente e sua spalla) è pure lui un romanziere incapace di scrivere, che lo sguardo contro cui si incaglia è quello di una donna morta ritratta in un libro e reincarnata in una donna viva (oltretutto incinta), allora la situazione diventa intrigante.

Allora si scopre che la scrittura del Ricci non solo ha mantenuto ma anzi ha potenziato la capacità di raccontare l’animo umano, con lo stile senza orpelli, crudele e affilato che già nei racconti graffiava la pelle.

Si scopre che l’intero testo è attraversato da una corrente poetica cupa e pervasiva, esaltata da una Roma splendidamente autunnale, languida e piovosa, tappezzata di foglie secche che frusciano in mezzo ai passi e ai pensieri del protagonista.

Senza nome, il protagonista; forse il tributo più visibile ma senz’altro non l’unico dedicato all’arte del racconto di cui Ricci è maestro e che qui viene sublimata.

Si scopre che è vero, che l’amore di lungo corso può trasformarsi in disamore mutando colore come i platani in autunno, che ci si innamora sempre quando si sente forte il desiderio di un terribile amore nuovo e che il confine tra innamoramento e ossessione amorosa, se esiste, è soltanto un velo sottile fin troppo facile da lacerare. E diventa facile perdersi, e perdere tutto.

Si scopre una volta di più che quando un romanzo sa fare il suo sporco lavoro, in qualche modo ti cambia e ti lascia dentro un seme (o una ferita) che ti porterà a leggere il mondo e te stesso con occhi diversi.

 

Titolo: Gli autunnali

Autore: Luca Ricci

Casa editrice: La nave di Teseo

 

 

Gamy Moore
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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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