Le pupille degli occhi di don Tano Brigante

brigante

“Luigino Spaventa a scuola ha fatto solo due anni di ragioniere, ma lo chiamano tutti il Professore e davvero, dottore, hanno sicuramente ragione a chiamarlo così.

Con i conti, con… come si dice… con le finanze bravissimo è.

I soldi sporchi entrano da una parte… e ne entrano tanti, dottore, dalle droghe alle macchinette per giocare al poker truccate e i soldi che i commercianti pagano per la protezione e pure quell’altro pizzo, quello sugli appalti pubblici… entrano da una parte, dicevo, ed entrano sporchi, ma quando escono, dopo che ci ha pensato Luigino, tutti soldi puliti sono.

Le guardie della finanza ci hanno sbattuto sopra le corna non si sa quante volte senza riuscire a capirci una benedetta minchia.

Anche perché, per quanto ne so io, Luigino si diverte a volte, per confondere ancora di più le cose, che di già per sé confuse assai sono, a preparare degli sfunnapedi per voi della legge.

E cioè delle false tracce che non portano da nessuna parte, ma di tempo ve ne fanno perdere…

Per questo motivo don Tano Brigante a Luigino Spaventa, che gli ripuliva i soldi, ci voleva bene come ad una pupilla del proprio occhio.

Lo teneva come l’oro ‘nte catti, dottore.

Sì, Luigino Spaventa è propriamente bravissimo, anzi, forse troppo bravissimo è… oppure… secondo me… era, perché o è già morto oppure di ore di vita non è che gliene restano molte.

Negli ultimi tre anni, ripulendo ripulendo, gli ha fottuto a don Tano cinque milioni di euro, che si è portati in qualche banca in Svizzera oppure in qualcheduna di quelle piccole isole che ci sono vicino all’America.

E lei senz’altro è d’accordo con me, dottore, che neanche una pupilla del tuo occhio ti può fottere cinque milioni di euro senza che ti si gonfino i santissimi!

Fottuti a don Tano poi, che tirato com’è, per cinque euro, non per cinque milioni, gli taglierebbe la gola alla sua riverita madre se fosse ancora viva, pace all’anima sua.

E poi la faccia, dottore, c’è anche la questione della faccia… in questo lavoro uno come don Tano Brigante non si può permettere di perdere la faccia, perché se, con rispetto parlando, qualcuno te la mette nel culo e tu non fai niente… tutti gli altri, appena lo sanno, nel culo te la vogliono mettere anche loro… sempre con rispetto parlando, dottore.

Certo, lei mi può dire, che Luigino Spaventa tanto bravo nel suo business poi non doveva essere, se don Tano si è accorto di essere stato fottuto…

Nixe, dottore, don Tano non se ne è mai accorto… e mai e proprio mai se ne sarebbe accorto se non glielo avessero detto.

Il fatto è che Luigino era sì bravissimo nei conti e nella finanza, ma di fimmine, lei deve sapere, che non ne capiva una benedetta minchia.

Dei cinque milioni che ha fottuto a don Tano a chi glielo va a raccontare per farsi bello, per sentirsi mascolo?

A una grandissima buttana con cui si era fidanzato, una che tutti se l’erano passati!

E questa troia è subito andata da don Tano a vendersi l’informazione, perché una troia, con rispetto parlando, sempre una troia è.

Ma come, tu sei un genio con i numeri e con le banche, ai piccioli gli fai fare tanti di quei giri che neanche quelli bravi della Guardia di Finanza ci riescono a capire niente… tu sei uno che di cose veramente difficilissime ne sai… e poi non hai capito che le femmine tutte buttane sono! E dal conto nemmeno le nostre madri e le nostre sorelle possiamo escludere con sicurezza!

Chissà che direbbe su un fatto di questi quel suo brigadiere… come si chiama, dottore… ecco, proprio così, Di Blasi, quello che per parlare non usa le parole sue, ma di quello scrittore… quello famoso… sì!… Shakespeare…

Insomma, dottore, don Tano Brigante ha saputo tutto.

E da quel momento Luigino Spaventa non l’ha visto più nessuno o perché don Tano ha già provveduto oppure perché Luigino ha saputo che don Tano sapeva e si è nascosto.

Ma anche così vita breve avrà, perché posti per nascondersi a don Tano Brigante in questo mondo non ne esistono… sì, forse sulla luna o su Marte uno si può nascondere… ma anche lì io la mano sul fuoco non ce la metterei.

Però Don Tano sta cercando di fare sapere a meno persone possibili quello che è successo e, se anche ha già levato di mezzo Luigino Spaventa, non può farlo sapere a tutti come esempio per scoraggiare qualcuno che ci volesse provare a fotterlo, come fa di solito quando fa ammazzare qualcheduno che ha cercato di fare il furbo con lui.

E non perché non vuole fare sapere che è stato fottuto, perché se ti fottono… e a tutti ci può succedere, anche se tutti scaltri e ‘sperti ci sentiamo… se ti fottono e poi tu ti vendichi definitivamente, niente di male c’è, non è un disonore… anzi, scoraggia quelli a cui può venire in testa di provarci… se non c’è riuscito a farla franca Luigino Spaventa che è tanto intelligente…

Non è per questo che non lo vuole fare sapere e neppure perché ha paura di voi, della legge… dal momento che lei mi insegna, dottore, che una cosa è sapere, una cosa è potere provare quello che sai…

No, don Tano Brigante questa storia non la vuole fare sapere per via di Salvo Spaventa.

E a questo Salvo Spaventa, lei lo conosce sicuramente perché mentre Luigino la giustizia non lo ha pizzicato mai, invece su Salvo… e sì che ne dovete avere di cose in questura!

Salvo Spaventa è il fratello maggiore di Luigino, si passano quindici anni, e come Luigino è uno altamente specializzato nel suo lavoro.

Ma non nei conti, Salvo, di conti non ne capisce una benedetta minchia.

La specializzazione di Salvo Spaventa è ammazzare i cristiani per ordine di don Tano Brigante e mi creda, dottore, cristiani assai ne ha ammazzato.

Molti di più di quanto ne risultino a voi.

Però con gli ultimi due, Santo e Filippo Brigandì, due fratelli che avevano fatto un torto a don Tano, bene non gli è andata, è stato catturato sul posto e l’ergastolo si è pigliato.

Ora, anche Salvo è sempre stato considerato da don Tano come la pupilla del suo occhio… dell’altro occhio.

E pure adesso che sta in carcere i rapporti tra i due sono buonissimi. Salvo non ha mai detto una parola su don Tano, mai ha pensato di pentirsi per avere la pena scontata, anche se lo sanno tutti che la gente la ammazzava per ordine suo.

Salvo a don Tano lo rispetta e lo considera quasi come un padre.

Ma più che al padre, Salvo Spaventa al fratello vuole bene.

E se sapesse che don Tano ha fatto uccidere Luigino, qualunque sia il motivo, io ci giuro che non la piglierebbe tanto bene e potrebbe, visto non che può vendicarsi personalmente, decidersi a raccontare qualche storia su don Tano.

E di storie su don Tano Brigante, Salvo Spaventa ne conosce assai.

Per questa ragione don Tano ha messo in giro la voce che Luigino si è ritirato dal giro e se ne è andato, non si sa dove, con la sua fimmina.

Tanto nessuno lo può smentire, perché alla fimmina, quella che ha fatto la spiata, la troia, per tutto ringraziamento, ho saputo da un picciotto che gli ha fatto tagliare la gola.

L’unica problema per don Tano Brigante è che si ritrova con due cadaveri – uno, quello della fimmina, sicuramente cadavere al presente, l’altro forse cadavere al presente o forse cadavere nell’immediato futuro – da fare sparire in modo assolutamente coscienzioso, perché non vuole che siano ritrovati, per via dell’effetto che questo ritrovamento può esercitare su Salvo Spaventa.

Ma lei, dottore, mi dirà: che ci vuole a fare sparire un cadavere dalle nostre parti?

Giusto, dottore, ma giusto soltanto in teoria, lei si deve ricordare che tipo è don Tano Brigante, si deve ricordare delle sue manie religiose… delle sue strane manie religiose…

Pronto a fare strangolare un caruso di tredici anni… e l’ha fatto, dottore, l’ha fatto… per avere scippato una turista nella sua zona, senza essere stato autorizzato, ma fissato… fissato assai col fatto che i morti vanno seppelliti.

Tutti i morti, e tanti ce ne ha sulla coscienza, ammesso e non concesso che don Tano Brigante abbia una coscienza… e a me questa coscienza non mi risulta… tutti i morti per lui vanno seppelliti, cioè seppelliti nella terra.

Forse ha paura che se non li seppellisce, quelli di notte possono tornare come fantasmi a perseguitarlo, a tirarlo per i piedi mentre sta nel letto… e qua il suo brigadiere Di Blasi veramente si potrebbe divertire per trovare una citazione di quello là… di Shakespeare…

I morti, dunque, secondo don Tano, vanno seppelliti.

Non bruciati, non sciolti nell’acido, non buttati a mare con un blocco di cemento ai piedi per essere mangiati dai pesci come si usa dalle nostre parti.

Insomma è proibito usare tutti i sistemi più comodi.

Quindi ci sono due cadaveri da nascondere, due cadaveri che non debbono essere assolutamente ritrovati.

Questo è tutto quello che io so.

Lei, commissario Martino, un piacere una volta mi ha fatto, un piacere grosso, ed io, io che il mio dovere lo conosco, un piacere le sto facendo raccontandole queste cose.

Ora pari siamo.

Ma da questo momento, noi non ci conosciamo, non ci siamo mai parlati e mai in futuro ci parleremo.

D’accordo, dottore?”

 

 

 

 

 

da LA SPARIZIONE, inedito in uscita, si spera, nel 2011 presso Scrittura&Scritture. È l’inizio del romanzo.

 

 

 

 

 

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Si ringrazia per l’editing Benedetta Volontè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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