sfiga

 

Io sono sfortunato. E non lo sono diventato crescendo, lo sono da sempre. In quarta ginnasio ci diedero un tema classico: Parlate dei vostri compagni di scuola.
E un mio compagno, il nome era De Luca, ancora lo ricordo, mi descrisse come il biondo pastorello dai boccoli d’oro (sì, avevo ancora i boccoli, subito dopo me li feci tagliare senza avvisare in casa prima) che appena mette il piede fuori di casa attira i fulmini.
Quando dico sfortunato intendo riferirmi ai miei rapporti con medici e ospedali, non a tutta la mia vita. La mia vita è stata interessante e piena di cose, non ho avuto mai il tempo di annoiarmi. Magari dal punto di vista del mio lavoro, quello vero di creativo, un paio di occasioni decisive sono andate male (nel 1993 una coreografa americana mi aveva chiesto di disegnare le scene per un balletto da mettere in scena a Broadway, poi suo padre si era ammalato e lei era dovuta tornare a Seattle e il progetto era naufragato e nel 1999 un produttore si era accordato con Rai2 per una serie di telefilm tratti dai miei libri scritti e da scrivere e aveva pure pagato un anticipo sui diritti. La cosa era sicura al 90%, ma poi aveva prevalso il 10% restante).
Sì, sono sfigato, ma solo relativamente, oggi 20 maggio 2014 non ho dolori particolari e, spero, nemmeno mali incurabili. Lo saprò con sicurezza il 30 maggio dopo un esame all’ospedale.
Ma quante me ne sono successe di cose strane clinicamente parlando!
1. Una decina di interventi per cisti, in famiglia abbiamo una pelle orrenda. Viso, ascelle, inguine, torace. Ma anche qua mi posso relativamente lamentare. Mio fratello è messo peggio.
2. A 4 anni vivo in un piccolo paese della Sicilia con i nonni. È il 1946. Mio cugino Enzo ha 9 anni ed è precoce. Ha convinto Jannuzza la cameriera di 14 anni a fare un balletto in una terrazza senza parapetto, così le può guardare le gambe dalla terrazza di sotto. E mi coinvolge anche se io non sono ancora interessato alle gambe di Jannuzza. Durante il balletto Jannuzza urta una pesante sedia antica che cade giù. E dove cade? Sulla mia testa. Tanto sangue. Mi portano dal medico condotto che dichiara che non c’è niente da fare clinicamente parlando. Se è destino che io viva vivrò, se no… Per tanti anni mi sono portato dietro il soprannome di Albicocca per la vistosa cicatrice.
3. A 7 anni mentre sto correndo su un ballatoio mi volto indietro e così arrivo con la faccia nell’angolo metallico della ringhiera. Mi spacco completamente il labbro superiore. Il medico del pronto soccorso me lo ricuce benissimo.
4. A 9 anni ancora all’ospedale. Spina di pesce incastrata in gola.
5. A 12 anni mi morde un cane randagio al ginocchio sinistro. 15 inezioni antirabbiche nella pancia.
6. A 13 anni mi fratturo un ginocchio, un mese di ingessatura completa della gamba.
7. A 14 anni scivolo in casa sulla cera che mia madre usa in quantità industriale. In bocca ho un temperino chiuso. Lo inghiotto. Laparatomia complicata, si è fermato nel duodeno e tanti giorni in ospedale.
8. A 19 facendo il bagno a mare pizzico una medusa grande e particolare. Sangue, ferita nel gomito e cicatrice con tentacoli che mi porto dietro per una ventina di anni.
9. Nello stesso anno mi investe una Vespa da dietro e mi butta a terra. Sangue ancora, chissà perché a me il sangue non impressiona, ma niente di grave.
10. Un mio amico per scherzo mi tira una pietra e lo sciagurato mi coglie alla tempia. Ancora sangue e piccola cicatrice.
11. A 30 anni intervengo con un mio amico perché tre tipi stanno pestando un ragazzo. Ci puntano contro una pistola e ci sparano. Ma noi continuiamo ad andare avanti convinti che sia una pistola giocattolo. E così scappano loro. Poi il mio amico si accorge di essere stato ferito molto lievemente al petto da un proiettile di rimbalzo. Era una pistola vera. Li arrestano il giorno dopo. Avevano un paio di giorni prima ucciso una donna rapinando una tabaccheria.
12. Altra sparatoria nelle vie cittadine, un bandito fugge sparando. Afferro una bambina, Samantha, figlia di un mio amico e mi butto per terra dietro una macchina. Tutto bene.
13. A 34 anni dopo una partita di tennis piscio sangue. Si accorgono che ho vissuto 34 anni con un rene solo. Il destro non funzionava. Mi operano e mi salvano il rene. Ma la ferita tarda a chiudersi e mi piglio pure il morbillo.
14. Prima cataratta, si accorgono di problemi durante l’operazione. Il bravo chirurgo amico mio fa il suo dovere. L’operazione dura 2 ore invece della mezz’ora canonica. Tutto bene.
15. Seconda cataratta complicatissima. Muscolo che sorregge il cristallino collassato. Giro l’Italia e poi decido di farmi ancora operare dal mio amico. Anestesia totale. Tutto bene. Magari escluso l’anestesia totale, io la soffro moltissimo e sono già alla mia terza. E problemi per intubarmi. Usano un tubicino per bambini.
16. Dolore ultrafortissimo alla schiena mentre sono al computer. Cado dalla sedia e resto per 2 ore per terra in casa da solo.
17. Cado mentre gioco a tennis in vacanza con mio figlio. Mi fratturo il naso e slogatura dolorosissima al polso destro. Me lo ingessano.
18. Cado alla stazione di Mergellina a Napoli. Mi faccio il viaggio per la Sicilia con una frattura scomposta all’omero destro.
19. Mentre sono a Firenze piscio sangue. All’ospedale mi diagnosticano un tumore alla vescica. Faccio una cistoscopia. Fortunatamente si son sbagliati, ma non sono stati divertenti i giorni tra la diagnosi e la cistoscopia e gli altri esami vari.
20. Quest’anno a febbraio ripiscio sangue per 15 giorni, tanti esami e il 30 maggio farò una nuova cistoscopia con l’epidurale.
Questa fino ad adesso è la storia del biondo pastorello dagli ex boccoli d’oro che attira i fulmini appena esce di casa… e li attira anche quando è in casa. Relativamente, e sottolineo vendesi sfigarelativamente, sfigato.

 

 

 


Si ringrazia per l’editing Benedetta Volontè

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One thought on “Relativamente sfigato

  1. Tu Hai piu’di sette vite Che quella Che ne ha un gatto!Faro’tanti scongiuri per il 30 maggio!Comunque anche nella sfiga alla fine Hai sempre avuto la meglio tu;)

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