di Margherita Merone

 

Amicizia di Pablo Picasso

 

Cosa sarebbe la vita senza amicizia? Questa accompagna l’uomo fin dal principio e sarà così fino alla fine dei tempi. Quanti momenti della nostra esistenza condividiamo con un amico? Forse non ci abbiamo mai pensato, ma sono tantissimi e assolutamente preziosi, un dono a cui spesso non diamo il valore che merita. Non è un caso che il tema dell’amicizia per tantissimi poeti sia diventato fonte di ispirazione. Certamente, non si può definire amica una persona se non dopo averla conosciuta, frequentata, apprezzata; deve passare del tempo per essere sicuri di volerle bene per quello che è, ritenendola unica rispetto agli altri.

Studi interessanti nell’ambito della psicologia parlano di un aumento della felicità quando si è certi di avere un amico, di potersi fidare di lui, di poter condividere le cose belle e anche quelle che lo sono meno; ma questo accade quando si crea un legame forte. Sono numerosi gli scienziati a sostenere che l’amicizia, oltre alla sfera emotiva, è correlata allo stato di salute. Pare, appunto, che quando esiste una relazione di amicizia, questa stimola la produzione di un neurotrasmettitore generalmente conosciuto come “ormone del piacere”, ossia la dopamina, che creando una sensazione di piacere allevia la tensione e rilassa. Un altro ormone, l’ossitocina, detto anche “ormone dell’amore” tra i tanti aspetti positivi ha anche quello di attenuare la stanchezza, di stimolare la fiducia verso gli altri, dunque, di aumentare il desiderio di socializzare piuttosto che chiudersi in se stessi.

San Tommaso affermava con fermezza che «L’amicizia diminuisce il dolore e la tristezza», così come lo scrittore inglese William Shakespeare diceva:dettaglio opera Picasso «Ma quando penso a te, mio caro amico, ciò che era perduto è ritrovato e ogni dolore ha fine». L’amicizia col tempo diventa sempre più forte e per quello che dona è considerata una delle realtà umane più sublimi.

Il grande filosofo Aristotele non aveva dubbi sull’idea dell’amicizia. Egli affermava che: «L’amicizia è una sola anima che abita in due corpi, un cuore che batte in due anime». Successivamente, san Tommaso fa una sintesi, riguardo cosa possa desiderare un amico per un suo amico e in questo non ha dubbi: che l’altro riceva tutto il bene possibile, che possano essere condivise tanto la gioia che la tristezza, come se i due fossero un solo cuore. Se andiamo, poi, a guardare cosa pensano i santi sull’amicizia, è sufficiente citare l’affermazione di santa Teresa di Lisieux: «Ci fa tanto bene, quando soffriamo, avere cuori amici, il cui eco risponde al nostro dolore», o di santa Teresa di Calcutta: «Le parole di amicizia e conforto possono essere corte e succinte, ma il loro eco è senza fine».

Cicerone, oratore di grande eloquenza, sosteneva che la vita non è niente senza l’amicizia. Questo non fa che riaffermare a gran voce l’importanza del rapporto amicale. Per prima cosa un amico è colui al quale affidiamo i nostri segreti, cui apriamo il cuore, che rendiamo partecipe della nostra vita; non un semplice conoscente, un collega di lavoro o un parente: l’amico è un rifugio sicuro nel quale possiamo dimorare in ogni momento, il suo valore è inestimabile. È necessaria anche una grande dose di pazienza e comprensione: l’amico non è un essere perfetto e non deve esserlo, piuttosto va conosciuto e amato per quello che è e può donarci, senza pretendere l’impossibile. Questa è la base per una vera amicizia che duri nel tempo.

L’amico vero non abbandona il suo amico, non chiede nulla in cambio, è più felice di dare che di ricevere. Lontano dalla sua mente è un tradimento, una parola che possa ferire, sebbene a volte ciò diventi necessario sempre in vista del bene, perché un amico sincero non finge, non si mette la maschera, non è ipocrita. Se il filosofo Epicuro sosteneva che: «Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia», non credo che ci sia altro da aggiungere.

Amici a teatro di Edgar DegasIn un mondo dove è più facile essere traditi e abbandonati e dove sembra che non ci siano più valori, una cosa non potrà mai venir meno, il calore dell’abbraccio di un amico che ci vuole bene. Già solo pensarlo apre il cuore alla gioia più grande. Se il legame di amicizia è davvero importante, allora, va protetto, sebbene a volte possano crearsi delle divergenze; non è raro, infatti, che si scopra l’importanza di un amico quando questi si allontana. La poetessa Emily Dickinson ha scritto: «Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se potrò alleviare il dolore di una vita o lenire una pena o aiutare un pettirosso caduto a rientrare nel suo nido, non avrò vissuto invano. L’oggi è lontano dall’infanzia, ma su e giù per le colline tengo più stretta la sua mano che accorcia tutte le distanze. I piedi di chi cammina verso casa vanno con sandali più leggeri». È questa un’altra sintesi del valore dell’amicizia in tutte le sue espressioni.

C’è un’altra amicizia che non ha paragoni ed è quella con Gesù. Egli stesso afferma: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Santa Caterina da Siena ripeteva spesso che «l’amicizia che ha la sua fonte in Dio non potrà mai estinguersi», al contrario, non farà altro che alimentarsi. E santa Teresa di Calcutta, abituata a vedere la fame, la sofferenza e la disperazione non smetteva di dire alle consorelle che «dobbiamo andare alla ricerca delle persone, perché possono avere fame di pane o di amicizia».

Gesù ci chiama amici, si parla dunque di condivisione, di relazione interpersonale. Gesù ci fa dono della sua amicizia, aprendoci la strada a orizzonti nuovi e a relazioni nuove, soprattutto alla certezza che si prende cura di noi, provvedendo alle nostre necessità. La sublimità dell’amicizia, che non è circoscritta solo a determinate persone o a una specifica cultura, ha la sua massima espressione nel sentimento profondo che lega le persone tra loro, ma anche nel rispetto, nella stima, nella fedeltà, nella sincerità e disponibilità, tutti elementi che fanno sì che l’amicizia non finisca mai. Sopra ogni cosa l’amico ci fa sentire amati, e questo è un dono immenso perché «l’amore è l’unica risposta alla solitudine» (Santa Teresa di Calcutta).

 

l'Amico Gesù

 

In copertina e in dettaglio, Pablo Picasso, Amicizia, 1908

In basso, a sinistra, Edgar Degas, Amici a teatro, 1879

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
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