Scandalo al sole (parte III)

 
cercasi moglie nuova

 

28 febbraio, intorno a mezzanotte, dopo la conversazione con Béar

 

 

(Clarence) – Non volevo crearti altri problemi, credimi.
Però mi è capitato d’imbattermi in Tre cose, e ho pensato che…

(pausa)
Siamo noi, eh Pa’?

 

 

– È un racconto, Cla’.
La trama di un desiderio, di un sogno.
Difficile. Forse impossibile.

 

– No!

 

Lei continuava ad aggrapparsi a questo frammento di conversazione notturna, a quel suo No! così tenero e appassionato.
Non tutti potevano capire, men che meno un marito ‘tradito’…
 

——-

Nelle successive 24 ore nessun segnale da parte di Béar. Nada de nada.

Piumetta dà per scontato che lui sia incazzato come un riccio e abbia deciso di troncare la loro relazione. Una storia andata avanti per decenni, fra alti e bassi forse, pur senza mai troppi scogli.

 

I ragazzi si fanno un esame di coscienza e uno dopo l’altro si affacciano al telefono per cercare di rimediare alla follia che sembra aver messo a repentaglio un matrimonio. 

Lei non è certo in vena di scherzare. Ma non ha voglia di starsene da sola a rimestar tristi pensieri.

 

Così in serata…

 

 

 

(connessi in video chat)

Ramon – Bionda caliamo in massa da te.

È deciso!

 

 

 

(lei) – In massa sarebbe in due?

 

 

 

– Noi valiamo per cento, soprattutto in orizzontale…

(a Cla’) Vero, socio?

 

 

Clarence, steso sul letto, se la ride.

 

 

(lei a Ramon) – Hey vero sorcio, ma che volete fare? topolino

No, giusto per sapere…

 

 

Ramon – Mangiare, ovvio.

Anche mangiarti, possibilmente…

 

 

– Ci vai di grasso, sai… (e ride)

(pausa)

 

Peccato che manca Tommy!

Dici che si incazza quando verrà a saperlo?

 

 

 

(Ramon) – E tu non dirglielo.

 

 

 

Pa’ (ironica) – Come se le notizie non gli arrivassero comunque…

 

 

 

 

Qualcuno si sente chiamato in causa.

 

(Cla’) – Moi?

E io che c’entro?

 

 

Ramon

– Tu c’entri sempre se si parla di Tommy.

Innocentello dei miei stivali…

 

 

Cla’ -…Non era dei miei co… Cocones?

 

 

 

(lei) – Guarda però che qua c’ho poco o nulla da mangiare.

 

 

(Ramon) – Nessun problema. Pizze.

Porto io da bere. Ho giusto un rosso forte muah!

 

 

Nota l’espressione di lei.

 

 

– Per noialtri, è chiaro…

 

——-

vino rosso
A casa di lei, ore 20.30

 

Arrivati su col vino (un paio di bottiglie) Paoletta nota immediatamente l’assenza delle pizze.

Guarda Ramon interrogativa.

 

 

Lui mette su il suo solito ghigno

– Innanzitutto inginocchiati al nostro cospetto, poi alzati e almeno un bacio a testa…

(pausa)

Anzi no, resta inginocchiata e baciami in un altro posto…

 

 

(lei) – Entra imbecille.

 

 

 

Cla’ (varcando la soglia)

– Come fai a sopportarlo, Paolè?

 

 

– Come fai tu a sopportarlo quest’essere?!

 

 

 

Ramon

– Siete votati al martirio voi due, ecco perché…

 

 

 

Cla’ accanto a Ramon annuisce ridendo, e va a sprofondarsi sul divano.

– La stanchezza…

 

  

Piumetta (ridendo) – No, la vecchiaia.

Le pizze?

 

 

(Cla’) – Le abbiamo ordinate, ce le portano fra un’oretta.

 

 

Ramon – Tu volevi la pizza napoletana, c’era un casino di gente in fila…napoletana

La tua era con triple acciughe, vero?

 

 

Lei guarda Cla’ sconfortata.

 

 

– Mi esimo dal rispondere. Dovrei tirar fuori tutto il mio repertorio di bestemmie.

Essere inqualificabile…

 

 

Ramon le cinge la vita e la fa dondolare

– Dai che senza di me la Terra sarebbe tutta un’altra cosa…

 

 

– Questo è poco ma sicuro!

 

 

Di colpo lui torna all’argomento di partenza

– Beh, me lo baci o no?

 

 

(lei) – Chiodo fisso!

 

 

– È che quell’essere là (indicando Cla’) mi trascura!

Da quando c’è pure Tommy poi…

 

 

Cla’ soffoca la risata

– Fammi stare zitto va…

 

 

 

– Solo due me ne ha fatti prima, capito Pa’?

(e fa finta di piagnucolare)

 

 

(lei) – E non ti bastano?

Ingordo!

 

topo gigioA questo punto Ramon si trasforma in Topo Gigio

– Ma cosa mi dici mai…

 

(a entrambi) – Avrei un’idea per ammazzare il tempo…

(e la mima a gesti, mentre gli altri ridono)

 

 

Nel mentre fa capolino la gatta

 

gatta cristofani

(Ramon) – Guarda chi c’è! La topa Gigia…  

 

  

Ramon si abbassa per accarezzarla, la gatta indietreggia, lui la afferra affondando le dita nel pelo

 

(digrignando) – Fatti graspare da Ramon, bella ciaciona!

 

 

 

La micia lo fissa con due occhioni spalancati, gli annusa il polso, soffia e sguscia via come una saetta.

 

 

Cla’ (ridendo) – Non apprezza il tuo Armani, si vede…

 

 

(lei, passandogli una salvietta umidificata) – Oppure avrà pensato: “Ma chi è sto stronzo che si permette di toccarmi!”

 

 

Ramon si deterge le mani e le fa un’occhiataccia

– Cretina come la padrona!

 

(pausa)

 

Donna, servici da bere, va, che è meglio.

 

Ramon fa volare la salvietta nella pattumiera, si avvicina al divano e sprofonda accanto a Clarence.

Cioè, per meglio dire, si distende posando la testa in grembo a Cla’.

 

Approfitta della posizione per carpirgli un bacio al volo.

 

 

(Paoletta a Cla’) – Sta fatto eh…

 

  

 

Ramon

– Siempre!

 

 

Mentre lei versa loro da bere, li vede confabulare sottovoce.

 

 

– Non posso sentire anch’io?

 

 

Ramon (a lei) – No tu no!

 

 

Cla’ intanto fa a lui cenno di sì.

 

 

Ramon – Bionda, come stai messa a bende e attrezzi del mestiere?

 

 

Porgendo loro i bicchieri col vino rosso

– Ho qualcosina. Perché?

  

ormoni

 

– Devo lasciar liberi gli ormoni…

 

 

– Cioè rilasciarli da qualche parte ‘precisa’?

 

 

 

– Per ora nell’aria, poi al sicuro direi…

In cassaforte…

 

 

Cla’ gli dà un buffetto sulla guancia.

 

– Stasera sta proprio cretino!

 

 

(lei, ironica)  – Stasera…

 

 

  

Cla’ – A proposito, notizie?

 

  

(lei) – No, niente.

 

 

Per un attimo le espressioni si fanno preoccupate.

 

 

 

Ramon – Dai che vi tiro su il morale.

E anche qualcos’altro…

 

 

Ramon posa il bicchiere, si alza e va allo stereo, passa in rassegna i dvd, ne prende uno, legge e lo inserisce nel lettore.

Qualche istante e una musica calda e seducente si diffonde nella stanza.

 

 

 

Ramon a Paoletta

– Beh, arriva sta benda?

 

 

cassettoPaoletta si dirige nella stanza da letto.

Dopo poco ritorna con un intero cassetto e lo posa sul tavolo.

 

– Ti basta?

 

 

Cla’, osservando, si lascia scappare un moto di meraviglia

– Wow!!!

 

 

Ramon – La succursale di un sexy shop…

Non ti facevo così fornita!

 

Cla’, ne ha più di Tatoo o sbaglio?

 

 

 

(Clarence) – Non nominare il nome di dio invano…

 

 

(Ramon, frugando con le dita) – Guarda qua!

(e solleva una maschera femminile atta a nascondere le fattezze, da usare tipicamente a Carnevale)

 

Bella, dove l’hai presa? A Venezia?

 

  

– No, è di un costume di scena. maschera

 

 

 

Ramon prende una benda, fra le tante.

– Dai Cla’, mettiamogliela.

 

 

(lei) – A me?

 

 

Ramon – Sì. Fidati.

 

 

Cla’ alza le mani come a dire “decide tutto lui”

 

 

Osservando l’orologio da polso, che intanto si sfila

Ramon – Tanto per le pizze c’è tempo…

 

 

Paoletta viene bendata e fatta accomodare sul divano.

A un tratto una camicia volante le sfiora una guancia.

 

 

(interdetta) – Che caz…

 

 

 

Ramon

– Zitta donna! Sempre a lamentarti…

 

 

 – Pure!

Meno male che non erano i jeans…

 

 

– Eh! Magari dopo…

 

  

(lei) – Vabbè non metto lingua, se no qua…

 

 

– Tu te le tiri, Pa’…

Versami dell’altro vino, Cla’.calice vino rosso

(si sente armeggiare con la bottiglia)

 

Ramon beve il suo rosso

– Hmmm…

 

 

 

Paoletta percepisce che qualcuno nella stanza si sta muovendo, e a giudicare dal profumo si tratta proprio di Ramon.

 

Ramon – Sìììì… Ora sì…
(pausa)

Togliti la benda, Pa’.

  

ramonVederlo a torso nudo è sempre uno spettacolo, ma quando Ramon prende a muoversi a suon di musica… beh, credetemi, è davvero difficile descrivere, e più che mai resistere… Un corpo che scatena coi suoi movimenti – studiati solo in apparenza – i livelli più elevati di celeste turpitudine.

Si potrà dire? Non so. So che rende l’idea.

 

Gli occhi di Paoletta e di Cla’ lo avvolgono, incollati ad ogni piccola torsione dei suoi muscoli. La pelle, le labbra di Ramon infuocano di desiderio entrambi. Ramon ne è consapevole, e sorride. Abbassa il capo, con voluttà spinto all’indietro, e con un dito spinge il suo uomo a unirsi a lui.

Già privo del pullover, Cla’ si avvicina a lui con l’andatura di un micione regale. Ramon mette mano ai suoi bottoni, scopre il torace liscio e tonico, lo fa girare di spalle senza smettere di fluttuare con la musica, e fa volare via la sua camicia.

Prendono a muoversi uno accanto all’altro, a guardarsi, sfiorarsi, amarsi con gli sguardi.

Quando si dice ormoni a mille…

 

Lei è sicura che quella danza li condurrà in breve ad un epilogo scontato, a beneficio dei suoi occhi. Eppure loro indugiano, ed è – come vorrebbe lei – un godimento infinito già solo quella danza. La danza della seduzione.

 

 

Il suono del citofono rompe l’incanto.

 

 

(lei, appena indossata la maschera) – Proprio adesso noooo!…

 

 

 

Cla’ si accorge di quanto anche lei sia partecipe

 

(a Ramon, Cla’)

– Tu continua. Vado io.

 

 

 

Recupera la sua camicia e si dirige all’ingresso.

 

pizzaDopo qualche minuto Cla’ ricompare con gli incarti delle pizze e un sorriso compiaciuto in volto. Appoggia tutto sul tavolo.

 

– Sono caldissime.
Mangiamo dopo, vi va?

 

 

Lei annuisce, Ramon pure.

 

 

 

 

(Cla’) – Devo bendarti di nuovo, Pa’.

 

Un punto interrogativo attraversa lo sguardo di Ramon, che continua però a danzare.

 

 

Lei pure guarda Cla’ interdetta, ma lo lascia fare.

Dopo averla bendata lui le lascia accanto sul divano la maschera di Carnevale.

 

Per qualche secondo Paoletta resta lì, quasi immobile, se non fosse per le punte dei piedi che si agitano, tipico di un’ex tap dancer.

 

 

– Mi dici tu quando la posso togliere?

 

 

 

Silenzio.

 

 

 

 

Cla’ – Ora!cla' torso nudo

 

 

 

Paoletta si libera della fascia scura.

In quel momento Ramon e Cla’ sono esattamente là dove si erano interrotti.

Pericolosamente vicini.

 

Quell’attimo. Lungo, intenso, fatale. È un’esplosione sensoriale, l’apice del godimento per tutti. Lei sembra quasi trattenere il fiato per non rischiare di distogliersi o distoglierli. E quando le loro labbra si toccano e si fondono, anche a lei sembra di percepirne la voluttà; istintivamente fa per chiudere gli occhi come chiusi sono i loro, la mano incrocia la maschera e lei la pone in volto.

 

bacioIl loro bacio la fa avvampare di calore, come se fosse in mezzo a loro, fra le loro braccia. La pelle le si increspa e un brivido la percorre tutta… quando un rumore sottile la spinge a volgere lo sguardo altrove.

 

Ha ancora stampata dentro gli occhi l’immagine dei due ragazzi che si baciano quando una sagoma si staglia nitida e precisa, come materializzatasi dal nulla.

 

 

 

Come una bambina, lei non riesce a trattenere il suo stupore e la gioia

– Tommy!

 

 

Gli corre incontro, buttandogli le braccia al collo.

tommy  Lui la solleva di peso, si scambiano un bacio travolgente.

 

Poi lui la mette giù.

– Valeva la pena essere qui solo per questo, Principessa.

Come stai?

 

 

Lei fa segno che sta bene, con lo sguardo.

(emozionata) – Come mai sei qua? Finito?

 

 

– Purtroppo no. È solo per stanotte pupa.

Temevo ti sentissi sola.

Ma vedo che sei in buona compagnia…

 

 

Tenendola agganciata in vita, Tommy si avvicina a Ramon

– Biscottino sei uno schianto!

Quasi quasi mi fidanzo con te.

 

 

– Come, non lo siamo già?

Ramon lo attira a sé per dargli un bacio. Con tanto di schiocco.

 

 

 

Cla’- Ohhh! Che sono tutte queste smancerie tra di voi?!

Pure a me!

 

 

Tommy – Tu l’hai già avuto, bambolotto! (e gli fa l’occhiolino)

Però se ci tieni…

 

Afferra Clarence per la vita e gli molla un bacio da paura.

 

 

 

Ramon (a Paoletta che ride) – Ohhhh, e questo fa sul serio!

 

Dai Tommy, balla con noi.

 

 

 

– Ogni suo desiderio è un ordine, Maestà!

 

 desiderio

 

E così anche Tommy prese a liberare la sua carica erotica e ormonale a beneficio degli occhi di Paoletta, che, diciamocelo pure, davvero non sapeva più dove guardare…

 

L’atmosfera nella stanza prese a riscaldarsi al punto che fu necessario spegnere i termosifoni. Il vino rosso diede uteriore brio a tutti gli animi… poco ci mancava che Piumetta stessa brindasse con un calice di vino…

 

Dopo una ventina di minuti, al culmine delle danze e dei palpeggiamenti, i ragazzi, ormai brilli, si lasciarono cadere sul divano.

 

(Biscottino, avvinghiato a Tommy) – Mo’ mi ti mangio un braccio!

Ramon era ovviamente su di giri dopo tre bicchieri.

 

 

Molto pragmaticamente intervenne Cla’ a separarli

– Meglio mettere le pizze sotto i denti…

 

 

 

La serata era abbastanza tiepida per cenare sul terrazzo.

E quando furono satolli si lasciarono attraversare dal vento dei ricordi.

Finché una vera brezza, quella della notte, li costrinse a ritornare dentro. Per spaparanzarsi ancora sui divani.

 

Tommy guadagnò con la testa il grembo di Cla’, sulla cui spalla era già appoggiato Ramon.

 

 

Guardando l’ora, sconsolato

Tommy – Non voglio andare a casa, sto troppo bene qua…

(pausa)

Anzi sto già dormendo… (serrandosi ancor più a Clarence)

 

calvin and hobbes

 

– E a me non va di guidare…

Cla’ azzardò

– Possiamo stare qui da te?

 

 

(lei) – In 4 nel lettone?
Anzi 5, col gatto?

 

 

Ramon (a lei) – Ma sì dai! grasp

Staremmo in ogni caso ‘stretti’… 

(facendo allusivamente l’occhiolino)

 

 

(Tommy)

– Oh, mentre voi decidete e andate in bagno mi faccio una mezz’ora…

 

 

 

 

Lo squillo del telefono portò di colpo tutti sull’attenti

 

 

(lei) – ZITTI! zitti

 

 

 

Mentre Ramon abbassava la musica lei si fiondò al telefono.

Sul display una scritta familiare: IP.

Ovvero il segno che si trattava di Béar.

 

 

(trafelata) – Pronto!

 

 

 

 

– Sono io.

 

 

 

– Lo so, ho visto l’IP.

 

 

 

 

– Non ho potuto richiamarti prima.

Era venuta via la connessione.

 

 

 

– Non importa dai.

(pausa)

 

 (timidamente) Hai deciso che vuoi… fare?

 

 

  

In quel momento erano tutti col fiato sospeso.

Cercavano di capire dallo sguardo di lei cosa lui stesse dicendo.

 

 

Béar restò un attimo in silenzio, poi si decise

verdetto

– Ho avuto modo di riflettere, e sono giunto a una conclusione.

L’unica possibile.

Temo che non ti piacerà.

 

 

Lei fece una faccia perplessa.

I ragazzi le facevano gesti come a dire “ma che succede?”

 

 

 

(lui) – Perché non dici niente?

 

 

 

– Ti sto (pausa)

ascoltando…

 

 

Insomma vuoi dire che è finita?

 

 

(continua)

 

 

——-

PS

Le pizze si freddarono, però volete mettere per quale giusta causa? pizza acciiughe

Comunque il microonde è spesso un valido alleato.

 

 

PS2
A proposito, la pizza ‘triple acciughe’ non era una battuta.

Pur non sapendo dell’ospite ‘aggiuntivo’, Ramon ne aveva messa in conto per sé una seconda, sai mai servisse a compensare certi sforzi…

 

 

(dall’inviato Farina 00) 

 

(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)      

 

 

viola merenda

 

quadro di Giovanni Merenda   
www.giovannimerenda.it 

 

 

 

 


Si ringrazia Mauro Cristofani per l’immagine del gatto

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