aereoQuella mattina di fine novembre Ramon a tutto poteva pensare tranne di dover risolvere in quattro e quattr’otto il più spinoso dei problemi venuti al pettine da quando era in Italia.

Mamma in arrivo, con padre al seguito, sulla via di Parigi per una mini vacanza, loro che di vacanze non ne prendevano mai.

Poi dicono che il diavolo non esiste…

 

Clarence aveva fatto appena in tempo a sistemare il bagno dopo il passaggio di Ramon e di una notte di puro sesso, che squilla il campanello e a piedi nudi, asciugamano a copertura dei soli attributi, gli tocca di rispondere.

 

La faccia di Clarence davanti a quei signori ve la potete immaginare.

 

Visibilmente imbarazzato per la mise, Clarence li fa accomodare e dice di essere il coinquilino di Ramon, che lui non c’è, è uscito presto.

Loro con disinvoltura gli sorridono dicendogli (in un misto di italiano-spagnolo) di voler conoscere la futura sposa di Ramon.

A Clarence per un pelo non va la saliva di traverso, ma quando sente come lo hanno appreso (dal giornale) si rende conto che Ramon non c’entra, è solo un qui pro quo…

 

Però che se la veda Ramon, per una volta…

 

Clarence lo chiama sul cellulare.

 

– Indovina chi c’ho qua davanti…

 

– Non mi dire… Thomas! (ndr l’ex boyfriend di Clarence)

Un pizzico di gelosia attraversa lo sguardo di Ramon.

 

– Macché… di più… di più!

 

La testa di Ramon gira a vuoto.

 

– Gamy ha deciso di trombarti?

 

– Magari! fa Clarence

 

(impaziente) – Dai, non lo so… sto bloccato sulla Nomentana per un incidente.

 

– Tua madre e tuo padre.

 

– NOOOOOOOOO!

 

(ridendo) – Sììììììì, invece.

 

Tour Eiffel– Che cazzo ci fanno a Roma?

– Partono stasera per Parigi, hanno detto.

 

– Hanno capito chi sei?

– Credo di no.

– Lo spero…

 

Uno strombazzare di clacson e sirene assorda pure Clarence.

– E ora dove sono? fa Ramon

 

– Hanno chiamato un taxi, aspettano di sapere dove incontrarvi.

– Perché usi il plurale?

 

– Ovvio. Vogliono conoscere la fortunata.

– Quale fortunata?

– Quella che sposerai.

 

– Hai bevuto Cla’?

 

– L’hai scritto tu.

– Dove?

– Su LetterMagazine. Se vuoi ti leggo, ce l’ho qua davanti.

 

 

– Madonna santissima! E mo’ che faccio?

– Cazzi tuoi bello… Che je dico?

 

Ramon entra nel panico.

– Digli di raggiungermi da Didy… Ma dammi il tempo, ti prego!

 

Quando la Nomentana è bloccata sono dolori, ma per fortuna riguarda anche i taxi.

E figurarsi se Didy risponde al cellulare…

 

Giù al Coppedè, Ramon parcheggia a tromba, citofona (nessuno risponde), chiede di corsa al portiere se ha visto Didy uscire.

Il portiere riferisce di non averla vista.

 

Che cazzo starà facendo?

chiaviSi accorge che nella tasca del giubbotto ha la copia delle chiavi di Didy, che tra l’altro doveva restituire.

 

Sul pianerottolo, dietro la porta.

Entro? (pensa)

E se c’è qualcuno?… Metti che becco Philippe…

(pausa)

Me ne frego, emergenza.

 

Suona il campanello.

Finalmente si sentono dei passi all’interno.

 

Didy apre la porta.

(esagitato) – Ma che stavi facendo?

 

– Ero in bagno ad asciugarmi i capelli. Ma che vuoi?

 

– Devi aiutarmi, sto in un casino pazzesco…

 

– Fammi indovinare… (ci pensa su) Sei incinto?

– No, scema!

– Hai messo incinta ‘qualcuna’?

– Peggio, molto peggio…

 

Lei a lui (sussurrando) – AIDS?

– Stanno arrivando i miei, hanno letto che sto per sposarmi e vogliono conoscere la mia fidanzata…

 

– Cazzo, CAZZISSIMO!

– Sono stati da me, c’era Clarence, ma per fortuna non hanno capito…

 

Lui la guarda con aria supplice.

 

baffoneA Didy passa finalmente per la testa qual è l’escamotage cui ha pensato Ramon.

Cambia immediatamente espressione, alla baffone di Stanlio e Ollio.

 

– Ti prego, solo per oggi… Prometto che poi non ti do più fastidio per almeno due settimane… lo giuro!

 

– No, Ramon! No e poi no…

 

– Sì, Didy, sì e poi sì…

E poi per il mondo sei o non sei già mia moglie?

 

Ramon sente alle spalle dei passi inconfondibili.

Senza lasciare a Didy il tempo di replicare o fiatare, le prende il viso fra le mani e la inchioda con un bacio sulla soglia.

 

Il sig. e la sig.ra De Gadia Fuentes vedono così il loro piccolo ‘incollato’ (letteralmente) alla futura sposa.

 

Il resto della mattinata è tutta un chiacchiericcio su “Come ti trovo bene Ramon, com’è bella la tua fidanzata, che bella casa, che bel gattone (che ovviamente è tutto uno strusciarsi su Ramon…) come siamo felici per voi… e a quando un bel nipotino, anzi una nidiata?”

Ramon, cingendola in vita, risponde in spagnolo a sua madre che lui ne vorrebbe tanti, ma certo Didy non sarà d’accordo, sai il lavoro… e quando la signora dice che “non vedo l’ora di vederti con un bambino in braccio” lui esagera e dice che ci stanno già provando… (capito Didy, tu che non conosci lo spagnolo, cosa si inventa quello sciagurato?) 

 

paella

Ramon prepara loro la paella, perché la pentola era ancora lì, vedi che culo…

 

Alle quattro del pomeriggio Ramon accompagna finalmente i genitori all’aeroporto e ritorna al Coppedè, per vedere che aria tira.

Didy è a metà fra l’incazzato e il sornione (in realtà le veniva da ridere).

  

 

– Non mi guardare con quella faccia… Mica gli potevo dire di Clarence o di tutti gli altri così di botto.

 

– Credevo lo sapessero da tempo, o insomma, ne avessero il sentore…

 

– E perché mai? Sai da quando non torno stabilmente in Sudamerica? Sono almeno 7 anni.

 

– Insomma, pensi di tenergli nascosta la verità per sempre?

E come farai col matrimonio? Quelli ora pensano di vederti sull’altare…

 

– A parte che mai mi sposerei coi crismi… mi ci vedi tutto azzimato e con un cappio al collo?

 

– Il cappio al collo te lo metterà tuo padre quando capiranno che era una messinscena.

 

– Era credibile, però… non trovi?

 

Lei fa una smorfia.

 

– Ci si è messo pure Léon… (arriva il gatto e guarda caso si struscia a Ramon).

Almeno lui l’ho conquistato, questa mi fa morire… (pensa Ramon)

 

– Cosa pensi di fare?

 

Clarence– Tu che faresti al mio posto, gli manderesti una lettera: “Guardate, sto con quel bel biondino formato Sting, che come avete visto è fighissimo, bella voce, un maiale a letto e ha pure smesso di fumare… Ha un unico difetto, mi ama e io ne sono consapevole”.

 

– Capisco che non è facile…

– No, tu non capisci… se tu capissi ti passerebbe per la testa che c’è una sola cosa da fare.

 

– Sarebbe?

– Lasciare i tuoi boyfriend, metterti con me e nel contempo io mi faccio pure Clarence.

 

– Ma vedi questo! Ce l’hai coraggio a dire ste fesserie…

 

– Mica tanto, lui lo farebbe per me.

 

– Fammi capi’ gliel’hai già chiesto?

 

– Se n’è discusso democraticamente… lui preferirebbe Gamy, se proprio si deve sacrificare per la patria, ma insomma, vai bene pure tu.

 

Didy scoppia in una risata fragorosa.

– Ma veramente dici sul serio?

 

– Non ci credi? chiedilo a Clarence

 

Lei continua a ridere.

 

– Sai dove vi manda Gamy?

 

– Penso di poterlo immaginare… puoi metterci una parola buona?

 

divisorio

 

(Dall’inviato Farina 00)

  

SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane

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