sposi

 

Vi ricordate la sceneggiata di Otello in Redazione?

Non è finita lì ovviamente, ma in serata, vi assicuro, gli echi si erano già spenti fra altro tipo di sussurri… Devo ammetterlo, Didy ci sa proprio fare.

 

 

Martedì 28 settembre

 

In tarda mattinata qualcuno bussa alla porta di casa di DdP.

Lei guarda dallo spioncino. È Ramon. Accanto una valigia.

 

Apre. Lo guarda stupita.

– Se n’è andato? fa Ramon

– Chi?

– Lui.

– Sì.

– Bene!

 

– Serve un passaggio? fa Didy

– No, viene Clarence a prendermi per andare in aeroporto.

– Quando?

– Giovedì mattina, alle 11. Abbiamo due giorni per noi.

– Sarebbe scusa?

– (entrando) Sarebbe che ho bisogno di parlarti.

– È lungo il fatto!… Ora però sto uscendo.

– Esci dopo.

– No. Ho una marea di cose da fare.

Didy lo osserva con aria tirata.

Lui tenta di blandirla.

– Dai, sii buona… (e le prende le mani fra le sue)

– Ma che vuoi?!

 

Intanto è arrivato Léon e prende a strusciarsi alle gambe di Ramon.

– Vedi, lui sì che mi vuole bene…

– Venduto!… fa lei al gatto

 

-Vabbè, di’ quello che devi dire e poi usciamo.

– Allora non hai capito, resto qua!… e stanotte dormo nel lettone, sia chiaro. Prometto che faccio il bravo.

 

lettone(sussurra) Abbassa la voce.

– Emilia?

Lei fa cenno di sì col capo.

– Sta finendo di sistemare il terrazzo.

– Ottimo. Dille di lasciarci soli.

Didy sospira.

 

– E poi scusa, dove devi andare vestita così?

– Così come?

– Con le tette di fuori, si vede tutto…

– Ma che si vede e si vede… e poi scusa, che sei il mio fidanzato?

– No, ma quando lo sarò cambierà tutto.

– Eh, salutam a sorete!

 

Compare Emilia. Ramon la saluta. Lei dice che ha finito e può andare.

Didy chiude la porta.

 

– Dai (incalza Ramon) la faccio io la spesa. E stasera ti preparo un bel risottino. Come lo vuoi?

– Coi gamberetti.

– Sìì, afrodisiaco!…

 

– E come vai scusa?

– Con la tua macchina, è ovvio.

– Già, e io che faccio nel frattempo?

– Puoi aspettarmi nuda sul letto, per esempio, così al mio ritorno… (fa il gesto con le mani di zomparle addosso)

– Tu sei malato…

– (languido) Sììììììì.

– E io che ti sto pure a sentire…  (ride per non piangere)

 

– Vabbè, se proprio ci tieni a uscire ti do il permesso. Ma copriti per l’amor del cielo!

Lei gli lancia un’occhiataccia e prende la borsa.

– Vedi di non fare guai.

– Moi?

  

lettino terrazzoUscita DdP, Ramon vede il lettino morbido sul terrazzo e non resiste.

È una bella giornata, a tratti. Si può prendere un po’ di sole.

Si toglie la maglietta, restando a torso nudo in jeans e scarpe da ginnastica.

Si adagia quindi sul lettino e chiude gli occhi, le braccia distese quasi a sfiorare il pavimento.

Léon prende a strusciarsi a lui e al lettino, poi prende a rotolarsi al sole.

 

  

Dopo un po’ Ramon si alza e si affaccia al parapetto.

Un venditore ambulante di rose sta passando in quel momento.

– Ragazzo, a quanto le vendi? fa Ramon

– Dipende. Per chi sono?

– Per la signora che abita qui.

– Quella bona? Per lei 3 euro l’una. Me la farei volentieri.

– È mia moglie.

– Ah, in questo caso sono 5 euro.

 

Ramon lo guarda di sbieco.

– Dai qua una… strozzino!

– Come?

– Niente, tieni.
Ramon gli passa 5 euro, ricevendo una rosa rossa a stelo lungo.

 

rosaIncredibilmente la serata scorre tranquilla, Ramon prepara a Didy il risottino, le fa trovare la rosa sul guanciale prima di andare a letto, e dopo aver fatto la doccia si mette buono buono dal suo lato, senza tentare come al solito di fare il cretino.

Didy stessa non si capacita.

 

 

 

Alle 3 di notte squilla il telefono sul comodino, dal lato di Ramon.

Entrambi dormono profondamente. Ramon apre gli occhi. Didy fa per girarsi.

– Rispondo io, fa lui.

– Pronto? (la voce assonnata)

Dall’altro capo non risponde nessuno.

– Pronto?

Si interrompe la comunicazione.

Ramon abbassa la cornetta.

 

– Chi cazzo rompe a quest’ora? lamenta debolmente la DdP.

– Qualcuno che ha sbagliato numero. Dai, torna a dormire – fa lui, che intanto si è svegliato.

 

Nella speranza di ripigliare sonno, Ramon si distende supino.

Il pensiero di chi potesse essere al telefono lo tiene però vigile.

Didy si muove, lo urta,  senza rendersi conto si sistema accanto a lui, cingendogli la vita con un braccio.

 

Ramon perde definitivamente il sonno e anzi comincia ad avvertire chiari segni di sicuro stato di veglia.

Didy sente che qualcosa vicino al braccio ha cambiato configurazione.

– S’è svegliata la belva? fa lei

– E già… vuoi approfittarne?

– Mettilo a nanna.

– Allora stammi lontana, okay?

Didy si scosta e si mette nell’angolo.

 

——-

 

macellaioIl giorno seguente tutto il comprensorio è al corrente della novità.

Avvertito dal fioraio, Pierino il macellaio ha fatto il gazzettino, e le vicine di casa di DdP si congratulano con lei.

Non fa altro che ricevere “Auguri, cara, abbiamo saputo… Ma che bel giovanotto!”

– Quale giovanotto?

– Quello che vediamo prendere il sole sul terrazzo.

– Queeeeeeeel giovanotto?

 

Perfino il portiere, cui Didy chiede se c’è posta, riferisce di “averla consegnata direttamente su a suo marito”.

 

marito e moglie– Cos’è sta storiaaaaaaaa? urla DdP a Ramon entrando in casa come una furia anguicrinita.

– Che sarà mai, mica ti rovini la reputazione… io semmai perderò un bel po’ di numeri dall’agenda se si viene a sapere… ma se tu stai zitta…

– Ah! ora sono io che ho messo questa voce in giro?

– Dai, non te la prendere, in fondo siamo in luna di miele…

– SPARISCIIIIIII!

 

Ramon va nell’altra stanza, poi si riaffaccia timidamente.

– Visto che siamo ufficialmente sposati, potremmo consumare?

 

Per un pelo il cellulare non gli finisce in fronte.

 

——-

Nel pomeriggio Ramon prende a lavorare sul suo portatile.

Squillano alla porta.

Ramon guarda dallo spioncino.

Un pezzo di ragazzo è in attesa che aprano.

Aperta la porta, per poco Ramon non cade in deliquio.

  

BobbyUn bonazzo inenarrabile alla Argentero gli sfodera un sorriso Mentadent mai visto.

Il resto sembra lo spot del Ministero della Salute. Insomma, avete capito.

 

– Tu devi essere Ramon, fa la celeste apparizione

Ramon ingoia la saliva.

– E tu l’arcangelo Gabriele…

– Sono Bobby, fa il tizio porgendo la mano.

Ramon la stringe e la tiene stretta.

 

– Didy mi ha detto che eri qui. Posso entrare?

– Certo, anche prendere un caffè… (pausa) o altro…

– Mi piacerebbe, ma ho i minuti contati.

– Peccato! dice a denti stretti Ramon

 

– Sono passato a prendere della roba che Didy mi ha lavato. Sai a casa, qui a Roma, non ho ancora la lavatrice.

Ramon ascolta ben poco, tutto preso dal contemplare il bonazzo, quindi ripete qualche parola a caso.

 

– Lavatrice…

 

– Sai, lei è tanto carina, sapeva che avevo il convegno, mi ha lavato e stirato alcune camicie.

– Già, tanto carina…

 

Compare nel frattempo anche Léon.

– Ciao micione, fa Bobby

 

– Sicuro di non volere un caffè? Ci metto un attimo

– No, davvero, ti ringrazio. Vado di là a prendere la roba e vado.

 

Bobby gli scivola davanti e Ramon non perde occasione così di osservare il lato B, che appare interessante non meno del lato A.

 

– Chiudo la porta, sennò Léon si infila nell’armadio.

– Fai con comodo.

 

Ramon si lascia cadere su una sedia.

“Odio quella donna, si prende tutti i maschi migliori”, pensa Ramon.

 

Dopo cinque minuti Bobby riappare con la sua 48 ore visibilmente appesantita.48ore

– Fatto?

– Sì, a posto.

 

Bobby si dirige alla porta.

– Vuoi lasciar detto qualcosa per Didy?

– La chiamerò stasera, non so se riusciremo a vederci, ho i tempi stretti. Domani finisce il convegno, ma devo tornare a Torino.

 

Ramon cerca a tutti i costi un gancio per trattenerlo.

– Ti ha detto di Phil?

– Della scenata vuoi dire?

Ramon fa cenno di sì col capo.

 

– Phil sta un po’ stressato in questo periodo, l’ho notato già a Boston.

Sarà la crisi dei cinquant’anni…

(pausa)

– Ok, devo proprio andare. Stammi bene, amigo.

Bobby gli stringe la mano.

– A presto! fa Ramon

 

Bobby accenna ancora un saluto mentre scende per le scale.

Ramon chiude la porta e ci resta inchiodato, come nei cartoni animati.

Léon prende a miagolargli contro.

– Zitto tu, lo so che non approvi, sciacallo…

 

sole con occhiali
A cena

– Dovresti aggiornare le foto del bagno, mica mi avevi detto che Bobby era così bono…

– Ehi, quello non è territorio di caccia, chiaro? E poi io mi tratto sempre bene.

– Ma io non sono geloso… solo ‘comunista’…

 

 

Alle 3 di notte, mentre in casa si dorme, squilla di nuovo il telefono.

“Ma allora lo fa apposta!” è il commento di Ramon al ripetersi del medesimo copione del giorno prima.

 

Questa volta però un’altra belva si desta, e prende a fare rumorosamente le fusa mentre si fa le unghie sulle parti molli di Ramon.

– ODDDIIIO Léon! Potresti volermi meno bene?

– Meno male che parto fra poche ore, bisbiglia Ramon all’orecchio di Didy.

——-

 

Alle 11 di giovedì Ramon è pronto per partire. Suona il citofono. Clarence.

– Scendo.

 

– Che mi dovevi dire due giorni fa? chiede Didy

– (pensandoci) Bah, me lo sono dimenticato… Sono stato bene questi due giorni.

 

Lei scuote il capo, ridacchiando.

 

Prima che Didy possa sgattaiolare Ramon le prende il viso fra le mani e le molla un bacio sulle labbra.

– Ciao, MOGLIE!

marito e moglie

 

 

(dall’inviato Farina “00”)

 

 

 

(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)

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