farewell mod


Strano come a volte le giornate riescono a spiazzare…

24 settembre

 

 

Cla’ – Dove sei?

 

 

La risposta non arriva subito

 

 

– Anzio. Al cantiere.

 

 

(interdetto) – Al cantiere?

 

 

(si sentono rumori di martello in sottofondo)

Tommy – Puoi venire? Devo parlarti.

 

 

(il rombo di un trapano si sovrappone)

– Dammi mezz’ora, ok?

 

 

– Ti aspetto.

 

 

Cla’ manda velocemente un sms a Ramon: “Ci vediamo a casa” poi spegne il cellulare e si fionda al parcheggio. Una strana apprensione lo coglie.

Quando arriva al cantiere il custode lo riconosce e lo saluta con un sorriso, facendolo passare.

Lascia la macchina e percorre il vialetto che conduce agli hangar dove si riparano e collaudano le imbarcazioni.

 

Da lontano si staglia la sagoma di una barca da spedizione che Cla’ ha già visto tante volte, intorno alla quale sono sistemati dei ponteggi.

Tommy al cantiereUn attimo e da dietro allo scafo appare una silhouette familiare.

E ancora più familiare gli appare quello che sta facendo.

 

  

Cla’ si ferma a un metro da lui e resta là a fissarlo, come inebetito.

 

 

– Che significa?

 

 

 

(Tommy, la voce ferma) – È quasi pronta. Gli ultimi controlli.

 

 

 Cla’ lo incalza – Quando??

 

 

 

– Domani la mettiamo in acqua.

Se va bene si parte domenica.

 

 

(incredulo) – Domenica???

(pausa in cui a Cla’ cascano le braccia)

 

E per quanto?

 

 

 

(titubante, a bassa voce) – 6…

(pausa)

 

Norvegia, Mare del Nord… per cominciare…

 

 

Cla’ si porta una mano alla fronte come a dire ‘non ci posso credere…’

Tommy resta lì, muto, come suo solito.

 

 

– Perché non me l’hai detto?!

 

 

Thomas prende una bottiglia d’acqua lì nei pressi e beve un sorso.

Si toglie quindi il berretto e si bagna volto e capelli con l’acqua residua.

Scuote quindi la testa come un gatto bagnato passandosi le mani fra i capelli.

 

 

 

Cla’ – È ovvio che c’è anche Nick…

 

 

(secco) – È il suo lavoro, amore.

 

 

Cla’ sospira, e prende a muoversi nervosamente, come uno che sta per sbottare.

  

Di colpo si dirige verso Tommy e prima che questi si capaciti Cla’ si attacca alle sue labbra, le dita ancorate saldamente alla sua barba bagnata.

 

A stento Tatoo riesce a biascicare

– Può arrivare qualcuno…

 

– Non me ne frega niente!!! (e continua a baciarlo)

 

 

– Vieni, andiamo sottocoperta.sottocoperta

 

Sorridendo, Tommy lo trascina con difficoltà, Cla’ gli sta praticamente incollato addosso.

Arrivati alla scaletta in legno Tommy lo precede, e tenendolo per mano si dileguano all’interno della barca.

 

 

Mezz’ora dopo

 

Avvinghiati a torso nudo

Cla’ – Ora verrà il custode e…

 

 

(incalzandolo, sornione) – …e dirà che l’architetto è un frocio!

Tommy lo bacia su una tempia e gli accarezza i capelli

Quante volte l’hai detto e non è mai successo?

 

 

Cla’ solleva lo sguardo, rabbuiato di colpo.

– Perché proprio ora?

 

 

– Perché era in programma.

E comunque è il momento migliore, anche per noi…

 

 

– No!

 

– Sì, invece.

 

 

 

Cla’ abbassa gli occhi, borbottando qualcosa di incomprensibile.

 

 

 

Devi decidere Cla’. Forse questo ti aiuterà…

 

 

  

– Lo dici come se fosse facile…

 

– Lo è, se vuoi.

 

 

  

(sollevandosi col busto e cercando di sostenere lo sguardo)

– Tu non mi ami, mi vuoi male!

 

 

Tommy gli fa un’occhiata come a dire ‘sparisci pulce’ e gli spinge di nuovo la testa sul suo torace, tenendolo bello stretto

 

– Io non sono bravo come te con le parole, ma tra noi non servono.

(pausa)

Non potrei amarti di più, va bene?

 

 

 

Cla’ prende a menarlo per scherzo, dandogli dei buffetti in faccia e sulle spalle

– Ti odio quando fai così!

 

tommy b/n

 
Tommy gli blocca entrambi i polsi, lo costringe a mettersi supino, lo sovrasta fissandolo con le sue lame azzurre.

 

 

Cla’ è totalmente soggiogato

– Verrai a trovarmi a Berlino?

 

– Forse.

 

 

In quel momento parlare non serve più.

Entrambi chiudono gli occhi prima di accostare le loro labbra, voraci.

 

 

 

Casa di Tommy (due giorni dopo la partenza)

 

Pina, la signora che da sempre si occupa della casa di Tommy e che gli stira le camicie va da lui per innaffiare le piante, senza sapere che Clarence è lì, quasi per lo stesso motivo. Cla’ infatti è stato colto da un momento di nostalgia e tristezza, ora che Tommy è via.

Aggirandosi per la casa, aprendo gli armadi, a Cla’ sale il magone. Fra quelle mura tanta parte della sua vita, come se il passato gli chiedesse improvvisamente conto del presente e del futuro.

Ma soprattutto si avverte la mancanza di Tommy, che ancora Cla’ sente addosso… di colpo gli manca l’aria.

La commozione e l’apprensione lo prendono e scoppia a piangere. Si ricompone giusto in tempo, sciacquandosi il volto, quando sente che qualcuno sta aprendo la porta all’ingresso.

 

 

Pina entra circospetta, le luci sono accese in tutta la casa.

Pensa: “A chi altro ha lasciato le chiavi?”

 

Di colpo si ritrova davanti, a qualche metro di distanza, una sagoma familiare.

 

Pina (incredula) – Clarence, sei proprio tu?!

(poggiando la borsa) Non ci posso credere!

 

Lui si affretta ad andarle incontro ed abbracciarla. 

 

cla' picture

 

– Fatti vedere giovanotto!

Madonna come ti sei fatto bello!

 

Cla’ sorride.

 

– Anche tu non scherzi… Come sta tuo marito?

 

 

– Si gode la pensione coi vecchietti. E io sto sempre in mezzo alla gioventù…

 

(tenendogli le mani fra le sue, cambia argomento)

Ne è passato di tempo, eh Cla’…

 

 

– Eh, sì, quasi tre anni…

 

 

– Tommy mi dà ogni tanto tue notizie…

(speranzosa) Senti ma… sei tornato?

Questa casa non è più la stessa senza di te…

 

 

Cla’ accenna un sorriso che però si smorza subito.

 

– Tommy mi ha chiesto di innaffiare le piante e radunare la posta.

Mi servono anche un paio di libri che ho lasciato qui. Devo solo cercare di ricordare dove li ho subissati.

 

Lui non ha spostato nulla, tutto è esattamente dov’era… anzi mi ripete sempre di non metter mano alle tue cose.

 

– Me ne sono accorto…

 

 

 

(guardandolo fisso) – Non ti ha mai scordato, Cla’…

(pausa)

 

…Scusa, non sono affari miei,

però tu lo sai che ho sempre sperato che fra voi…

sì insomma… non finisse così…

con Nick, te l’avrà detto Tommy, le cose non vanno…

 

 

Lui annuisce.

 

– Ma tu aspettavi qualcuno?

 

Cla’ la guarda interrogativo.

 

 

– Giù, mentre venivo, c’era un ragazzo che è sceso dalla moto, ha tolto il casco, poi si è appoggiato alla Smart parcheggiata qui sotto guardando le finestre quassù.

Non è la tua la Smart blu?

 

 

– Sì è la mia, ma il ragazzo che tipo è?

 

 

– Uno bellissimo Cla’, moro di occhi e di capelli, abbronzatissimo… forse straniero.

 

 

– Uno che sembra sudamericano?

 

 

– Eh, direi di sì.

 

 

 

 

Il volto di Clarence si illumina di colpo.

Tira fuori dal portafogli uno foto di Ramon e gliela mostra. abbronzatissimo

– È lui?

 

 

– Sì!!!

(lei intuisce) Non mi dire… è lui il tuo…

 

 

Cla’ annuisce.

– Ramon.

 

Lei gli lancia un’occhiata maliziosa e compiaciuta.

 

 

– Lo dovevo immaginare… buongustaio!

E allora vai, corri da lui, ti sta aspettando…

O doveva salire su?

 

Tolgo il disturbo, è meglio mi sa…

(lei fa per prendere la borsa e accomiatarsi)

 

 

(lui) – Ti serve un passaggio?

 

– No, grazie. Ho la macchina.

 

 

 

Arrivata di sotto, Pina passa davanti a Ramon (che è ancora appoggiato alla Smart) e lo saluta gioviale. Lui risponde a sua volta, sorridendo.

smartLei è in macchina e fa manovra, e ride fra sé e sé quando Cla’ esce dal portone e si dirige alla Smart.

La curiosità la spinge a rimanere nei pressi per vedere che accade fra i due.

 

 

Cla’ si avvicina a Ramon, appoggiato sulla fiancata destra dell’auto.

Ha stampata in faccia un’aria ‘colpevole’, manco fosse stato colto in flagrante con Tatoo…

 

A Ramon vengono in mente le parole di Cla’ al cell.: “Vado a fare un servizio, ci vediamo a casa”

– Sapevo che ti avrei trovato qua.

 

 

– Le piante, dovevo innaffiarle (tenta goffamente di giustificarsi)

 

 

 

(ironico) – Le piante, sì…

 

 

 

Cla’ – Non sei arrabbiato con me?

 

– No.

Mi arrabbio se non mi dai un bacio.

 

 

Cla’ si guarda intorno, non sembra esserci nessuno, ma a scanso di equivoci gli apre la portiera e lo fa entrare in macchina. Preso posto anch’egli, gli si avvinghia.

Solo allora Pina si allontana, compiaciuta.

Quei due a tutto pensavano fuorché a lei… dunque meglio di un film.

Bacio da Oscar.

 

 

 

Il tempo di ricomporsi e Clarence fa per mettere in moto la Smart.

– Andiamo?

 

 

Ramon sta per scendere, quando si blocca e a bruciapelo

– Di’ la verità: vuoi lasciarmi per tornare con Tommy?

 

 farewell floreale

 

Cla’ (stranito) – Scusa, ripeti?!

 

(pausa in cui lo guarda fisso)

Ma come ti salta in mente?

Gli dà un buffetto e poi un bacio.

 

 

 

– No, perché sai…

 

 

 

Cla’ lo fissa interlocutorio.

 

Ramon (serio)

– Se proprio non… (e si blocca)

 

 

Non si capisce se Ramon è serio o fa solo finta.

 

 

Cla’ (impaziente) – Vuoi dire?

 

 

 

– Insomma, se tu vuoi ‘stare’ (e pronunciandolo deglutisce)

con Tommy…

ho pensato che io… nel frattempo… potrei…

 

 

– Potresti?

 

 

Ramon – Approfittare e farmi… Paolè.paoletta

Sai ormai ho l’assuefazione…

 

 

Cla’ lo guarda con aria truce.

 

 

Ramon si affretta a precisare

– Ma solo quando tu non ci sei!…

 

  

Clarence (ridendo) – Pussa via!…

 

 

– Dai, in fondo mi sembra equo… l’alternativa è…

 

 

Cla’ aspetta di sentire la castronata

 

  

Ramon – Una bella ammucchiata, noi 4…

(fa una smorfia di compiacimento)

Però così… ndo cojo cojo…

 

 

 

Cla’ scoppia a ridere.

(poi, tornando serio)

– L’ammucchiata?

Per me va bene, socio.

(pausa)

Penso anche per Tommy… mi sa che c’aveva pensato pure lui…

 

 

 

Ramon – Allora affare fatto.

(pausa)

Resta solo lo scoglio più duro…

 

 

(Cla’ riflettendoci) – Già.

 

 

 

Ramon – Ma noi sappiamo come risolvere, vero?

 

Cla’ sta al gioco e annuisce.

 

 

Ramon – Comunque saremmo 3 contro 1… no?pantaloni pa'

E allora ci facciamo valere d’autorità!

(pausa)

Sì, perché diciamocelo… chi fra noi porta i pantaloni?

 

 

Si guardano l’un l’altro, poi insieme

– Piumetta!

 

 

 

(Dall’inviato Farina 00)

 
(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)  un mare

  

  

rosa viola

 

 

 

 

 

ai lati, quadri di Giovanni Merenda                      
www.giovannimerenda.it 

 

 

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