bere

 

Il 18 giugno, in occasione del compleanno di Martin Druder (Drudy) Reinhard decide che si va a festeggiare in un locale di Berlino e non vuole sentire scuse.
Cla’ che non beve (almeno non superalcolici) viene nominato chauffeur per la serata, ed è l’unico a rimanere sobrio… relativamente…

A inizio serata, intorno alle 11, squilla il cell. di Cla’ che è in bagno. Cla’ lascia detto a Ramon di rispondere lui, visto che deve chiamare Pa’. Ma non è lei a chiamare, è invece Tommy. 
Quando Cla’ lo richiama, Ramon origliando intuisce che Tommy è a Berlino di passaggio e pernotta all’aeroporto di Tempelhof perché il suo volo è stato rinviato al mattino. 

Una serie di piccoli indizi fa pensare che la serata volgerà al piccante. Nel locale infatti a un certo punto Reinhard si allontana e poi compare sul palco esibendosi a torso nudo in un pezzo musicale molto applaudito dal pubblico (tutti gay).

 

Ramon e Drudy in breve si elettrizzano, non foss’altro per il fatto che cominciano a bere, e a un certo punto Drudy gli fa assaggiare il suo cocktail, una bomba per chiunque. Da quel momento Ramon comincia a dare segni di essere alquanto alticcio e a perdere i freni inibitori. cocktail

 

Il clima di eccitazione del locale si fa sempre più palpabile quando anche Drudy fa un suo show personale.
È la festa di Drudy e Reinhard decide che ogni suo desiderio andrà esaudito.

 

(sul palco, al microfono) Reinhard – Che vuoi amore mio?

Qualunque cosa…

(rivolto al pubblico) – Vero amici?

 

Dalla platea giungono applausi e incitazioni.

Drudy si avvicina a Reinhard e in un orecchio gli esprime il suo desiderio.

– Non essere timido, dillo al microfono.

 

 

Drudy – Un bacio davvero super!

 

 

I presenti, chi più chi meno

– Sììììììììììì! Vaiiiiiiiii!

 

 

Reinhard si accosta al microfono

– Un bacio vero, però…

 

Applausi.

 

Reinhard – Chi si offre?

 

 

E qua casca l’asino. Perché tutti bravi a parole, poi passare alla pratica…
Un tizio enorme sta per avvicinarsi quando Reinhard scende dal palco e si dirige al tavolo di Ramon e Cla’.
In quel momento squilla di nuovo il cell. di Cla’.

Provvidenziale giunge la terza chiamata di Tommy. Non riuscendo a sentire al cell. per la confusione Cla’ si alza ed esce dalla sala.

 

Reinhard non si perde d’animo – Ramon?

  

Ramon, infastidito e un po’ piccato per l’atteggiamento di Cla’ con Tommy non si sottrae alla pressione di Reinhard che lo invita a salire sul palco e a baciare Drudy.drudy

Ramon esegue quasi in automatico al contrario di Drudy che lo bacia con foga inaspettata; ma presto pure Ramon si appassiona: una foga alla quale assiste ammutolito Cla’ rientrando in sala.

 

Quando Ramon si accorge dell’espressione di Cla’, che si è parato davanti a lui, si sottrae all’abbraccio e fa per giustificarsi

  

– Che mi guardi così! Per un bacio innocente…

 

 

– Questo per te è innocente? 

 

Cla’ vuole tagliare corto, si gira e fa per andarsi a sedere.

 

 

– Ma sì, anche se con la lingua, che sarà mai…

 

 

Cla’ si volta

– Zitto e vieni via… non peggiorare le cose!

 

 

Ramon alza la voce, lo sentono tutti.

– Dai Cla’, eh su, non fare il bambino!

 

Cla’ lo fulmina con lo sguardo.

 

 

Ramon – Tiè, bacia Reinhard, così siamo pari.

 

reinhard
Reinhard, chiamato in causa, prima sorride poi torna serio.

 

 

Cla’ fissa Ramon con aria di sfida

– Davvero vuoi che lo baci?  

 

 

– Sì.

(pensa: “dai che non aspetti altro…”)

 

 

Cla’ resta a fissarlo.

 

 

Ramon – Fallo. Che aspetti?

 

 

Lì per lì, complice la mezza sbornia, Ramon non si rende conto che quello altro non è che ciò che Reinhard aspettava da anni.

Cla’ incredulo guarda ancora fisso Ramon, che ha un’espressione beffarda, quindi si dirige da Reinhard e presogli il volto fra le mani prende a baciarlo con una foga e un trasporto apparenti che stupiscono la platea, primo fra tutti Reinhard che ovviamente non si sottrae. Drudy e Ramon cambiano letteralmente colore, mentre gli invitati applaudono e fischiano.

Nell’abbraccio Reinhard approfitta per palpare Cla’ ben bene, incurante di tutti.

——-

  

Un bacio interminabile.

Finalmente Cla’ si stacca e si rivolge a Ramon

 

– Ecco. Sei soddisfatto?

 

 

Ramon fa il contrario di ciò che dovrebbe fare, getta altra benzina sul fuoco.

  

– Posso fare di meglio, amore.

 

 

Cla’ – Meglio smetterla qua non credi?

 

– No!

 

 

Ramon si dirige da Reinhard (che non si capacita…) e prende a baciarlo a sua volta, e a un tratto chiama a raccolta anche Drudy.

Davanti a quell’inedito triangolo Cla’ si gira sui tacchi e lascia la sala.

 

Alle 4 del mattino Cla’ fa rientro a casa.

 

Ramon si alza completamente nudo e si dirige sparato in cucina, dove Cla’ sta bevendo un sorso d’acqua.

 

– Dove sei stato?

 

 

Cla’ risponde senza neanche guardarlo

– Cazzi miei.

 

 

– Fammi indovinare: ti sei fatto Tommy. Tommy

 

 

Cla’ continua a non incrociare il suo sguardo – Quand’anche?

Tu ti sarai fatto Drudy e Reinhard.

 

 

Ramon cerca a stento di mantenere la calma

– Non mi sono fatto nessuno.

 

– Ah no?

Strano, la serata prometteva bene a giudicare dai baci…

 

 

– Siamo tornati con un taxi.

 

 

– Capita se uno beve.

 

 

– Smettila!!!

E guardami in faccia mentre parlo.

Voglio sapere che hai fatto, e subito!

 

 

Cla’ allora prende a fissarlo

– Vuoi sapere che ho fatto?

(pausa)

Meno di quello che avrei dovuto!

 

 

Ramon gli molla un ceffone.

 

 

Cla’ resta impietrito, si porta la mano alla guancia e sguscia via come una saetta.

Ramon prende a rincorrerlo, ma Cla’ gli chiude la porta del bagno quasi in faccia.

 

Ramon da dietro alla porta

– Oddio scusami Cla’, non volevo!

 

 

Niente da fare.

Cla’ resta una decina di minuti in bagno a lavarsi, incurante delle implorazioni di Ramon, poi esce e se ne va a letto senza rivolgergli una parola. Si infila sotto le lenzuola e spegne la luce.

 

Ramon non demorde, si inginocchia accanto al letto dalla parte di Cla’, cercando invano di farsi perdonare, ma Cla’ nasconde la testa sotto al cuscino per non sentirlo.

Il moretto si infila sotto le lenzuola entrando dal suo lato e fa per accostarsi a Cla’, ma questi si scosta irrigidito.

 

Cla’ – Okay, vado a dormire in salotto.

Si alza, prende il cuscino e se ne va nell’altra stanza.

 

 

Al mattino, svegliandosi, Cla’ si accorge che Ramon non è in casa.

 

Sta per versarsi del caffè preso dal frigo quando si accorge che la tavola è apparecchiata con le tovagliette americane e c’è un biglietto accanto alla sua tazza.

Cla’ lo legge: “Aspetta, non fare colazione”

 

Suonano alla porta.

Cla’ va ad aprire e si trova davanti un mazzo di rose bianche, dietro il quale sbuca la faccia sorridente di Ramon che ha in mano un incarto.

rose bianche
C’è anche un biglietto tra i fiori, Cla’ lo vede, lo prende e lo scarta.

 

(legge): Se non mi perdoni giuro che le mangio tutte!

 

 

Cla’ scoppia a ridere.

 

– Vieni, scemo!

 

 

Ramon entra e gli butta le braccia al collo, un po’ e lo fa cadere.

L’incarto per un pelo non gli casca dalle mani.

 

Ramon – I cornetti!cornetti

Cla’ afferra il pacchetto al volo.

 

Lo apre e tira fuori un cornetto, addentandolo.

– Hai fatto colazione?

 

Ramon – No, solo un caffè.

 

 

Ramon si avvicina premuroso a Cla’, per controllargli la guancia.

– Non ti ho lasciato segni. Meno male.

Scusa, ieri sera non so proprio che m’è preso…

 

 

(mangiando) – Non ne parliamo più ok?

 

——-

martedì 19 giugno, studio di Reinhard

 

 

In tarda mattinata compare Cla’.

L’aria ancora un po’ stravolta, saluta appena e va direttamente nella sua stanza.

 

Reinhard lo raggiunge.

Gli si siede davanti.

 

 

– Senti Cla’, lo so cosa pensi…

 

Cla’ lo blocca subito

– Non dire niente Rei. Non voglio sapere niente.

 
 

– E io te lo dico lo stesso.

Non c’è stato niente con lui, a parte il bacio. Né con me, né con Drudy. Ok?

 

(e intanto pensa: “Porcacciavaccatr… un’occasione del genere quando mi ricapita?”)

 

 

colosseo miniatura
Roma, al rientro da Berlino

 

 

Clarence conduce Pa’ in salotto.

Lui si stende per lungo sul divano, la testa appoggiata al bracciolo.

 

– Vieni sopra dai…

 

 

Paoletta si mette a cavalcioni su di lui.

– Ma peso… (e si sistema meglio)

Scomodo?

 

 

(l’aria furbastra) – Scherzi?

 

  

– Sì, però tu adesso a me…

me lo dici che hai fatto…

 

 

– Niente di che, Paolè, erano mesi che non lo vedevo Tommy.

 

– Quindi?

 

 

– Mi sono trattenuto dal fare sciocchezze, mettiamola così…

 

– Allora non è chiaro. Parla!

 

 

(ridendo) – Cos’è un terzo grado?interrogatorio

Non bastava Ramon?

 

– Anch’io sono gelosa, sa?

 

 

Cla’ si lascia andare a un’espressione compiaciuta.

 

 

– Parli con le buone (e gli dà un buffetto) o devo passare alle maniere forti?

 

 

Cla’ fa per darle un buffetto sulla guancia, Pa’ balza indietro pensando volesse colpirla.

 

 

– Heyyyyy! Mica volevo farti male!

 

 

Paolè avanza e si risistema.

 

Cla’ le fa una carezza

– Non lo farei mai!mai dire mai

 

 

(affrettandosi) – Mai mai?

 

 

– Neanche se volessi lasciarci… (pausa)

Perché tu non lo farai, vero?

 

Lei fa una faccia come a dire “sai mai…”

 

 

Pa’ – Io però ti picchio se ora non mi dici che hai fatto con Tommy!

(e fa per menarlo, per scherzo)

 

 

(ridendo) – Va bene, va bene!

(pausa)

L’ho solo baciato. Per poco, Paolè.

Non sono più abituato alla barba…

 

 

bocca da baciare– Insomma hai passato la serata a baciare tutti.

 

 

– Tutti tranne Ramon. E te…

 

 

La tira giù e si baciano.

 

 

 

– Colpa tua se a Berlino mi comporto male…

 

– Sì, stai a vedere che adesso è colpa mia…

 

 

– Fossi stata con noi, quel casino non sarebbe successo.

 

– Già, avrei baciato io Drudy e Reinhard.

 

 

Al solo pensiero Cla’ cambia immediatamente espressione

– Non ti permettere che le prendi davvero… (e le fa la faccia brutta)

Ripeti con me: “Loro sono i miei signori e padroni”

 

Stavolta è lei a fare la faccia brutta.

 

 

– Vabbè si fa per dire… ma tu ripeti!

 

Lei si sente forzare un polso e ripete.

 

 

– …né mai penserò di lasciarli.

 

Lei fa eco.

 

 

 

Cla’ -…perché io li amo quei due, benché pazzi furiosi…

 

Pa’ – …perché io li amo quei due, benché pazzi furiosi

 

 

Cla’ –  ….perché Io ti amo che di più non potrei…

 

Pa’ – …perché io ti… tu mi…
singolare?

 

  

Lui annuisce sorridendo.

 

 

(lei) – …perché Io ti amo che di più non potrei!

 

 

 

(suadente) – Ora però potresti…?

 

 ——-

   

Farina: “La geometria non è reato?merenda in viola

 

Solo per Renato Zero… un po’ e qua ci scappava un altro triangolo…

Affollato direi…”

 

 

(Dall’inviato Farina 00)

 
(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)

 

 

merenda arancio 

 

Giovanni Merenda (tecnica mista)

www.giovannimerenda.it 

 

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