diario 


Casa di Cla’ (24 aprile, mattina)

 

 

Suonano alla porta, Cla’ è appena andato via e Ramon si sta preparando per uscire.

 

(fra sé) – Dimenticato le chiavi, ci scommetto…

 

 

Andando ad aprire lancia un’occhiata al cestino delle chiavi, che però è vuoto.

 

(pensa) “Qualche progetto allora, sicuro…”

 

 

 

– Ma dove hai la testa? (con finta aria di rimprovero fa per spalancare la porta)

 

Ramon sobbalza.

Davanti non gli si para Cla’ bensì sua madre.

 

  

– Ma’! (l’espressione di Ramon è di stupore, e tuttavia non appare contento di vederla)  Ramon torace

 

Restano a fissarsi per un istante, lei come a voler scrutare nei suoi occhi mettendolo a nudo.

 

 

– Non mi fai entrare?

 

Lui le fa segno di accomodarsi.

Lei entra, visibilmente in imbarazzo.

 

 

– Neanche un bacio a tua madre?

 

 

Ramon sospira.

– Sai che non amo i convenevoli.

 

Lei non fa caso alle sue parole e si avvicina per baciarlo su una guancia.

 

– Sei solo?

 

– Sì.

 

 

– Peccato! Avrei voluto conoscere un po’ meglio il tuo… (non sa come appellarlo)

questo famoso Clarence, insomma….

 

 

Ramon sembra un tantino innervosirsi.

– Senti ma’, se sei venuta fino qua per continuare ad accusarlo…

 

(lei lo interrompe bruscamente) – Che dici figlio mio!

Sei fuori strada… semmai volevo chiedergli scusa… e anche a te…

 

 

Ramon non crede alle sue orecchie. Sua madre che si scusa…

 

– Stai bene ma’?

 

 

– Mai stata meglio.

Oddio… (e si fa il segno della croce) è stato un periodo turbolento… ma ora vedo le cose con chiarezza…

 

Ramon continua a non capire e soprattutto non si capacita di quanto sta sentendo.

  

cla e pa'

 

La madre si avvicina a uno scaffale su cui campeggia una foto di Clarence abbracciato a Pa’.

 

– E questa bionda chi è?

 

 

Ramon appare incerto se rispondere.

 

 

– Celia mi ha raccontato che hai lasciato Didy e ora hai… avete…

È lei?

 

Ramon annuisce.

 

 

Maria Filomena prende la foto e la osserva più da vicino.

 

– Bella donna, non c’è che dire. Sembra sua sorella…

 

 

Ramon – In effetti sono come due gocce d’acqua, per carattere…

 

 

– E andate d’accordo… voi (timidamente) tre?

 

 

– Perfettamente.

 

 

– Mi riesce difficile capire…

 

– Non sei la sola…

 

 

– Comunque… lui è proprio un bel ragazzo, capisco perché Celia ha fatto quelle cose…

 

 

– Quali cose?

 

 

– Ah già, lei non te lo ha detto.

(pausa)

S’era inventata una relazione col tuo Cla’, come lo chiama lei, e gli scriveva poesie d’amore…celia ti amo

 

 

Ramon accenna un sorriso.

 

– …scriveva che le ha rubato il cuore, che lei lo amava perdutamente…

 

 

– Un effetto che fa a molti…

 

 

 

– Era logico pensare che potesse essere vero, che si può guarire

 

 

La faccia di Ramon si fa improvvisamente scura.

 

 

(lapidario) – No, ma’, non si può guarire… semmai puoi scoprire degli orizzonti nuovi.

 

– Sì? E quali…?

 

 

Ramon sospira sconfortato e si siede sul divano.

 

 

Lei si siede non distante.

– Non è per questo che sono qui.

 

Lui la guarda, in attesa.

 

jonathan e mathiasHo saputo di Jonathan e di Mathias…

 

 

Ramon esplode insofferente

– Quella scema, lo sapevo!!!

 

– Non è stata lei… cioè

Tuo padre l’ha accusata di essere una poco… e lei ha reagito…

“Parli proprio tu…” gli ha detto…

(e si interrompe)

 

 

Ramon immagina quello che può essere successo.

– Mi dispiace.
Non volevo lo scoprissi così. Anzi, non volevo che lo sapessi proprio…

 

 

– Ti pare giusto, Ramon? Non dovevo sapere nemmeno d’esser ‘nonna’?

 

 

(brusco) – Non è esattamente tuo nipote…

 

 

– Che fa?

Pur sempre sangue di tuo padre…

 

Ramon fa una smorfia poco convinto.

 

 

– L’ho presa male, che ti credi…

Tuo padre… gli ho intimato di andarsene, di andare a cercare quell’altra donna… Lui ha confessato di averla abbandonata all’epoca, sedotta e abbandonata, capisci… e che quel figlio… suo figlio!… casinonon lo aveva voluto mai riconoscere…

(pausa)

E io che credevo di conoscere tuo padre…

 

 

– Ma ora… lui dov’è?

 

– Tuo padre? A casa. Dove altro?

Non potevo affrontare un altro scandalo…

 

(laconico) – Dopo il mio, vuoi dire?

 

 

Squilla il cellulare di Ramon. Lui si scusa con la madre e risponde.

È Cla’. L’espressione scura di Ramon (fino a un secondo prima) subito si rasserena.

Non fa in tempo a chiudere con Cla’ che giunge anche la chiamata di Pa’.

E anche con lei appare sorridente e rilassato.

 

Maria Filomena si alza e fa per avviarsi all’entrata.

cell ramon

 

Lui si scusa con Pa’, spiegando di avere visite, e interrompe la comunicazione.

 

 

– Insomma, sei felice, così?

 

– Non si vede, ma’?

 

 

Lei scuote la testa poco convinta.

(pausa)

 

– Tu però una vita normale

(lui le lancia un’occhiataccia)

tranquilla, a due, volevo dire… proprio no, figlio mio?

 

 

Con una smorfia convinta lui fa segno di no.

– Non fa per me…

 

 

– Tua zia Lourdes mi sta aspettando, forse possiamo assistere alla messa del Papa.

Ci pensi?

 

 

– Contente voi…

 

 

– Salutami il tuo Cla’… e anche la bionda.pa' corpetto

 

Fa per uscire.

Poi si volta.

 

– Ma almeno sa cucinare?

 

 

(interdetto) – Chi, Cla’?

 

 

——-

Casa di Pa’ (maggio)

 

 

– Ma che è sta roba!!!

 

 

Pa’ osserva sconcertata alcuni scatti che la riguardano contenuti nella sua macchinetta digitale, lasciata incustodita dietro lo schermo del suo computer.

 

– Chi caspita…

 

Un atroce sospetto le attraversa di colpo la mente.

Va al telefono e chiama Emilia, la colf di Didy, che l’ha aiutata a casa il giorno prima per le pulizie. E in breve la verità viene a galla.

 

 

macchina fotografica(mortificata) – Non se la prenda con me signora, Igor non le sa certo scaricare…

 

– Sicché dovevi farlo tu per lui… (pausa)

Ma sai perché le ha fatte?

 

– Ha detto che doveva darle al signor Clarence.

 

(incredula) – Clarence?! Sei sicura?

 

– Sicurissima.

 

 

 

(pensa) E mo’ lo aggiusto io…

 

 

 

Poco dopo, al cellulare

 

 

– Cos’è sta storia eh, Cla’…?

 

 

pa' metroLui non ha il coraggio di rivelarle quant’è scemo, la butta sul romantico.

 

– Volevo che mi mandasse un po’ di te mentre ero via…

 

 

Lei però non è persuasa. Alcune foto risalgono al giorno prima.

 

– E mi ha seguito anche in palestra ieri?

 

 

Cla’ si sente scoperto e cambia strategia. Emette un gemito, come di dolore.

– Ahhh!

 

 

– Che c’è?

 

– Niente… ho un dolore al collo…

 

 

– Come mai?  koala

 

– Stanotte Ramon aveva freddo e ha voluto che gli facessi il koala. Ho dormito tutto anchilosato…

 

– Ramon, freddo? Ma quando mai?!

 

– Non ci credi? Chiedilo a lui…

(pausa)

 

Vieni a farmi un massaggio dopo pranzo, eh Pa’?

(tutto mieloso) Ti prego, daiii.

 

 

Lei sospira. Realizza che la sta incastrando.

 

 

– Vieni quando vuoi, tanto hai le chiavi.

(suadente) Ti aspetto.

 

 

Primo pomeriggio

 

Lui è di spalle (in bagno) e non se ne accorge, quando lei entra felpata come un gatto. gatto

Cla’ si libera dell’accappatoio, ancora mezzo bagnato.

 

(voce suadente) – Fermo, resta così…

 

Lui si volta e sorride.

Lei si avvicina e gli cinge la vita.

 

 

cla doccia

– Mi servi un po’ umido…

 

Lui si tiene stretto a lei.

 

 

Stando alle spalle e sfiorandogli schiena e fondoschiena con la punta delle dita…

 

– Ramon?

 

 

– Palestra, poi forse da Didy… Abbiamo almeno due ore tutte per noiiiii… (e fremendo al contatto sospira).

 

 

– Vieni… (e lo trascina via)

 

 

Steso sul letto, bendato, pancia sotto, Cla’ si abbandona al tocco delle mani di Pa’ che, sistemata su di lui, sa come scioglierne ogni tensione.

 

 

 

Intanto al Coppedè

 

 

Didy apre la porta, l’espressione non delle migliori.

– Hai fatto presto…

 

– Stavo per entrare in palestra quando hai chiamato…

 

Ramon le fa il baciamano da perfetto gentleman e resta a osservarla interdetto.baciamano

Sembra quasi che lei abbia pianto.

 

Entrato in casa e chiusa la porta

 

– Cos’è sta faccia chérie? (pausa)

Hugo?

 

 

(nera e lapidaria) – Appena andato via quello stronzo!

E sguscia in salotto.

 

Léon va subito a strusciarsi ai jeans di Ramon, lui poggia la sacca della palestra e fa per accarezzarlo.

 

Lei si siede sul divano, lui sulla poltrona accanto.

 

– Sono tutto tuo. Sputa…

 

 

Lei gli racconta di come la loro frequentazione ha alti e bassi, per meglio dire altissimi e bassissimi, e come al solito il quid è la gelosia per i cavalieri della luce…

 

 

– Difficile trovare uomini aperti come me, ammettilo…

 

Alla battuta Didy sorride.

 

– Sai che Philippe ti nomina ogni tanto?

 

 

(curioso) – Per bestemmiarmi?

 

(sorridendo) – No, nostalgico.

Hugo gli sta proprio sulle palle…

 

Che novità! (pensa Ramon, tenendolo per sé)

 

casa ideale

 

– E tu… come ti va al Mulino Bianco?

 

– A Roma è tutto ok, a Berlino un po’ meno…

 

 

Lei lo ascolta incuriosita.

 

– Clarence per Pa’?

 

 

– No…

Oddio, Cla’ va contando i giorni, ma ormai si è abituato.

Reinhard invece… (sospira) sta facendo un gioco strano…

 

– Con chi?

 

– Con me, visto che con Cla’ non gli riesce…

 

 

Lei fa un sorrisetto allusivo e si fa tutta orecchie.

 

– Vuoi dire che ci sta provando?

 

– Non so… Penso che voglia entrare nelle mie grazie per fare triangolo con noi…

 

 

– Ma non aveva un fidanzato?

 

– Drudy?

Sì, ma litigano spesso, si prendono e si lasciano, sai come vanno queste cose…

 

 

– Già, un tempo lo facevi anche tu…

 

 

Squilla il cellulare di lei.

È Hugo, che saputo della presenza di Ramon si inalbera di nuovo.

Didy gli risponde male e interrompe la conversazione.

Poi stizzita, sbatte il cellulare sul tavolino.

 

– Sai che ti dico?

Meriterebbe davvero un paio di corna, grandi quanto una casa…

 

Ramon sembra quasi voler annuire, più che altro per non contraddirla.

 

Lei lo prende invece come un assenso, o in ogni caso come un invito a servirsi di lui…

 

Si siede in braccio a Ramon con l’aria della donna che cerca un’immediata forma di vendetta e di rivincita, cioè di una conferma del suo potere di seduzione.

 

bacio
Gli allunga le braccia intorno al collo, accostando le sue labbra alle sue.

Poi prende a baciarlo senza alcuna inibizione, come ai vecchi tempi.

Lui intuisce che è partita in quarta, e non intervenendo sarà difficile fermarla.

 

 

– Didy no ti prego!!! (e si stacca da lei)

 

 

Lei resta un attimo stranita, poi si rende conto e si ferma.

 

(lei) – È che…

 

 

– Cosa?

 

 

– Mi manchi…

 

 

Lui sorride e la guardia sornione

 

– Allora vuoi davvero bene a Ramon tuo…

 

 

– Che scemo!
Lo dubitavi?

 

– No.

(silenzio)

 

Lei si alza.

 

Guardando l’orologio

– Ora è meglio che vada…

 

 

Ramon si alza e si avvia spedito alla porta, quasi a voler essere certo di non fare cazzate, poi si volta verso di lei

 

– Non mi far stare preoccupato…

(si ferma sulla soglia)

E copriti queste tette, sa, che pure io sono geloso della mia collega preferita…

(così dicendo le abbottona la camicia aderente). Lei lo lascia fare.

 

 

(lei) – Salutami Paoletta. A proposito, come si porta?

 

 

– Impagabile… Non ha fatto una piega per la partenza. E neanche al ritorno.

 

 

– Te l’avevo detto, lei è abituata.

 

Lui annuisce.

– Cla’ però è nervoso a Berlino, lo vedo… si tranquillizza solo quando la sentiamo, di sera.

igorLe ha pure messo Igor alle calcagna, in cambio di certi favori…

 

Didy si mette a ridere.

– Posso immaginare quali…

 

– No, Didy non lo immagini.

Ha comprato un giochino per tenersi buono Igor, così il sorcetto gliela tiene d’occhio… Solo che il giochino non è della sua misura e ha costretto me a indossarlo.

 

– Che roba è?

 

– Un vestitino per…

 

 

(lei sgrana gli occhi) – Un profilattico?

 

– Macché… un costumino di carnevale per il Gigio.

Trecce e baffetti…

 

 

Didy scoppia a ridere.

– Non ci posso credere…

 

 

Ramon – Che possiamo fare, s’è rimbambito…

E pure io mi sa…

 

Ramon fa per baciarla delicatamente sulle labbra, poi sorride, la mano appoggiata alla maniglia

 

– Baciamo le tette señorita…
Salutami Hugo, e pure i cavalieri della luce…

 

 

 

Scendendo per le scale che solo un anno prima assistevano alle sue peripezie, Ramon quasi non si capacita del suo comportamento con Didy.

Solo pochi mesi addietro le sarebbe di sicuro zompato addosso.

 

E ora…

 

Ramon (pensa): “Roba da pazzi! Alla fine quei due mi hanno fatto diventare monogamo. (pausa) O bigamo?

Sì, insomma… un uomo ‘morigerato’.

Che disastro!”

 

cor blu giovanni

 

 

(Dall’inviato Farina 00)

 
(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)

 

 

Giovanni Merenda (tecnica mista)
www.giovannimerenda.it 

 

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One thought on “Scoop by Scop (Novella 2012 – Voglio una vita… ‘morigerata’)

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