a luci rosse

29 dicembre.
Sull’aereo

 

Nel pomeriggio, in volo per la Norvegia, Tommy cerca invano di riposarsi almeno un po’, esausto per l’incredibile mattinata di sesso e la tensione emotiva degli ultimi giorni. Ma più tenta di rilassarsi più gli tornano alla mente e sulla pelle le sensazioni provate.

Gli occhiali da sole non riescono a nascondere i sussulti che di tanto in tanto lo colgono a occhi chiusi, così come i brividi, non legati al freddo nella cabina.

Due ore che non avrebbe mai più scordato, la sua stanza da letto segnata per sempre dal tocco di una Piuma.

 

——-

Roma, 29 dicembre, qualche ora prima

 

Quella borsa nascondeva un arsenale, ecco perché Piumetta le predilige sempre ampie e morbide. Dentro, di tutto, parola di detective. Armi, in particolare, e non a caso di seduzione.

Tommy le aprì la porta ignaro… e dire che pure lui, di armi e strategie convenzionali e non, è sempre prodigo…


Lui la squadrò da capo a piedi, compiaciuto. Un abitino corto, e stivali alti fino alla coscia, fascianti, già di per sé un programma. Entrando in casa continuava a tenerle gli occhi incollati addosso.

 

Con uno sguardo gli fece intendere che sarebbe stata lei a decidere, e lui annuì con il sorriso di chi nulla teme.

 

 

La benda sugli occhi, doverosa… Pura seta ad avvolgere le lame azzurre, lo sguardo intrigante mentre si acquattava sul letto davanti a lei.

 

Lentamente lei abbassò la cerniera del suo cardigan, accarezzandolo sopra la camicia. Il freddo delle mani si mutò in un altro brivido quando il calore del cachemire prese a riscaldarle. Lei osservava attentamente ogni risposta al suo tocco leggerissimo, quelle labbra dischiuse che a tratti emettevano un sospiro, un lieve gemito.

 

Uno dopo l’altro gli eleganti bottoni scivolarono dalle asole e quelle stesse mani presero a tastare e arroventare la pelle sottostante.

Fino a che rimase col torace nudo, ma caliente.polsi legati

 

Lo fece alzare in piedi, e afferrando saldamente i polsi li costrinse entro rigido cuoio che gli avrebbe impedito ogni pur minimo accenno di rivolta. Lui ovviamente lasciò fare. Sembrava pregustare il tormento che vagamente da lei si prospettava.

 

Qualche secondo e qualcosa alle spalle prese a lambirlo dalla nuca in giù, fino al bacino… Sensazione indescrivibile benché nota in altre forme. Morbida come velluto e calda come pelo.

 

Un tormento quasi elettrico prese ad agitarlo, la pelle si increspò, eppure non poteva fare a meno di sperare che continuasse all’infinito, come in un gioco perverso e animalesco.

coda pelo sintetica
Non poteva toccarla, ma quella cosa che lei faceva scorrere sul corpo lo attizzava come un carbone ardente. Quando si aggiunsero le unghie l’operazione di riscaldamento dei suoi sensi parve essere raggiunta, mentre  lui mostrava di voler posare le sue labbra su qualcosa che potesse dissetarlo e saziarne ogni bramosia.

 

 

– Vieni davanti, dai!

 

Lei continuava ad indugiare sui lati della schiena con le unghie e con le mani; poi accostò il suo corpo e, pressandosi, Tommy avvertì che quella cosa lunga e morbida le avvolgeva ora il collo, scendendo fra i suoi seni. Lui si addossò con tutte le sue forze, cercando inutilmente di liberarsi le mani, bloccate dal bracciale rigido che lei gli aveva apposto.

 

(volgendo il capo) – Vieni davanti ti prego!

 

 

Non c’era verso di farle fare ciò che voleva lui.

Lei decise che era il momento delle labbra e di piccoli morsi voluttuosi. Sempre alle spalle.

 

Lui non riusciva a stare fermo

– Vieniiii!

 


(imperiosa) – Buono!

 

(urlando) – Nooo!

 

Prese ad armeggiare furiosamente sulla patta, per calarsi pantaloni e slip.

Lei si scostò da lui. Lui si girò protendendo le braccia, nel tentativo di bloccarla e riattirarla a sé. Ma le braccia incrociavano il vuoto, mentre lui si agitava come un animale impazzito. A un tratto tentò di sollevare la benda che gli impediva la visione.

 

 

– Non provarci, altrimenti mollo tutto!

 

 

Indirizzando il capo verso il suono, lui annuì, collaborativo

 

– Voglio solo abbracciarti…

 

 

 

Piumetta si avvicinò, gli sollevò le braccia e docilmente si rinchiuse in quella morsa, sapendo che sarebbe stata una questione di attimi vederlo e sentirlo trasformarsi nell’amante appassionato ed insaziabile dei racconti di Clarence.

 

 

Per un minuto – le braccia di lei intorno al collo – l’abbraccio e l’incontro delle labbra sembrarono placarlo; si era fermato per riprendere fiato e concentrare meglio le sue forze. In un attimo, senza apparente dispiego di energie, lei si ritrovò proiettata sul suo corpo, le gambe divaricate, serrata entro le sue braccia che la sostenevano sui fianchi.

 

– Toglimi la benda, devo vederti!

 

 

Lei fece appena in tempo ad eseguire che lui era già insinuato in lei.vedere rosso

 

Quello che seguì fu senza dubbio un amplesso furibondo, lei incapace di arginarlo ed incapace a sua volta di frenarsi. Sotto le spinte poderose di Tommy le parve di vedere tutto rosso intorno e poi di colpo perdere coscienza di se stessa e della sua fragilità.

 

Quando esausto e barcollante si diresse verso il letto, lei ancora avvitata su di lui, Tommy si accasciò su un fianco per evitare di schiacciarla. Sentiva chiari e forti due battiti diversi, non riuscendo a distinguere il suo da quello di Piumetta, tale era stato l’impeto e il reciproco coinvolgimento. Restarono così, l’uno nell’altra per un tempo indefinito, prima che lei gli ricordasse vagamente che era ora di partire.

 

 

– Non senza di te.

 

 

Lei lo accarezzava dolcemente.

 

– Devi, chéri.

 

 

 

– Voglio restare qui, con te, per sempre.

 

 

 

Lei fece per scostarsi appena. 

 

(trattenendola) – Non te ne andare!

 

 

– Voglio solo andare in bagno…

 

(rincuorato) – Ah!

 

 

 

Tale era però lo sfinimento che nessuno dei due riusciva a sollevarsi.

 

Lui prese a sorridere

 

partire– Vedi? Dobbiamo stare così…

 

 

Lei pure sorrise divertita.

 

 

 

 

– Slegami, dai…

 

 

– Prometti di stare buono?

 

Lui annuì.

 

 

Sciolto il primo nodo apparve chiaro dallo sguardo che la sua era la tipica promessa da marinaio. Liberate le mani, queste si insinuarono sotto il vestito, indugiando sulla lingerie e i suoi morbidi contenuti.

 

Dopo poco si mosse, capovolgendola e portandosi sopra di lei.

 

 

(lei) – Noooo!

 

 

 

(sussurrandole all’orecchio) – Ti do cinque minuti Pa’.

Di più non posso.

 

 

Lei si sollevò, mentre lui si scostava

 

– Vai!

 

 

E ovviamente una pacca sul sedere non poteva mancare a completare l’opera.

 

——-

 

Strano come certi uomini trovino il sesso così corroborante.

Quando lei uscì dal bagno, lui aveva finito da un pezzo di sistemarsi; se ne stava beatamente steso sul letto, in attesa del secondo round.

 

 

Vedendola col vestito ancora indosso, Tommy temé il peggio, sai mai una replica della serata delle nozze…

 

Mettendosi seduto, addossato alla spalliera

– Vai all’armadio, nell’ultimo cassetto ci sono dei pigiami. Prendine uno. corto maltese
Non è il caso di distruggere il vestito…

 

 

Lei lo fissò sconcertata

 

 

– Ma farai tardi!

 

– Me ne frego, ho già il check in.

 

 

Inutile discutere, con uno come lui. Limitarsi a eseguire, ormai aveva imparato la lezione. Fino a che non otteneva i suoi scopi era battaglia persa cercare di farlo ragionare.

 

Lei si piegò sulle gambe per trovare qualcosa di adatto nel cassetto.

 

– Sotto non c’è niente. Solo slip.

(ne tirò fuori uno)
Tuo?

 

– No, di Clarence.

 

Lei si alzò in piedi e se lo pose sul davanti.

 

(ridendo) – Come mi sta?

 

 

(ridendo pure lui) – Grandino.

 

 

Piumetta prese ad aprire altri cassetti, senza esito.

– Ma dove sono?

 

 

 

(alzandosi per darle una mano)

– Pina li avrà spostati, è un po’ che non li uso.

 

 

Mentre lui si piegava accanto a lei, uno dei cassetti mostrò qualcosa di davvero insolito.

 

 

(sbalordita) – Questo cos’è?

 

 

– Limbo dei desideri, piccola.

Come far felice un uomo…

 

 

Lei stava lì a osservarne il contenuto, la succursale di un sexy shop.

 

(incredula) – Non mi dire che li hai usai tutti…

 

 

– Dal primo all’ultimo. 

 

 

Lei continuava a osservare quel ricco armamentario di bende, corde catene e lacci, più strani attrezzi mai visti prima.

 

– Vuoi provarne qualcuno?

 

 

Lei scosse il capo, risoluta.

 

E finalmente da un altro cassetto, nel vano laterale dell’armadio, fecero capolino alcuni pigiami in pura seta.

Tommy ne tirò fuori alcuni ancora nelle scatole.

 

 

– Vieni, mettiamoci sul letto. Ci sarà quello per te.

 

 

 

Uno ad uno volavano via per la stanza, lampi di colore fra le mura bianche.

 

La scelta fu abbastanza rapida e si appuntò su quello ominile color panna, il più ridotto di taglia.

 

(lui, mostrandolo) – Dev’essere da donna, mi sa… pigiama panna

 

 

– Ah! (e un pizzico di gelosia le balenò negli occhi)

(pausa)

Prima o dopo Cla’?

 

 

– Durante…

(riandando con la memoria) Lui non me l’ha mai perdonata…

E neanch’io… Però il pigiama non lo usammo, sono certo…

 

 

Sbottonata e posata la giacca, fece per aiutarla a sfilarsi il vestito.

La nudità rivelò un prezioso body ricamato

 

 

– Un altro?

 

 

– Yes. Ti piace?

 

 

Sorridendo con gli occhi, lui accostò le dita al seno che ammiccava dalla scollatura, accarezzandone i tratti esposti, dolcemente.

La spinse a stendersi e con le labbra raggiunse e le sfiorò i capezzoli.

 

Sentì distintamente che un brivido la percorreva.

 

– Ho freddo.

 

In effetti tremava.

Lui si sollevò, l’aiutò a infilarsi la giacca del pigiama.

  

pensoso – Andiamo sotto le coperte.

 

In men che non si dica erano avvolti dal piumino.

 

 

Lui la teneva stretta.

– Meglio ora?

 

 

Lei annuì.

 

 

 

(lui) – Vieni su di me.

 

– Come?

 

 

Lui portò i cuscini alle sue spalle, addossandosi alla spalliera; lei si sistemò come era sempre solita fare, sul davanti, circondata dalle gambe e braccia del suo uomo.

 

Stretti uno all’altro, lui si beava del profumo di argan dei suoi capelli; insinuando le dita fra le ciocche bionde scopriva e lambiva con le labbra i recessi più remoti e tuttavia accessibili. Mentre cresceva in lui la voglia di ritornare su di lei, per possederla ancora e ancora.

Prese una mano di Piumetta e la portò con decisione ai suoi attributi

 

– Due di seguito Pa’…

 

 

Lei si voltò a guardarlo

– È tardi. Non ce la faremo mai…

(pausa)

 

(interdetta) Poi come due di seguito?

Altre due?

 

micio marinaio

 

Lui la guardò come un gattone e fece per buttarla giù, sovrastandola

 

 

– Se lo scordi, signor Barclays!

(retropensiero: “Non mi sono ancora ripresa dalla prima…”)

 

 

 

(sollevandosi) – Starò via per un mese Pa’.

Voglio un ricordo indelebile…

 

 

Si lasciò cadere all’indietro e rimase a fissarla, in attesa.

 

– 40 minuti, ce la possiamo fare…

 

Sorrise.

 

 

 

Lei scosse la testa, sconcertata.

Lui le parò dinanzi i polsi, come a voler essere legato.

 

 

– Facciamo senza, vuoi?

 

Lui annuì.

 

 

 

Accostando la guancia al suo ventre lo sentì arroventato. Mai come i desideri che in quel momento agitavano i suoi occhi azzurri, socchiusi.

 

Lei sperò invano che alla prima lui le chiedesse di fermarsi. Era deciso a oltrepassare il limite.

 

E il limite fu superato, insieme a quello orario.

Tommy dovette risistemarsi in fretta.

 

hell homeA lei ancora nel letto

– Tu fai con calma, io scappo.

Nel cestino all’ingresso… Ti ho fatto la copia delle chiavi.

 

 

Ma si sedette ancora una volta per baciarla.

 

– Ti chiamo appena arrivo.

 

 

 

Un rapido sguardo alla stanza in disordine.

 

– Lascia tutto come sta, Pina è abituata…

 

 

Un’altra scusa per restare ancora là.

 

——-

 

Nella cabina, qualche ora dopo, in dormiveglia, Tommy sentiva ancora sulla pelle le note calde e delicate del profumo di lei; in seguito avrebbe lenito il dolore del distacco annusando il morbido pigiama che incautamente lei aveva abbandonato sopra il letto.

 

Forte e sicuro del suo nuovo appagamento, Tommy si abbandonò per qualche istante a un sonno leggero ma ristoratore. Non poteva certo immaginare quali altre imprevedibili emozioni lo attendevano nelle lontane acque della Norvegia.

Né quello che stava per succedere a Piumetta.

 

(continua)

 

 ——-

Farina: Dovevo dileguarmi per un po’, avevo detto…

 

Sono costretto a rimangiarmi la parola. Troppa la curiosità di sapere come andrà a finire questa storia.

Voi no?

 

(dall’inviato Farina 00)

 

(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)      

 

volo

 

quadri di Giovanni Merenda 23 pink viola
www.giovannimerenda.it

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