di Claudia Crocchianti

lavorare in bianco e nero

Il bianco e nero raccontato nelle foto di Carbone. Il racconto del mondo del lavoro di una volta e il confronto con quello di oggi.

 

Fino al 4 dicembre si potranno ammirare le foto in bianco e nero della mostra multimediale “Lavorare in bianco e nero” alla Casa della Memoria e della Storia di Roma in via Trastevere.

 

Saranno esposte quaranta foto e quattro film documentari su tematiche che vanno dall’occupazione delle terre da parte dei contadini, alle interviste degli operai nelle fabbriche tra cui La fabbrica parla, Dove la terra è nera, Sedici anni dopo Melissa e L’isola più lontana di Mario Carbone.

L’iniziativa è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e curata da Annalisa Di Domenico.

 

In questa mostra Mario Carbone, colui che ha appreso prestissimo il mestiere di fotografo in diversi laboratori professionali. Con l’arrivo a Roma ha un’importante attività documentaristica in campo cinematografico.

 

In esposizione ci saranno immagini che ritraggono il mondo del lavoro negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento che evidenziano l’importanza del lavoro per mangiare.

 

Da questo evento si possono ricavare spunti per riflettere su un diverso approccio al lavoro e alla vita, anche considerando i problemi attuali di crisi economica e precarietà lavorativa.

 

Ci sono inoltre documenti attraverso cui confrontare le condizioni dei lavoratori di ieri con quelle di oggi e riflettere sul lavoro minorile, e su un mondo del lavoro privo di regole e tutele.
Molto interessante è l’originale uso di cui Carbone si serve del bianco e nero, i cui processi di sviluppo e stampa corrispondono a scelte autoriali ben chiare.

 

Con questa mostra si è voluto ricordare il passato del mondo del lavoro dove ogni gesto quotidiano era per la famiglia e la collettività e non rimaneva molto tempo per attività diverse da quelle lavorative.

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