pernacchia

Tizio: “Dove vai di solito il sabato sera?”

Caio: “Mah… ti dirò, vado in pizzeria piuttosto che al pub piuttosto che al ristorante…”

Insomma, dove diavolo va Caio il sabato sera? Ancora una volta ci troviamo di fronte a un uso improprio della lingua italiana che ha origini nel Settentrione d’Italia (Torino, anni ’80), in particolare tra le “classi agiate”, una specie di velato snobismo che altro non fa che mettere in luce le carenze linguistiche di chi ne fa uso.

Purtroppo si sa che una mela marcia rende marce tutte le altre del cesto, per cui quest’uso disgiuntivo del “piuttosto che” si è diffuso come un’epidemia in tutt’Italia!

Il medium principale della diffusione del virus del “piuttosto che” è stato – guarda un po’ – la televisione; i primi infettati sono stati i conduttori televisivi come pure alcuni giornalisti (il che è ancora più grave). Oramai ci troviamo di fronte a una vera e propria pandemia del “piuttosto che” geneticamente modificato e, onestamente, non riesco a vedere alcuna possibile guarigione all’orizzonte. Tuttavia non bisogna perdere le speranze.

Analizziamo il significato di “piuttosto che” perché solo comprendendolo possiamo generare gli anticorpi per combattere l’epidemia in corso.

Piuttosto è un avverbio ed ha diversi significati.

(1) Vuol dire “più spesso”, “preferibilmente”. Ecco un esempio: mi muovo piuttosto in moto che in auto. Cosa avete compreso? Dovrebbe essere chiaro che preferisco la moto all’auto per muovermi, infatti la stessa frase è riscrivibile così: mi muovo più spesso in moto che in auto.

(2) Piuttosto può significare anche “o meglio” oppure “anzi”, ed è forse questo il motivo della deriva, forse da qui viene il fraintendimento. Ecco un esempio corretto: per festeggiare il mio compleanno vediamoci al pub, o piuttosto venite a casa mia. Che cosa ho detto? Ho spiegato ai miei amici che possiamo andare al pub per festeggiare il mio compleanno, anzi potremmo vederci a casa mia. Mi spiego ancora meglio, la frase è detta in una situazione in cui non ho ancora deciso dove festeggiare il mio compleanno, allora dico che potremmo andare al pub, poi ci penso e aggiungo che sarebbe ancora meglio vederci direttamente a casa mia. Alla luce di questa spiegazione, rileggiamo la stessa frase che ora dovrebbe apparire chiara: per festeggiare il mio compleanno vediamoci al pub, o piuttosto venite a casa mia; che potrebbe essere tranquillamente riscritta così: per festeggiare il mio compleanno vediamoci al pub o meglio venite a casa mia.

(3) Piuttosto ha anche il significato di “alquanto”, di “parecchio”, quindi usato come rafforzativo. Vediamo subito un esempio: la mia bicicletta è piuttosto vecchia. Significa che la mia bicicletta è alquanto vecchia ovvero è molto vecchia.

(4) Ha anche il significato di “invece”: smettila di assecondarmi, dimmi piuttosto che cosa ne pensi. Quindi possiamo scrivere anche: smettila di assecondarmi, dimmi invece che cosa ne pensi.

Ora che conoscete alla perfezione il significato di piuttosto, cerchiamo di comprendere come si comporta la sua versione geneticamente modificata ovvero quella errata.

Analizziate queste due affermazione, e poi rispondete alle domande poste subito dopo:

  • D’estate mi piace bere l’acqua o la birra. (a)
  • D’estate mi piace bere l’acqua piuttosto che la birra. (b)

Nella prima affermazione (a) che cosa mi piace bere d’estate? La risposta esatta è che mi piace allo stesso modo sia l’acqua sia la birra, non ho espresso alcuna preferenza per l’una o l’altra bibita. Ma nell’affermazione (b) che cosa preferisco bere? La risposta esatta è che preferisco l’acqua alla birra ovvero avrei potuto scrivere: mi piace bere l’acqua invece che la birra.

Il problema di comprensione, se non si hanno dei buoni anticorpi letterari, porta a confondere l’uso di “piuttosto” con quello di “piuttosto che”, ma essi hanno significati opposti.

Leggiamo le frasi seguenti:

a)      Berrò l’acqua o la birra.

b)      Berrò l’acqua o piuttosto la birra.

c)       Berrò l’acqua piuttosto che la birra.

Analizziamo il significato: al punto (a) dico che berrò o l’acqua o la birra, quindi per me l’una è equivalente all’altra, non esprimo preferenze. Nell’affermazione (b) invece dico che preferisco la birra, la stessa frase posso scriverla come: berrò l’acqua, anzi la birra. Infine l’ultima frase (c) indica chiaramente la mia preferenza per l’acqua, infatti la stessa frase può essere scritta come: berrò l’acqua invece della birra.

In linea di massima possiamo affermare che “piuttosto che” è sinonimo di “invece di”.

Ora avete tutti gli anticorpi per combattere l’epidemia. Quando un vostro amico o una vostra amica si lancia in un elenco di “piuttosto che” usato come disgiunzione, fategli una bella risata in faccia! È l’unico modo per combattere questo stupido uso snob di “piuttosto che”. Porse però la risata non basta, allora la cosa migliore è convincere il nostro amico con lo strumento insegnato da Eduardo De Filippo nel film “L’oro di Napoli” e che potete gustarvi (e imparare) guardando questo video: http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0

NOTA: Aiutatemi a combattere l’epidemia, condividete questo articolo quanto più potete e forse riusciremo ad avere qualche risultato!

 


Si ringrazia per l’editing Maryann Mazzella


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Per lavoro mi occupo di Web Marketing, ma per passione scrivo racconti, romanzi e rappresentazioni teatrali. Gioco a basket... beh dovrei dire che "mi fanno giocare a basket" i miei cari amici del weekend. Ho creato community di appassionati di cucina e... di diete! Sì, in me vivono demoni e angeli, per tutto il resto c'è il mio blog www.massimopetrucci.it 🙂
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3 thoughts on “Piuttosto che fare l’asino…

  1. Io mi sono già vaccinata da tempo, è uan delle espressioni usate male che più detesto! Grazie per questo articolo veramente utile, quasi da pubblicità progresso!

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