di Flavia Chiarolanza

 

saggio danza 2017

 

L’arte è conoscenza. La conoscenza è libertà.”

 

Queste parole sono state pronunciate dalla Professoressa Angela Procaccini, Preside dell’Istituto Regina Coeli la sera del 24 Maggio 2017, al Teatro San Ferdinando di Napoli, in presenza del Sindaco Luigi De Magistris.

L’occasione è una di quelle che mi conducono sempre con gioia in platea, a gustarmi il sapore dell’arte: lo spettacolo di fine anno del Balletto Classico Campano Fiori di Maggio, diretto dalle Maestre Carla e Laura Borriello. In questi tempi in cui distruggere tutto ciò che è bello sembra essere l’imperativo dominante, offriamo l’arte – la morbidezza del suo rifugio – come scudo ai nostri figli, affinché scelgano sempre di continuare a sognare fino all’età adulta.

La Professoressa Procaccini ha voluto rendere un tributo alla memoria delle vittime dell’attentato di Manchester, ricevendo il plauso della platea e soprattutto del nostro Sindaco, che mai nega la sua presenza nei contesti in cui si valorizza il genio della città grazie al talento dei suoi figli più giovani.

La cornice della kermesse non è quella solita. Gli allievi della Compagnia Fiori di Maggio si esibiscono in quello che fu il regno di Eduardo, portando i loro passi di danza nel tempio del Teatro, culla dell’affascinante prosa dei Maestri De Filippo, così lontana dall’attuale imbarbarimento della nostra lingua. Ovunque è un fiorire di cimeli: tra foto e accessori di scena, il foyer si trasforma in un piccolo Museo. Ed è davvero emozionante vedere bambine in mezze punte muoversi nell’austerità di quell’ambiente, che grida da ogni angolo la sua storia centenaria.

Nel presentare la serata con la simpatia e l’eleganza che gli è propria, l’attore-regista Maurizio Merolla, Direttore artistico della Compagnia, siMerolla dice lusingato del momentaneo cambiamento e fiero di calcare le scene che furono dei maestri prosatori. La sua conduzione è come sempre briosa, frizzante, e accompagna amabilmente gli spettatori attraverso i meravigliosi quadri che compongono lo spettacolo.

Io sono lì, seduta tra il pubblico che applaude e si commuove, pronta a raccogliere gli ennesimi frutti di quello che è l’instancabile, quotidiano lavoro delle Maestre Borriello, della Maitre de Ballet Internazionale Margarita Trayanova e dei Maestri André De La Roche e Steve Lachance.

Da anni seguo i giovani allievi della scuola, anche perché ho il privilegio di sedere nelle commissioni di esame, ma sempre mi sorprendono quelle straordinarie metamorfosi che permettono alle bambine di trasformarsi in piccole donne. Quest’anno figura tra i diplomandi anche il giovane Carlo De Luca, di cui ricordo i primi passi e soprattutto la tenacia, la voglia di inseguire un sogno che alcuni sciocchi pregiudizi riservano alle sole donne. Circondato da punte e mezze punte, unico ragazzo in mezzo a tutù rosa e lunghi capelli graziosamente raccolti, non si è mai perso d’animo, facendo in modo che ogni allieva confidasse nella sua presa per librarsi in aria come una vera etoile.

Nella serata Carlo si è esibito insieme alle altre diplomande: Annamaria Capparelli, Rosa Giordano e Maria Orlando, belle e luminose come ogni adolescente che coroni un sogno.

Le coreografie si susseguivano in un crescendo emozionante, dal classico al moderno e al contemporaneo, recando le prestigiose firme di coloro che da anni consacrano il successo della scuola offrendo a un pubblico, sempre più entusiasta, spettacoli di altissimo livello, simili a quelli che si possono ammirare in un contesto professionale.

Cito con piacere i nomi dei ballerini che hanno dato il loro contributo alla serata, accompagnando i diplomandi nei passi a due: Salvatore Cristiano, Conny Tozzi, Santo Giuliano, Vincenzo Ambrosio e Raffaele Oliva. Una speciale menzione va al Maestro Massimiliano Balestra, che ha curato le coreografie del quadro dedicato alla Hip Hop Dance.

Snocciolo nomi che sono ormai noti. Essi formano un sodalizio in grado di rinnovarsi proficuamente nel tempo, generando bellezza e creatività: valori che nessuna bruttura, tra quelle attuali, può scalfire.

saluto del SindacoIl Regina Coeli conferma la sua lungimiranza nel dare accoglienza, logistica e spirituale, al gruppo di giovani allievi e allieve. L’impegno, che sia profuso nella danza o nella fede, aiuta i ragazzi a confrontarsi con il mondo esterno, laddove – come insegna la cronaca – non c’è più rispetto per la giovane età e tantomeno per i desideri di cui sono portatori.

La scuola Fiori di Maggio rappresenta un baluardo, terreno di insegnamenti che servono alle scene come alla vita. I valori, trasmessi dai Maestri e perpetuati dagli stessi allievi – divenuti uomini e donne – si pongono a presidio di una moralità che va scomparendo; e che con loro si rafforza, grazie alla fusione tra fede e arte: due dimensioni accoglienti, a dispetto di quest’epoca di orribili chiusure e di paure che generano mostri.

 

 

Stefano Wurzburger Ph

 

 

Gamy Moore
Follow me

Gamy Moore

Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
Gamy Moore
Follow me

Latest posts by Gamy Moore (see all)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.