di Francesco Cerminara

 

The Affair

 

New York, oggi. Noah è padre di quattro figli, marito e professore impegnato con la scrittura del secondo libro. A Montauk, invece, cittadina marinara di Long Island, vive Allison. Cameriera sposata, capelli rossi, occhi azzurri e labbra capaci di intrappolare qualsiasi uomo. I due si incontrano in spiaggia, si guardano e diventano presto amanti. Da quel momento, tutti i progetti di vita dei personaggi coinvolti vengono smontati.

Questa è la trama di The Affair, la serie televisiva firmata Hagai Levi e Sarah Treem, già creatori di In Treatment. Una storia che sfida lo sguardo degli spettatori: va avanti e indietro nel tempo, segue le memorie di più protagonisti, accoglie fatti contrastanti e sbanda. Proprio come l’auto che uccide il cognato di Allison.

The Affair è molto più di un prodotto impacchettato con scene erotiche, tradimenti e litigi. La struttura narrativa ha risvolti thriller e basandosi sulle prospettive di Noah, Allison e dei rispettivi coniugi, chiede a chi guarda di prendere parte al gioco psicologico. Chi dice la verità nel piccolo schermo? Chi è l’assassino?

Dominic West e Ruth Wilson, interpreti di Noah e Allison, mostrano tutte le sfumature emotive che un essere umano può possedere. Insoddisfazione, paura e desiderio sono soprattutto scritti sui loro volti, che nel corso delle quattro stagioni (la quarta è appena iniziata) diventano maschere usa e getta. Poche volte, nella serialità televisiva contemporanea, i primi piani hanno espresso così tanta fragilità e le inquadrature hanno trasmesso la sensazione di essere occupate da fantasmi. Noah e Allison, come pure Helen (moglie) e Cole (marito), subiscono le situazioni e il loro vagabondare somiglia a quello del cinema neo-realista. Ogni episodio e finale di stagione, però, lascia spazio a qualche aneddoto da scoprire, perciò il livello di dipendenza degli spettatori cresce. I personaggi, sarebbe meglio dire gli esseri umani, hanno sempre qualcosa da nascondere. Il format, puntando su una scrittura che sparge i pezzi di un’umanità incapace di stare ferma nel ruolo di moglie/marito, rischia di vivere, non si sa in che stato, ancora a lungo.

Per il momento, The Affair ha ricevuto il premio come “miglior serie televisiva drammatica” e Wilson quello come “miglior attrice protagonista” ai Golden Globe 2015. L’anno seguente, invece, la statuetta è finita nelle mani di Maura Tierney, l’attrice che interpreta Helen Solloway, moglie di Noah. Ed era tutto vero.

 

 

 

 

 

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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