di Valentina Boscolo


Quest’anno il Carnevale si tingerà di rosa, il “Martedì grasso” coinciderà infatti con la festa della donna.

Dal 19 Febbraio all’8 Marzo, calli e campielli si animeranno con le tradizionali maschere della Serenissima, turisti, musica ed eventi speciali.

 

Il Carnevale di Venezia ha  radici  molto antiche: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e la parola Carnevale viene utilizzata per la prima volta. L’istituzione del Carnevale è stata causata dalla necessità della Serenissima di concedere alla popolazione, e soprattutto ai ceti più umili, un breve periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri (i cosiddetti “foresti”) si riversavano in tutta la città a far festa. Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi, si azzeravano le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia.

La tradizione delle maschere veneziane è sempiterna e ancor oggi, secoli e secoli dopo la sua origine, è in voga più che mai. Ogni anno si affollano nelle calli le maschere più sontuose e ricercate, accanto a quelle più moderne e stravaganti della popolazione.

A partire dal 1271 inizia la produzione di maschere, con scuole e tecniche specifiche per la loro realizzazione. Cominciano ad essere prodotti gli strumenti per la lavorazione dei materiali.
Dopo la fabbricazione dei modelli, si terminava l’opera colorandola e arricchendola di particolari come disegni, ricami, perline, piumaggi e quant’altro. I cosiddetti mascareri, che divennero veri e propri artigiani realizzando maschere di fogge e fatture sempre più ricche e sofisticate, vennero riconosciuti ufficialmente come mestiere con uno statuto del 10 aprile 1436, conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.

Il Carnevale Veneziano è caratterizzato da una festa fondamentale che è il Volo dell’Angelo: ogni anno un personaggio a scelta si “libra in volo” sulla folla gettando petali di fiori e caramelle, segnando con ciò l’inizio dei festeggiamenti.

Ma ciò che accomuna tutti, grandi e piccini, Veneziani e forestieri, è il gran numero di dolci tipici del Carnevale.

I galani per esempio, denominati nelle altre regioni crostoli, frappe o chiacchiere, ovvero un dolce a forma di lasagna fatto con uova, burro, zucchero a velo, il vero ‘must’ del Carnevale.

Seguono poi le favette, ovvero delle palline fatte di burro, uova e zucchero poi fritte e spolverate di zuccherini colorati; infine le fritoe ovvero frittelle ripiene di uvette, pinoli e crema pasticciera.

Ora che conoscete un po’ di curiosità sul Carnevale della Serenissima, potete iniziare a pensare a che maschera indossare, e inoltrandovi tra la folla essere nobiluomini e nobildonne anche solo per un giorno.

 

 

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