anja seduta

 

Sopra Trübe di Kandinskij (1993) trube di paola

 

Vola Hitler a cavallo d’un missile; 
seguilo tu, Barone rosso,
tra le distese verdi della tua immaginazione;
non distante lo stomaco del mondo digerirà l’esistenza,
i suoi eventi e i suoi drammi.
E tu noncurante murena che lenta sbuchi dalla tua tana,
spingi lo sguardo insonnolito seguendo una preda che non è apparsa.
Il fantasma dei secoli gira in questi ingranaggi
e sfida il coraggio dell’esistente a tradursi.
Ammalàti d’inganni, lenti ci muoviamo verso l’avvenire.

 

 

 

Ora non ricordo bene, ma era il principio degli anni ’90.

M’impressionò un poster di Kandinskij.

Lo condussi a casa come si porta una creatura che ti guarda e dice “cerco casa non da te, ma con te”.

Quell’enorme riquadro mi parlava, bisbigliando silenzioso, e al principio non capivo.

Poi di colpo fu illuminazione. Mi chiedeva uno sforzo ‘intersemiotico’, me che coi Segni allora ci sguazzavo.

Mi fermai a osservarlo, da lontano e da vicino.
Fu così che lo resi mio.

Lui mi ricambiò con la visione. Ciò che chiedeva in fondo era solo che applicassi la mia immaginazione.

 

Tirai fuori poco a poco accostamenti folli, inusitati. Mi dicevo che è così che si sogna, altrimenti avremmo solo la realtà. Sempre ammesso che non sia anch’essa un sogno, un modo d’essere dell’Essere.

 

Saggia ed esperta combinazione cromatica – dal verde muschio al blu petrolio che rendono meno profondo il nero, gravitando in ogni sfumatura dal giallo al rosso – da quel marasma fuoriuscivano lembi di corpi, sagome, teste biomorfe, l’inferno in un paradiso di colore.

 

Quello era Trübe (1917), l’abominevole, accigliato, buio, orrendo e torbido… ma in quella visione spaventosa c’era come la certezza di un camminamento, e in fondo di una meta.

Quello era il ‘mio’ Kandinskij.

Per un curioso scherzo del destino la stampa in mio possesso (titolo e data in basso a destra) risulta ruotata di 180°.

Il solo modo per poterlo leggere e decifrare.

 

anja at work 

Osservando le opere di Anja Pauseback per Roma mi è capitato di rispolverare il ‘metodo’, andare alla ricerca di ciò che s’intravede fra gli strati.

Un intero ciclo, fra dipinti e stampe, dedicato alla capitale, emblematico esempio di una struttura ‘stratiforme’, che nel Tempo e nello Spazio rivela quotidianamente parte dei suoi inestimabili tesori. E così come l’oggetto rappresentato, anche l’approccio e la modalità di esecuzione appaiono ‘stratificati’.

 

Scrive Anja:

“Lo sviluppo graduale della politica, della cultura e della società può essere visto anche come un modello a strati. Da una cosa nasce un’altra: un susseguirsi di azioni, reazioni, trasformazioni e processi mentali. I risultati, anche sentimenti e ricordi, si sovrappongono, si ricoprono uno con l’altro. L’esito finale risulta formato da tanti singoli pezzi. Visibile è solo la superficie, il confine anteriore con la propria, determinata trasparenza. Nel sottofondo si trovano – non più visibili – i nessi nascosti che non possono più essere riconosciuti a prima vista da noi. Però, questo non-più-visibile si ripercuote lo stesso sull’oggi e sul domani.”

colombina
Le sue figurazioni immateriali, astratte, informali, a volte surreali racchiudono all’occhio del visitatore ciò che lo stesso fruitore riesce a cogliere estrapolando dall’esperienza personale, in questo modo arricchendo in modo originale il percorso e itinerario alla base.

 

Occorre darsi un agio, un tempo non fuggevole e distratto, una visione che non si distolga dalle immagini per gustare appieno la magia di queste tele così finemente intessute, e con lo sguardo rivolto ad esse muovere una carezza a se stessi.

 

 

Anja Pauseback ha già esposto in diverse gallerie in Germania e collabora a progetti di avvicinamento dei bambini all’arte. Insegna in corsi di pittura per adulti (principianti e avanzati).
I suoi lavori sono stati nominati due volte per il prestigioso Palm-Art-Award.

 

 

Anja Pauseback

“Roma: stratificazioni nel tempo e nello spazio di Anja Pauseback”
 

 

Prima esposizione in Italia a Roma, 26 maggio-8 giugno 2012

presso makemake, Via del Boschetto 121

tel. 328 4153641

392 0112210

info@makemake.it

www.makemake.it

 

Orario d’apertura della mostra: da martedì a sabato dalle ore 16 alle 19.30
Vernissage: sabato 26 maggio 2012 dalle ore 19 – open end
 
Dal 24 al 27 maggio sarà presente anche l’artista a Roma per un eventuale incontro personale con chi desidera conoscerla e parlare delle sue opere.dipinto anja

 

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi al suo ufficio stampa in Italia:

Katrin Walter, simply walter, Via Beccaria 3, 27043 Broni (PV)

telefono +39 0385 569044

+39 0385 836503

mobile +39 335 6576923

simply ideas. simply solutions. simply walter

pr marketing communication translation

 

 

Copyright immagini: Anja Pauseback

 

 

 

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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One thought on “Anja Pauseback – E ti fermi a pensare…

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