che notte 

Che notte quella notte!…

 

Non era Fred Buscaglione né la vecchia réclame di un noto insetticida.

A distanza di ore la mia mente girava come un disco rotto, o meglio cercava di distrarsi dalla furia omicida che m’aveva preso. Perché sì, ancora una volta dopo 2 sole settimane, il trillo del telefono m’aveva praticamente sbarrato gli occhi e obnubilato il cervello…

 

Pare che scaraventarmi giù dal letto sia diventato uno sport nazionale, o meglio un torneo delle nazioni (Berlino il 1 aprile insegna)…

Solo che stavolta il motivo c’era: per un pelo non c’è scappato il morto.
Oltre a quello che avrei fatto volentieri io… pennichella

Colpa di quelle strane voglie che colgono Ramon due volte al giorno, vale a dire al mattino, quand’è ancora buio, mentre abbarbicato a Cla’ si desta il suo apparato ‘ricreazionale’, oppure nel dopopranzo, che nei comuni mortali induce normalmente a pennichella. Nei comuni mortali, ma a lui no…

 

Beh, come che sia, Cla’ (ancora al quinto sonno) si era sentito calare giù l’elastico dei boxer e una ben nota mano aveva preso a massaggiarlo…

 

 

– Mmmmmm… (non chiedetemi di chi sto mugolio…)

 

 

Dai e ridai, uno mica è di marmo sai, ci prende gusto… e invece nel bel mezzo s’ode in un sussurro caldo e pur suadente

 

(Ramon) – Devo fare pipì… tu non ti muovere, faccio in un minuto.

 

Un minuto, ssseeee

 

Saranno stati perlomeno 5 minuti buoni, se non di più, tra il prendere la mira, tirare lo sciacquone e risciacquarsi per benino. E quando manca il gatto, si sa, i topi che non ballano vanno magari a caccia…

 

feromoniCla’ era già tornato al sesto sonno a dispetto del suo Gigio, mentre anche un altro essere si era ridestato, già pregustando di sostituire l’assente con giustifica.
Colpa dei ferormoni circolanti nell’aria, filtrati da sotto le coperte (perché a Roma a metà aprile è ancora freddo), specie quando l’uomo caliente s’alza in fretta e furia e lascia un varco aperto.

 

Attizzato dall’aroma celestiale d’ottima materia prima, qualcuno (a parte me) aveva letteralmente perso il ben dell’intelletto, tanto da non accorgersi dell’arrivo catastrofico del solito tsunami.

 

Ramon (sollevandosi di colpo) – Scusa! Ti ho fatto male?

 

(la voce ancora impastata)

Cla’ – Ehhh?

 

Tastando al buio la massa appena schiacciata

– Togli sto piede!

 

(interdetto)

– Quale piede?

 

 

Ramon fa per dare un colpetto alla massa, cercando di scostarla da sopra la coperta
– Questo!

 

Si accorge però di botto che a quel piede mancava la gamba…

 

– Oh mio dio! Accendi la luce Cla’!

 

 

Potete immaginare la sua faccia quando, sollevata la coperta gli apparve il muso esanime del suo rivale, quello che lui chiama il sorcetto… schiacciato

 

(urlando) – IGOR!!!!!!!!

 

Ma stavolta il tono di Ramon non era di rimprovero, piuttosto di disperazione.

La creatura non dava in apparenza alcun segno di esistenza in vita.

  

– CAZZO Cla’ facciamo qualcosa!!!

 

 

Riportato di colpo ad uno stato di veglia a dir poco agitato, Clarence non sapeva lì per lì che cosa fare. Avete presente gli imbranati totali?

 

Cla’ – Scuotilo, vediamo se è ancora vivo!

 

Ramon aveva perfino paura di toccarlo, non sapeva come tastargli il battito. E comunque al polso non percepiva niente.

 

Cla’ – Ma non dal polso, dal cuore… anzi no dal collo!!!

 

 

Non avvertendo nulla, Ramon era sempre più nel panico.

 

 

Cla’ – Metti le dita vicino alle narici!

 

E anche così nulla di fatto.

 

 

– Oddio Cla’ fallo tu io non sento niente!

 

 

Ma neanche Cla’ riusciva nell’intento.

– Chiamiamo il veterinario, anzi no la guardia medica, a quest’ora…

 

Ramon – Ma io non so chi è il veterinario!!!

  

idea geniale
– Pa’!!! Chiamiamola!
Lei lo saprà sicuro!

 

Ramon non riusciva a coordinarsi, sembrava totalmente in panne.

 

Cla’ – Cazzo fai lì impalato!
Muoviti!

 

 

Pochi secondi e Cla’ era al telefono con Pa’, mentre Ramon al cellulare con la guardia medica veterinaria.

 

 

– Come scusi? Sarchiapone?
Mi sta sfottendo?

 

Coadiuvato da Pa’ (in telephone-conferenza), Ramon si spiega meglio.

 

 

– … Ahhhhh! Ora sì…

È una specie che frequento poco, ma com’è che ce l’avete in casa?
Comunque guardi non lo sposti, potrebbe avergli lesionato la colonna…

 

(Ramon, fuori di sé) – Non mi dica!!!

 

 

– Che colorito ha?

 

– È grigio, ma è pallidissimo…

  

– Cinereo? Brutto segno…
Non si agiti comunque, sto arrivando.

 

——-

Qualche minuto dopo

 

Davanti al corpicino del ‘sorcetto’ sottoposto a auscultazione, Ramon sembrava quasi voler piangere. Cla’ cercava di rassicurarlo, sfiorandogli il braccio con discrezione.

 

 

ossigeno– Respira ancora, ma il battito è molto debole.

Ora gli diamo un po’ di ossigeno, magari basta a tirarlo su…

(pausa)

 

 

veterinario – Sembra reagire…

(tastandolo) a giudicare da come muove gli arti non mi pare abbia avuto danni…

 

 

Né Cla’ né Ramon osavano fiatare. Il silenzio era irreale.

 

Poco dopo

– Di che si nutre?

 

 

E qua ti voglio…

Ramon e Cla’ si scambiano uno sguardo, poi Ramon prende a balbettare imbarazzato

– Li…quidi corp…

 

– Mi scusi non ho afferrato…

 

 

Ma a quel punto l’imbarazzo era tale che Ramon non sapeva proprio come andare avanti.

 

Clarence – Vede dottore, Igor è un ‘ucc’..latore, insomma si nutre di…    patta

(e gli muore la parola in gola)

 

 

(perplesso) – Carogne?

 

 

– Nooo… Quello che esce da qua (indicandosi la zona del corpo)

 

 

Il dottore lo guarda di sbieco.

– Mai sentita una cosa simile! (pausa)

E scusate… come fate?

 

 

Ramon – Ehhh!!!

 

  

– Credo di aver capito…

E resta ammutolito.

 

 

– Bene, allora mi sa che conviene procurarne un po’… così gli portiamo un po’ su la glicemia…

 

 

Ramon lo guarda interdetto, quasi che gli avesse chiesto una missione impossibile.

– Adesso?

 

– E quando scusate? Ora sta male…

 

 

Ramon e Cla’ si scambiano un’occhiata che è tutta un programma.

 

 

– Non vi preoccupate, non lo dovete fare davanti a me, andate pure di là…

 

 

Cla’ – Ma…

 

veterinario – Ma che?

 

Ramon – Chi dei due deve… procurarlo?

 

 

– E lo chiedete a me? Io che ne so? (pausa)

A chi ‘attinge’ di solito?

 

Ramon (fulmineo, indicando Clarence) – A lui!

 

Cla’ lo fulmina con lo sguardo.

 

 

provetta– Bene, e diamoci da fare allora… che sarà mai!

(a Cla’) Vuole una provetta?

 

Cla’ scuote la testa e si allontana, l’aria scura.

 

 

(a Ramon) – Lei che fa, aspetta qui con me?

 

Ramon non sa che dire

– Ma sì, lui è un esperto ormai…

 

Il veterinario gli lancia un’occhiata che potete immaginare.

 

 

5 minuti e Cla’ è di ritorno col materiale in un bicchiere di plastica.

 

– Meglio adagiarlo in una bacinella, così lo pesiamo anche.
Ne avete una?

 

Sistemato alla meglio in una vaschetta per le piante, Igor si guarda attorno un po’ confuso.

 

Al solo avvicinare il bicchiere alle narici il battito di Igor prende a tumultuare.

Beve dapprima lentamente e incerto, quindi emette un gemito profondo e chiude gli occhi.

 

  

Ramon lo incalza

– Che dice dottore? Ce la farà? dubbio

 

– Non lo so, dobbiamo aspettare che faccia effetto.

(pausa)

Mettetevi comodi, tanto la tariffa non sale…

 

  

Intanto richiama Pa’ per sapere se ci sono novità, e Cla’ le spiega cosa hanno tentato.

 

Il veterinario riprende ad auscultarlo, il battito è ancora debole ma più regolare.

Si rivolge ad Igor, chiamandolo per nome.

Igor appare poco propenso a collaborare, seduto rannicchiato come in dormiveglia.

 

Il dottore si rivolge a Ramon

(a voce bassa) – Provi lei.

 

Ramon si avvicina, si china in avanti, lo chiama.

Di colpo Igor spalanca gli occhi e arretra, spaventato. Poi si aggrappa tremante al bordo della vaschetta, scrutando con timore negli occhi di Ramon, quasi a carpirne le intenzioni.

 

igor spaventato
(supplicando) – No Igor, non fare così!

 

Igor prende a sibilargli in faccia.

 

 

– Non l’ho fatto apposta, non sapevo che eri lì…

 

(il tono dolce) Guarda, c’è pure Cla’ (e gli fa segno di avvicinarsi). Vedi?

 

Cla’ si fa dappresso e lo accarezza.
Igor cambia immediatamente espressione e si lascia toccare.

Cla’ dolcemente gli sussurra

– Vuoi un po’ di roba buona?

 

Igor fa segno di sì.

 

Cla’ cerca conferma nello sguardo del dottore.
Quest’ultimo approva.

  

– La vuoi da Ramon? ramon sguincio

 

Igor fa una smorfia poco convinto, poi sembra annuire.

 

 

Cla’ a Ramon

– Vai, che aspetti?

 

 

Ora è Ramon a fare una smorfia.

Poi sospira e si allontana.

 

 

Ma la nuova somministrazione non fornisce l’effetto della prima.
Igor accosta il muso al bicchiere, ingoia, e Bleah! per poco non sputa tutto fuori.

 

Ramon spazientito – Ohhhhhhh, questo passa il convento…

Poi torna ad essere di nuovo dolce
– Devi aspettare un po’ per averne dell’altra da Cla’, e su ja!

 

 

Il veterinario ha assistito alla scena e ha perso ogni parola.

 

 

Ramon – Visto che dobbiamo ingannare l’attesa, c’è altro che possiamo fare?

 

(lapidario) – Il referto, se non le dispiace.

 

 

Ricollocato sul letto, Igor viene dapprima misurato con un metro, nuovamente tastato e auscultato senza che mai stacchi il suo sguardo da quello di Cla’.

Quest’ultimo capisce cosa deve fare.

igor beato
Si sistema su un fianco accanto al paziente, tira giù la zip dei pantaloni e lascia che la sua manina si insinui all’interno dei boxer.

L’espressione di Igor si fa immediatamente beata. Idem il veterinario.

Di colpo infatti Igor ha ripreso colorito. E pure una discreta verve…

 

 

Un’ora e un quarto dopo, in cucina, davanti ad una tazza di caffè e dei pasticcini, Ramon e Diego (il veterinario) vedono ricomparire Clarence.

 

 

Ramon – Allora?

 

Cla’ – Sembra tornato totalmente in sé, e ovviamente ha fame…

 

 

Ramon – È l’ora della manna…

 

Cla’ (bevendo al volo un sorso di caffè)

– Allora vado…

 

 

Diego – Serve una mano?

 

——-

Volere o volare s’era dovuto fare… Igor non sembrava mai sazio, e secondo Ramon era chiaro: ci marciava…

 

Chi l’avrebbe mai detto, la dedizione al lavoro di Diego era totale, s’era perfino offerto di dare il suo contributo alla causa.
Ma Igor ha sempre avuto le idee chiare, e aveva montato su un bel piccio. Solo ‘una’ manna fa miracoli…

 

scop

 

Cosa non si fa per una spremuta di Cla’…

 

 

Resoconto (agitato) e a più mani degli inviati di SCOP (Gamy Moore, Farina, soci e ‘sorci’)

 

 

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Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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