Eccomi qua. Ho un sorriso falso e un paio di mani d’argento finto. Le monete nella mia tasche sono scadute, e il tempo, il mio tempo, non ha la stessa unità di misura corrente.
Confuso, isterico, impaziente, ascolto silente il mio spirito stretto e incastrato in questo corpo che è merce di scambio per l’aldilà.
Dammi l’eterno che ti dono la carne.
Putrefazione futura.
Maleodorante carcassa in decomposizione.
Pasto per vermi.
E io ghignante mi vedo marcire da fuori.
Piangerà qualche puttana per questo corpo!
Compravendita di una vita. Scambio equo e solidale: due soldi un amplesso.
Tutti in fila a osservare feticcio/Morte/carnale totem di materia caduca e inutile.
E ora mi guardano questi figli di troia!, ma tra soli tre giorni chi ne avrà il coraggio?
Ah! quegli occhi dispiaciuti/bocche assetate di sangue!
Non guarderanno, ci scommetto, avranno conati di vomito, repulsione.
Va a male!, diranno turandosi il naso!
Come è simile la vita, come ho amato decompormi, andare come carne a marcire dentro angoli umidi fatti di cemento segnato.

Eccovi in fila alla festa del pianto.
Prassi del dolore:
– Capo chino.
– Testa tra le mani.
– Disperazione
Allenati alla genuflessione vi prostrate davanti l’uomo in croce.
Lo pregate e mi sputate in viso!
Mi lacerate le carni!
Mi strappate le vesti perché siano alla luce i miei difetti!
Volete vendetta e la chiamate giustizia!

Pregate per me, bastardi!, pregatemi ora!
Venite a infilare le dita nelle mie piaghe.
Nelle mie carni lacerate.
Venite a baciare la mia bocca smunta.
Accorrete a lasciare le vostre unghie nello strato livido di pelle!

Non lo farete vecchi e ipocriti.
Non lo farete falsi e laidi.
Non lo farete nel vostro credo di legno e ferro. Perché non è cosa per voi baciare le piaghe di un condannato a morte che tra tre giorni non rivedrà la luce!
Non è cosa per voi, vigliacchi che adorate lo spirito ma piangete la carne, che adorate la carne a patto che non marcisca.

E allora, eccomi a voi, in diretta nell’ultimo atto. Quello finale. Avete pagato e il biglietto vi brucia nella tasca come l’attesa.
Il mio culo nudo basterebbe a scioccarvi, ma che volete che sia vedere un uomo che muore con un’iniezione letale!
Ed ecco perché, per lo spettacolo finale, vi ho preparato una sorpresa a dir poco fulminante!
Guardatemi ora, su questa croce elettrificata, guardatemi ardere, ridere e friggere! E adesso gioite, la morte è servita!

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