We’ll always have Paris

“Richard, guarda qui”

Richard smette di piegare abiti e va nella camera da letto dove si trova la sorella.

“Cosa c’è?”

Lena ha in mano il vecchio portagioie della madre. Il fondo è sollevato e sotto sono dei fogli ingialliti.

“Un doppio fondo? Mamma aveva un nascondiglio segreto?”

Richard prende in mano i fogli e li apre.

“Sono delle lettere. Lettere vecchie, del tempo della guerra. Io ero appena nato”.

“Si riesce ancora a leggerle?”

“Sì. Aspetta che metto gli occhiali”

Richard si siede sul letto della madre. Lena si accomoda al suo fianco.

“Allora…

Parigi, 20 Agosto 1944

Cara Ilsa,

Non so se riceverai mai questa lettera. Non so nemmeno dove spedirla. Spero tu sia arrivata in America, con Victor.

Sono passati quasi tre anni da Casablanca eppure sembra una vita.

Quella sera, la tua partenza è coincisa con la morte di Strasser e la nascita di una grande amicizia con Renault. Due giorni dopo abbiamo lasciato assieme Casablanca per Lisbona. Sam è rimasto al Rick, ora è di Ferrari.

Da Lisbona abbiamo proseguito fino in Francia. E qui ho trovato la prima sorpresa: le brigate di liberazione ci attendevano. O meglio, attendevano Renault: la vecchia volpe ha fatto il doppio gioco per anni. Mentre i tedeschi lo credevano un collaborazionista, lui mandava informazioni riservate alle forze di liberazione. È stato accolto come un eroe.

Il resto sono battaglie e morti. Tre lunghi anni preparando la strada per lo sbarco in Normandia. Tre lunghi anni per arrivare qui, alle porte di Parigi, dove entreremo domani ad appoggiare la rivolta all’interno della città. Domani rientro nella nostra Parigi.

Questa guerra sembra non avere più fine, e ogni giorno che passa, ogni chilometro camminato, ogni città conquistata è nulla.

Solo la liberazione di Parigi sarà una tappa importante.

Cercherò il nostro caffè. E stapperò una bottiglia di Champagne, here’s looking at you kid!

Fischio spesso “As time goes by”. Non riuscivo ad ascoltarla dopo averti perso, non riesco a dimenticarla dopo Casablanca.”

“Ma la mamma quando è stata a Casablanca” chiede Lena

“Prima di venire in America. Sono dovuti passare attraverso Casablanca e poi Lisbona. Me lo ha detto papà una volta”

“Continua”

“….dopo Casablanca.

Mi manca Sam.

Chissà cosa mi succede. Non mi sono mai sentito solo. Anche a Casablanca, avevo la rabbia a farmi compagnia. Prima, avevo idee, foga, spirito. Sam. E per troppo poco, ho avuto te.

Da quando sei salita su quell’aereo, la rabbia è sparita. E per la prima volta mi sono sentito veramente solo.

Ma ora basta Kid, non ti voglio triste. Per me sei sempre la Ilsa sorridente di quel pomeriggio alla torre. Ho la foto sempre con me. Domani entrerà anche lei a Parigi.

Ti arriverà questa lettera, in qualche modo, un qualche giorno. E riderai di me, distante, in un mondo libero.

Here’s looking at you, kid.

Rick”

“Richard, tu lo sai chi era questo Rick?”

“Papà mi ha raccontato a volte di un Rick che li ha aiutati a Casablanca. Potrebbe essere lui”

“E l’altro foglio? Un’altra lettera?”

Richard prende la lettera e la apre. All’interno una foto di una giovane Ilsa abbracciata a un uomo scuro di capelli, dal viso squadrato. Ilsa ride come Richard e Lena non l’hanno mai vista fare.

“Fammi leggere. Ecco…

Parigi 26 Agosto 1944

Stimata Signora Ilsa Lund

Mi duole scriverle queste righe per informarla che il signor Richard Blaine è caduto in combattimento il 24 Agosto scorso mentre entrava a Parigi a capo di una squadra della resistenza.

Per il suo coraggio, gli è stata concessa la Legion d’Onore.

La lettera e la foto qui allegate erano in suo possesso. Grazie a loro siamo riusciti a rintracciarla.

Siamo orgogliosi di aver servito a fianco di un uomo come Richard Blaine.

Sentite condoglianze

Jerome Petit

Comandante seconda divisione

France Livre

Richard e Lena siedono fianco a fianco. Nelle mani la foto di un passato nascosto. Dentro di loro, tante domande che non avranno mai risposta.

 

Ogni tanto, raramente, il cinema produce qualcosa di immortale. Casablanca è l’esempio che per fare un capolavoro non servono miliardi in effetti speciali: serve una storia, servono attori veri e non solo belle facce, serve una regia capace.

È così che nascono le leggende.

Con Affetto

IK

 

Giudizio di Casablanca, di Michael Curtiz, 1942: semplicemente imperdibile.

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