Sono appena passate le tanto attese – o disattese – festività natalizie.

C’è chi attendeva un regalo, chi solo un periodo di pausa dal lavoro, chi di rivedere una persona cara, chi di addobbare la casa a festa, chi di ritrovarsi con parenti e amici e chi si è depresso più che in altri periodi dell’anno.

Credo, in ogni caso, che il Natale abbia un proprio fascino; e nel mio caso trae origine da ricordi dell’infanzia – i regali, i pranzi con genitori e parenti, i giochi con i cugini – e dai magici luccichii che riempiono gli occhi di gioia, emanati dalle luminarie in città a cui regalano un tocco di calore e colore in una stagione che altrimenti sarebbe fredda e uggiosa.

Ma inevitabilmente (per molti) il Natale è caratterizzato da giorni d’intenso stress. Che regalo faccio a questo? E a quella?

E tutti o quasi – chi in anticipo, chi last minute – si tuffano ostinati e impavidi alla ricerca dei giusti doni, fra gli immancabili mercatini di Natale o nei grandi e affollati centri commerciali. E giù a scalciare e sgomitare in migliaia compressi in questi enormi hangar dei grandi acquisti o al freddo tra le tante pittoresche bancarelle di artigianato o pseudo tali ma comunque a prezzi da atelier!

Questo non è stress? Per me sì!

Torni a casa sfatto dopo alcune ore di pellegrinaggio fra immensi magazzini, piazze gremite di gente e i recenti iper-store made in China!

Ma è anche vero che questa rincorsa ai regali fa poi parte della grande magia del Natale. In fondo tutti, grandi e piccini, attendiamo una bella sorpresa magari per il nuovo anno – e quest’anno, almeno dal punto di vista economico, non è stato affatto bello – che sia materiale o no.

Non è meraviglioso vedere i propri figli, nipoti o semplicemente dei bambini in trepidante attesa di aprire i regali di Babbo Natale sotto l’immancabile albero sfavillante?

Osservare come s’illuminano e si riempiono di felicità gli occhi dei piccini nello scartare di corsa il tanto atteso dono, credo possa ricompensare lo stress e la stanchezza per le ore passate nei grandi ‘Babbi-magazzino’.

È altrettanto bello scorgere nei sorrisi del partner, dei genitori, di parenti e amici la soddisfazione per la strenna ricevuta.

Ma non solo dare, anche ritirare un presente ci gratifica. Certamente, una volta scartato il pacchetto, non sempre ci troviamo in mano una bella sorpresa. Spesso qualche ‘simpatico’ parente o conoscente ci rifila una brutta cornice che ormai ha fatto il giro di tutti i congiunti e amici oppure un’orrenda camicia di flanella – pure di terza mano – degna, come tovaglia, della peggiore osteria di periferia!

Ma forse, come si suol dire, quel che conta è il pensiero!

In questi casi è possibile porre rimedio alla delusione personalmente facendoci autonomamente un bel regalo di Natale.

Ognuno avrà chiaro ciò che vorrebbe e cosa può regalarsi. A me fa piacere consigliare di entrare in una libreria in cui perdere alcune ore a sfogliare libri (e anche guide turistiche!) di ogni genere, sceglierne uno da mettere sotto l’albero. Che cosa c’è di meglio, nelle fredde serate invernali, di una bella lettura in salotto avvolti nel plaid? Non ha importanza il tipo di libro, l’importante secondo me è mantenere il cervello allenato, magari viaggiare con la fantasia leggendo!

Oppure perché non regalarsi un bel cd della musica che preferiamo – che sia Laura Pausini o Leonard Cohen – da ascoltare per rilassarsi? Ancora, potremmo omaggiarci con un abbonamento al cinema o al teatro che non è mai un peccato.

Tra un acquisto e l’altro sarebbe pure bello farci un altro piccolo dono, andare a una mostra!

Ci sono città come Roma, Bologna, Milano in cui si ha l’imbarazzo della scelta fra le tante mostre e gli innumerevoli eventi offerti. Ci sono altre città invece, come ad esempio Pordenone in cui vivo, piccole realtà un po’ decentrate, dove l’offerta è più limitata e a volte snobbata dagli stessi abitanti.

Di recente a Pordenone è stata istituita un’interessante galleria d’arte moderna dislocata in vari spazi espositivi della città. Un’iniziativa artistica e culturale encomiabile, uno sforzo non indifferente per una cittadina che è poco più di un grande paese dalle limitate potenzialità turistiche (sebbene l’antico corso che attraversa Pordenone sia un gioiello con palazzi e affrescati anche del 1300).

Eppure sembrerebbe che questo sforzo non venga premiato dal giusto afflusso di visitatori anche nostrani! Pare, infatti, che l’investimento non abbia avuto il riscontro di pubblico atteso. Un vero peccato se si pensa che le mostre offerte sono piuttosto interessanti: Jim Goldberg ‘In trecento scatti il percorso artistico del fotografo americano’, Corrado Cagli e il suo Magistero ‘Mezzo secolo di arte italiana dalla Scuola Romana all’Astrattismo’ e tante altre iniziative. Senza poi contare la notevole mostra permanente che comprende opere di Mirko Basaldella, Armando Pizzinato, Luigi Vettori, Giuseppe Zigaina, Luigi Zuccheri e ancora Giorgio De Chirico, Massimo Campigli, Roberto Crippa, Filippo de Pisis, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Alberto Savinio, Mario Sironi ecc. La collezione si completa con una raccolta di opere grafiche tra cui Pablo Picasso, Georges Braque e Marc Chagall.

Benché la nuova Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone stia lentamente prendendo piede, può essere che l’ancora limitata risposta di pubblico possa imputarsi a una scarsa pubblicità dell’iniziativa. Penso però che molto dipenda anche dal fatto che purtroppo Pordenone sia una città ancora intrisa di provincialismo e quindi non pronta ad accogliere ‘novità’ così poco classiche.

In un articolo comparso ne ‘Il Gazzettino’ (edizione locale), Gianfranco Segatto lamenta che Pordenone non sia «mai sbocciata dal provincialismo più acuto». L’autore nell’articolo si riferisce a uno spettacolo teatrale, a suo parere meraviglioso, rappresentato il mese scorso in un teatro minore della città, passato praticamente inosservato. Segatto è convinto che questo spettacolo sarebbe stato un successo se fosse stato ‘ratificato’ dal Teatro Verdi* «con sfoggio di abiti e acconciature: non importa che si rappresenti un brutto spettacolo, l’importante è che sia il Verdi a sdoganarmi come intellettuale e amante del teatro.» *[il principale teatro della città].

Forse un discorso simile vale pure per la ‘Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone’? Probabilmente quel che conta, in queste realtà poco aperte, non è tanto la qualità offerta ma, come dice Segatto, che ci sia qualcuno o qualcosa di prestigioso a ‘sdoganare’!

Mi auguro di essere in errore.

Dunque, come dicevo all’inizio, durante queste festività oltre che acquistare, imballare e scartare regali, potremmo dedicare del tempo anche a qualche iniziativa culturale e artistica.

Ebbene se siete della zona o volete fare una gita in provincia di Pordenone, vi consiglio ancora una volta, dopo aver fatto un gradevole giro in centro, di visitare anche le esposizioni di arte moderna e contemporanea (http://www.artemodernapordenone.it/).

Auspicando che il Natale sia passato in un propizio clima di serenità, auguro a tutti un felice Anno nuovo, perché no, magari con un pizzico di ‘arte’ in più che non guasta mai!

      
 

 


Si ringrazia per l’editing Alessandro Canassa Vigliani

 

 

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