di Gamy Moore
Tempus fugit, e poiché non ne ho abbastanza oggi, senza perdere tempo vi parlerò del Tempo, della sua mancanza e di quanto ce ne vorrebbe, tempo permettendo… Certo se avessi più tempo mi dilungherei. Ma andando di fretta, faccio ancora in tempo a dirvi la mia?
Il Tempo… Chi non vorrebbe averne di più, in quantità e qualità. E soprattutto senza incorrere nei suoi effetti negativi, ovvero di invecchiare e arrivare al capolinea, specie se si ha la consapevolezza di non averlo vissuto appieno o per il meglio.
Tema, concetto, astrazione concreta che sembra attanagliare da tempo immemorabile, e qui ci vuole, i nostri giorni, per un motivo o per l’altro. Perché anche organizzandosi per evitare gli sprechi, non se ne esce. Il tempo a disposizione per ciascuno di noi è limitato, e come in una clessidra a un certo punto non ce ne sarà più. E addio. Saremo risucchiati dal cosmo, dal nulla, da un affresco dantesco o bloccati davanti a un giudice inquisitore cui nulla sfugge. È così per tutti, no?
Forse non per i Ladri di tempo, che al dominio di quel maledetto – il Tempo – per un po’ riescono a sfuggire. A che prezzo, però…
È quanto compiutamente si legge in un romanzo breve di Vincenzo Romano e Linda Talato, pubblicato tempestivamente in ebook da Delos Digital. Si segue con interesse ed emozione, in tempi brevi. Ma a rifletterci su, vista la variegata gamma di temi che reca in sé, si è spinti a ripercorrerlo e a guadagnare in sfumature.
Che il tempo non cresca nel campo dei miracoli anche uno come Pinocchio lo capirebbe, ma in un contesto in cui esista il Chew-9, eh no, signori le cose cambiano. Mai sentito parlare di questa sostanza?
Copio-incollo, per fare prima. Anzi, rubo e cito:
“Il Chew-9 è la sostanza più preziosa della galassia. Un potente allucinogeno capace di fare interagire l’immaginazione con la realtà, manipolando la materia per ottenere effetti sconvolgenti. Una droga che solo i ricchi e i potenti possono permettersi. A costo di annientare intere civiltà…” (Franco Forte)
Una droga presuppone chi la spacci. E dunque protagonista è qui Soria, una che è passata attraverso un’esperienza devastante – nello spazio – che intende gettarsi alle spalle. Non solo, anche nel miglior modo. Lei che la morte l’ha sfidata vuole allontanarla per sempre, o quasi. In più rimanere giovane. Come? Scambiando droga, e i sogni che può indurre in ignari malcapitati, con anni di vita per sé, che la riportino indietro nel tempo. Una ladra di tempo. E che ladra… Una sorta di vampiro tecnologico che prosciuga gli altri del bene più prezioso.
Ma fino a quando può durare? Ci sarà l’intoppo? E poi, è la sola ad agire così?
Domande alle quali la lettura – una variazione fanta(sy)scientifica del sogno dell’eterna (o quasi) giovinezza, della vita il più possibile prolungata – dà ampia soddisfazione.
E se è vero, come è vero, che non a caso la protagonista è donna, che giungano immediati i rimandi a molti altri illustri titoli, letterari e filmici, anche recentissimi, stante l’attualità di una tematica comunque universale, va sottolineato che l’argomento ha di per sé una tale presa per gli umani che continuerà ad arricchirsi di sempre nuove sfaccettature. Specie per chi abbia nello specchio il suo principale interlocutore.
C’è però un rischio nell’avventurarsi in questa lettura. La collana a cui appartiene è ben fornita, e di Chew-9 trovate al momento 59 titoli. Se volete un valido assaggio partite da Ladri di tempo. Ma fateveli bastare, centellinateli con cura.
Se poi diventate dipendenti, non sarà necessario avere tasche alla Elon Musk, per procurarveli. Fate magari incetta, sai mai qualcuno li rubi tutti.
Il sito lo trovate qui, H24:
Ladri di tempo:
https://delos.digital/9788825431742/ladri-di-tempo
Ve ne ho rubato troppo?
Vincenzo Romano, Linda Talato, Ladri di tempo, Delos Digital, 2025
Chew-9, La droga del benessere, collana a cura di Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto
Copertina di Dante Primoverso
PS
Il mio Chew-9?
Leggere aiuta la mente a mantenersi giovane, allieta lo spirito, allontana lo stress. E anche le rughe.
Parola di vecchietta, antica o boomer che dir si voglia. Con buona pace di orologi e specchi.
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