C’è lui che è uno scrittore fallito che non riesce a scrivere il suo libro e si chiama Eddie Morra (Bradley Cooper). No, non è parente di Lelle Morra, però l’hanno voluto chiamare così lo stesso. Eddie è tanto sfortunato che «fortunatamente c’ho Lindy», ma Lindy lo lascia subito, all’inizio del film. Allora lui dice che non è un drogato e neanche un ubriacone, ma gira vestito come uno di loro. Subito chi incontra? Il suo ex cognato: con Melissa durò poco, diciamo un nanosecondo. Suo cognato lo sgama subito e gli dice: «Eddie Morra, hai l’aria di uno che vive per strada». «E tu invece che fai, spacci ancora?». «Nooo! Perché non provi questa pastiglia che ti aiuta pure a scrivere il libro e ti sblocca la creatività?». Lui, Eddie, quasi si offende e dice che non prende quella roba, ma se la mette subito in tasca. Facendo strada verso casa, l’ha già ingoiata.

Noi usiamo il cervello al 20% delle possibilità e questa pillola che fa? Sblocca i recettori del cervello e capisci tutto, mica è una droga, è un farmaco: prima eri cieco e ora vedi, tutto qua. Eddie vede cose che noi umani non potremmo immaginare, sente meglio, nota particolari e gli si scioglie la parlantina. Eddie ha visto un libro dodici anni prima in un college e ora lo riconosce da un angolo nascosto in una borsa. Informazioni da qualche mostra, documentari visti distrattamente in tv: tutto trabocca dai suoi lobi frontali, mescolandosi in un frizzantissimo cocktail che offre ai suoi interlocutori stordendoli e stupendoli. Loro cotti, cadono ai suoi piedi. Ma non solo, perché appena si siede al computer, Eddie scrive di getto le pagine iniziali del libro. È già sotto contratto con un editore (ma come, direte voi, allora non era esattamente fallito? E io: che ne so? Chiedetelo allo sceneggiatore) e gli porta il mano-dattilo-scritto. Wow, fantastico!

Però, l’effetto finisce e a Eddie era piaciuto. Lui, sia chiaro, non si droga. Ma questa non è una droga, è un farmaco. Allora va a trovare l’ex cognato e quello: «Ne vuoi ancora? Allora vammi a ritirare i vestiti in lavanderia». Lui capisce che ormai è nelle sue mani, anche perché quello che sembrava un farmaco è in realtà una droga che nessuno, tranne l’ex cognato, sa chi la produce. Eddie pensa: ma sì, posso pure pulirgli il cesso se serve ad avere le pilloline. Però quando torna con i vestiti della lavanderia lo trova morto stecchito, prende una mazza da golf per paura d’incontrare gli assassini, aiuto aiuto, chiama la polizia, rovista i cassetti, si mette un pacco di pillole da due chili dietro la schiena e quando arriva la polizia lui che fa? Niente, tranquillamente apre la porta e loro lo portano alla stazione di polizia senza perquisirlo.

Il capo dei poliziotti, che è un genio nonostante non prenda le pillole, mica pensa che uno che è stato nell’appartamento possa essere l’assassino e, dopo un interrogatorio sfiancante durante il quale gli passa pure una telefonata dell’ex moglie, gli dice: «Mi dia il suo numero di telefono, non si sa mai», né un documento, né altro, e lo lascia andare. Questo e non solo in Limitless di Neil Burger.

Naturalmente Eddie comincia ad assumere pillole in quantità industriali («Voi cosa avreste fatto?» chiede la sua voce fuori campo presente per tutto il film), parte, conosce amici, si diverte, impara lingue nuove in pochi giorni, ma vuole di più dalla vita e non gli basta un lucano. Si tuffa da uno scoglio altissimo, sorpassa spericolato e decide di guadagnare di più, molto di più. Perché se con un quinto del cervello puoi fare lo scrittore fallito, con il 100% puoi fare trading da casa e diventare ricco. Rimane da capire quanti grammi di cervello occorrano per fare politica, ma questo si scoprirà più avanti.

 

 

Detto fatto. In pochi giorni, col trading, Eddie guadagna più di due milioni di dollari. A questo punto lo vuole conoscere anche il mago della finanza, che non è Tremonti, ma Carl Van Loon (Robert De Niro), il quale è interessato anche a scoprire il suo segreto. Però, forse, pure a Tremonti avrebbe fatto comodo saperne qualcosa su queste pillole miracolose. Invece c’è un russo, ma non è ministro: è un delinquente, quello che gli ha prestato i primi soldi per permettergli di giocare a fare lo zio Paperone. E adesso rivuole tutti i suoi soldi, sennò: zacchete! «E non ti faccio morire immediatamente, ma a poco a poco». Eddie dice: «Ti faccio un assegno»; «Ahahah!». «Allora li vado a prendere in banca»; «Ahahah!». Simpatico questo russo, un tipo allegro e gioviale, che verso la fine del film tira fuori il solito astuccio con gli strumenti di tortura: «Ma non ti preoccupare, sono sterilizzati».

 

 

Robert De Niro non si fida delle capacità del neo Harry Potter della finanza e gli dà un librone da studiare in pochi giorni. Vuole sapere tutto, anche quello che non può dire la sfera di cristallo. Eddie porta il lavoro a casa e cerca di studiare senza prendere le pillole, ma la mente non risponde. Nonostante ciò elabora piani di grandezza, però dimentica quello che ha fatto negli ultimi quattro giorni. Qualcuno lo ha visto uscire da una stanza dove si trova il cadavere di una ragazza. Forse l’ha uccisa proprio lui?

A questo punto il capo della polizia potrebbe nutrire sospetti su Eddie Morra Potter. Invece si limita a fare qualche allusione di tanto in tanto. Quelli, invece, che non lo mollano sono un losco individuo e il russo che vogliono le pillole. Lui visita un appartamento super blindato: «Quanto costa?»; «Otto e mezzo»; «Lo prendo». Però sta sempre peggio. Sembra che questa droga non si possa smettere più: chi lo ha fatto è morto di brutto.

Dopo un intermezzo splatter – horror, il nostro eroe esce dal giro della finanza, usa dosi di pillole più basse e si candida al Senato. Si scopre così che per fare politica occorre una dose minore di quella necessaria per ubriacarsi, scrivere libri e fare trading. E fin qui tutto torna. Ma chi torna? De Niro, che nel frattempo ha scoperto e comprato la fabbrica che produce le pillole. E la scorta di pillole di Eddie sta per finire. I due hanno una discussione animata, durante la quale De Niro dice a Eddie che ormai è sotto scacco, nelle sue mani. A questo punto, la carriera politica di Eddie dipende completamente da De Niro. Geniale!

Non vi dirò come termina, anche perché è finito l’effetto della pillola. Però pensiamoci: anziché concentrarci sui referendum, si potrebbe tutti insieme comprare la fabbrica del Viagra. Riuscite a immaginare quanti politici potremmo avere nelle nostre mani? Unlimited!

Si ringrazia per l’editing M.Laura Villani

 

 


 

VOTO E GIUDIZIO AL FILM: 4 ½ – Più che un film, un baraccone fanta – tecnologico. Finché siete in sala, non illudetevi di potere utilizzare neanche il 20% delle capacità del vostro cervello. De Niro ancora molto bravo come attore, meno nel fiuto di scegliere i film giusti per lui. Peccato: la classe non è acqua e, in un mercato depresso come questo, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per il cinema. Almeno il 20%  in più, quanto l’IVA.








Tinos Andronicus

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Massimo P.
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