Starter-alto-fort (S-a-f) è una nuova invenzione – by Lab-Meful – per ‘fregare’ il cittadino. Pare che il governo voglia adottarlo per rimpinguare le casse dello Stato e mettersi al riparo da questa crisi economica ormai endemica, che dopo il recente crollo delle borse pare peggiorare paventando scenari futuri per nulla rosei.

Che cos’è il S-a-f?

Detto in parole povere è una sorta di microchip satellitare di nuova generazione che può essere facilmente applicato all’interno del blocchetto (e/o scheda) d’accensione delle auto. La Lab-Meful – moderna e piccola società nata da poco più di un anno e già nota nel suo segmento di riferimento – ha ideato e brevettato questo marchingegno infernale per lanciarlo sul mercato internazionale e piazzarlo in particolare in quei paesi in cui certi affari, a scapito della comunità, si fiutano immediatamente. Naturalmente l’Italia non poteva lasciarsi sfuggire questa ghiotta occasione, infatti quest’aggeggio ha tutte le carte in regola per far entrare nei forzieri semi-vuoti dell’erario qualche miliardo di euro, tutti a carico del cittadino medio!

Per ora si tratta di una voce di corridoio, apparsa e quasi occultata online o in qualche rivista specializzata e TG indipendente, ma a quanto pare questa novità entrerà a far parte dell’imminente manovra finanziaria correttiva per salvare il paese dallo sfacelo. Dopo l’idea d’introdurre l’euro-tassa, l’imposta sulla solidarietà ecco che arriva questa novità introdotta provvidenzialmente dal ministero dei Trasporti: la Saf!

In realtà non si tratta di una vera e propria tassa ma in ogni caso è un modo per recuperare denaro a svantaggio, come sempre, del ceto medio-basso.

Ma come funzionerà?

Il microchip Saf ha diverse potenzialità:

–    Collegamento via satellite con le centrali presso gli uffici della motorizzazione e dell’erario di residenza.

–    Calcolo delle volte in cui viene acceso il mezzo (con invio automatico via satellite dei relativi conteggi).

–    Calcolo dei km percorsi (sempre con invio automatico dei dati agli uffici preposti).

E noi cittadini che cosa c’entriamo con tutto ciò?

È presto detto, la legge sulla Saf introdurrà l’obbligo per ogni auto d’inserire questo microchip, l’imposizione sarà estesa non solo alle auto di nuova immatricolazione ma anche e soprattutto per quelle vecchie!

Verranno istituite su tutto il territorio nazionale diverse officine autorizzate – dal monopolio di Stato – ad applicare questi aggeggi ai blocchetti di accensione o alle schede di nuova generazione per l’avvio del motore delle nostre auto. Una volta applicato, sul chip verrà apposto il sigillo di stato per evitare prevedibili manomissioni. Il Saf, quindi, ogni volta che accenderemo l’auto si attiverà in automatico conteggiando tutte le volte che l’auto viene avviata, e successivamente calcolando i km percorsi. Ogni mese la memoria integrata di questo microcircuito scaricherà i dati, raccolti in automatico attraverso un collegamento satellitare, nei ‘cervelloni’ dislocati presso le motorizzazioni e uffici dell’erario locali. 

E lo Stato che se ne fa di questi dati? 

Qui sta il bello! Infatti tali dati serviranno ai funzionari del nostro paese per quantificare, attraverso complessi calcoli, delle somme che il cittadino dovrà versare in base a quante volte avrà azionato la macchina e sul totale dei chilometri fatti nel corso di un anno. In pratica più volte accendiamo la macchina e più strada percorriamo più paghiamo!

I parametri per il calcolo non sono ancora chiari ma la tabella di seguito grossomodo dovrebbe darci un’idea di quanto potremmo andare a pagare per utilizzare la macchina.

 

 

 

Numero accensioni

Tot

 

 

KM percorsi

Tot

Costo unitario

0,10 cent

Da0 a 100 accensioni

 

Calcolo medio in un mese 120 accensioni

 

10 euro

Costo unitario

0,02 cent Da 0 a 500 km

Calcolo medio in un mese 300 km

 

6 euro

Costo unitario

0,15 cent

Da100 a 200 accensioni

 

Calcolo medio in 2 mesi 220 accensioni

 

 30

euro

Costo unitario

0,03 cent Da 500 a 1000 km

 

Calcolo medio in 2 mesi 500 km

 

 15

euro

Costo unitario

0,16 cent

Da200 a 300 accensioni

 

Calcolo medio in 3 mesi 300 accensioni

 

 

48 euro

Costo unitario

0,04 cent Da 1000 a 2000 km

 

Calcolo medio in 3 mesi 900 km

 

36 euro

Costo unitario

0,18 cent

Da 300 accensioni in su

 

Calcolo medio in 4 mesi più di 400 accensioni

 

72 euro

Costo unitario

0,05 cent Oltre 2000 km

 

Calcolo medio in 4 mesi 1000 km e oltre

 

50 euro

 

Questa è in linea di massima la tabella di calcolo definitiva.

Ovviamente poi ci sono altri parametri (che non vengono resi noti) per raffinare il calcolo anche a seconda del lavoro svolto (rappresentante piuttosto che camionista) e forse anche in base al reddito, ma in modo marginale. In soldoni appare evidente che per un italiano medio ci saranno da pagare in più minimo 122 euro l’anno con punte fino a 238 euro l’anno. Infatti i massimali per le ‘accensioni’ sono di 88 euro mentre per i ‘Km percorsi’ di 150 euro.

Ufficialmente si tratta di una tassa per la ‘salvaguardia dell’ambiente’ e per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Peccato che i soldi ottenuti da questa tassa probabilmente, com’è d’uso nel bel paese, non verranno utilizzati per la tutela dell’ambiente né tanto meno per potenziare i trasporti pubblici, spesso inesistenti o pessimi là dove ci sono.

Beh, qualcuno potrà dire, “io non faccio applicare il Saf nella mia auto!”

Magari!

Certamente uno può decidere di non farlo, ma con la consapevolezza che la polizia stradale verrà presto dotata di un decoder per accertare che il circuito integrato sia stato effettivamente collegato all’auto. In caso d’infrazione la multa può essere molto salata, fino a 1507 euro.

Come funzionerà l’inserimento del Saf nell’auto? 

Basterà portare l’auto presso un’officina autorizzata (la lista completa verrà inserita a breve nel sito dell’Aci e presso gli uffici dell’erario locale) entro i termini che verranno comunicati – presumibilmente in seguito alla nuova manovra anticrisi – e mettersi in lista per adeguare la nostra auto all’imminente normativa. Nel caso in cui si sia proprietari di più auto bisognerà fare la stessa cosa per ogni auto posseduta.

Quest’operazione ha un costo che in teoria non dovrebbe gravare sul cittadino, ma in pratica è stato trovato un escamotage affinché il costo iniziale venga anticipato dal contribuente. L’importo del lavoro per inserire il Saf nell’auto (circa 265 euro prezzo unitario) dovrà essere anticipato dal proprietario del mezzo, dopo di che lo stato restituirà la somma spesa detraendola dai bolli auto per i successivi 3 anni. In altre parole, com’è nel malcostume burocratico italiano, noi paghiamo subito e lo stato ci restituisce il maltolto con calma e in comode rate annuali.

Per chi non potrà permettersi di pagare la somma di 265 euro, verranno accese specifiche linee di finanziamento, ma gli interessi relativi saranno comunque a carico del malcapitato.  

Insomma anche questa pare essere l’ennesima beffa italiana. 

Non ci rimane che attendere chela Lab-Meful (azienda ideatrice del Saf) inventi l’Air-Counter… cioè un qualche microchip da inserire sotto pelle per quantificare quanta aria (pure inquinata) respiriamo così da consentire ai nostri governanti d’imporci la relativa tassa.

Immagine del Saf


 Fonte: A.N.S.I.A
L’autore e lo staff di LM declinano ogni responsabilità sulla veridicità della notizia

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