racconto e illustrazioni di Mauro Cristofani –

 

Each Man Kills The Thing He Loves… Accade spesso, ma io non ucciderò la cosa che amo. Non questa volta. Tenterò di non farlo, ad ogni costo. Tengo troppo a te, alle tue lettere, sapere che esisti mi dà una carica vitale che mi è indispensabile in questo difficile momento della mia vita. Voglio dedicare a te i miei giorni creativi. Ma tu rispetta i miei silenzi. Non è un ammiratore in più ciò di cui ho bisogno, ma della sintonia con un’altra anima palpitante. Non pronunciare il mio nome, teniamoci per noi questa storia perché gli altri sciupano sempre tutto.

foto MauroÈ una storia che mi piace sempre di più, bella e fragile come dev’essere la relazione fra due spiriti eletti. Forse si saprà fra cent’anni se siamo due artisti, ma di sicuro siamo due spiriti liberi, due umane entità meno isolate da quando le unisce un tenace filo sottile che solo noi possiamo vedere. Così deve seguitare ad essere. Esprimiamoci pure con l’arte – per noi è un bisogno irrefrenabile – ma vogliamoci bene come due esseri umani.

Leggo la tua ultima lettera col cuore in gola. È un’emozione così grande che da sola può rendere meno insensate le azioni quotidiane della vita. Stiamo dando il meglio di noi stessi, e questo ci basti. È un dono divino esserci trovati fra tanta gente, una fatalità concessa dagli dèi.

Incontrarci fisicamente diventa così un particolare secondario, un’aggiunta che può essere pericolosa. È tutto così perfetto, perché rischiare?

Questa suspense è tremenda, speriamo che duri… Suggerisce ironicamente un saggio che aveva capito tutto della vita. In quanto a me, vorrei non finisse mai.

Il nostro rapporto epistolare è un’esaltazione dello spirito, e uno scardinamento di tutti i sensi. Forse una grandissima sega letteraria, ma mi piace, mi piace moltissimo. E mai ho atteso qualcosa con tanta impazienza come le tue lettere (rare…). Ma non voglio forzarti in alcun modo, scrivi quando ti va, così sarò certo che in quel momento avrai veramente voglia di raggiungermi, di condividere con me sensazioni e sentimenti. Lo stesso farò io, te lo prometto. Qu’il vienne, qu’il vienne, le temps dont on s’eprenne.

scanner790Grazie a te sono animato da nuovi entusiasmi, afferro al volo ogni impulso creativo e tento di tradurlo in opera d’arte. Voglio impormi un metodo, una disciplina. Gli ultimi tempi li ho sprecati sciaguratamente, ho dissipato tempo prezioso nel rincorrere illusorie fate morgane e come un ubriaco ho accettato sempre quel bicchiere in più che trasforma in vomito un piacere momentaneo, un godimento effimero e superficiale. Ma era necessario, dal riflusso sono uscito come purificato.

Tu m’incanti con i tuoi ragionamenti. In essi ho riconosciuto me stesso, quello di vent’anni fa. E a volte mi riscopro quel ragazzo che un tempo ansiosamente cercava la sua anima, e la verità. Poi la vita m’ha sciupato, ma in sintonia con un’anima ancora candida posso rinnovare gli entusiasmi sopiti, ritrovare la gioia di vivere.

Una nuova persona è per me un grande vento, e m’impedisce di dormire. Penetrare nel mondo di un essere intelligente è sempre una grande emozione.

Ripeto, non ho niente da perdonarti. Anche se non sono così superficiale da dimenticare quel mauvais geste. Se l’amore non dona coraggio non è amore.

La tua curiosità mi diverte. Ti puoi lambiccare il cervello per delle sciocchezze, cercare granellini di polvere nei posti più segreti o contare a uno a uno gli ossicini di una radiografia… La tua testolina è sempre in fiamme! Rilassati, passeggia più spesso nel Giardino dei Semplici.

In quanto ai tuoi lati negativi, come puoi dire che “non potrò mai conoscerli”? A volte ostenti linguaggio volgare ma so che è una posa, uno schermo dietro il quale nascondere la tua infinita dolcezza.

Ti arrabbi quando qualcosa ti è poco chiara, la tua mente analitica esige che tutto t’appaia davanti chiaro e nitido, per sezionarlo, divorarne i pezzi buoni e buttar via quelli indigesti o di difficile masticazione.

foto di MauroPerché dici che “l’amicizia non può essere eterna”? Ti sbagli con l’amore! Ma diamo tempo al tempo, lasciamo che scorra a suo piacimento. Io mi cullo nell’oggi. Tu sei una realtà poco reale, ma che mi riempie la vita.

Siamo così pericolosamente idealisti, sempre cercando una impossibile perfezione di equilibri forse inesistenti, di realtà spesso solo immaginarie… Sapremo mai crescere senza invecchiare, senza incurvarci troppo sotto il peso delle delusioni? A non troppo incupirci nei disinganni inevitabili? E sapremo accettare con tutte le sue umane miserie un altro essere umano, amandolo?

Ho qui la tua lettera da una settimana, ogni giorno ho pensato di risponderti ma prima devo riordinare i pensieri. Le mie idee deambulano, a volte mi sento un poverocristo senza una croce a cui inchiodarmi.

Aspetterò che tu m’appaia nella penombra. Allora le frasi mi usciranno spontanee e fluide dalla mente, e sentirò ancora quella melodia.

That strain again! It had a dying fall: o, it came o’er my ear like the sweet south…

 

Si ringrazia Micaela Lazzari per l’editing.

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