crisi e speculazione

La crisi che sta sconvolgendo l’Europa viene da molto lontano.
Viene dall’America, che prima ha inventato i titoli “spazzatura”, bolle gigantesche che si gonfiavano prima di esplodere nelle mani di quelli che erano rimasti col cerino acceso, e poi sono venuti i mutui sulle case concessi dissennatamente e rivenduti ad altri soggetti sempre con lo stesso cerino in mano. E insieme l’invenzione dei famosi derivati che nessuno ha mai capito cosa siano, ma che tanti nostri comuni hanno ingoiato insieme all’amo con grandi spese per lo Stato.

E se vogliamo guardare ancora nel nostro giardino viene ancora da più lontano, da un debito pubblico gigantesco accumulato dai governi italiani, che hanno speso molto con risultati miserrimi e sopratutto sulle spese c’è stata la tangente della corruzione. Tutte le opere pubbliche sono costate e costano ancora adesso di più che negli altri paesi europei. E non parliamo anche dei favori che i parlamentari si sono concessi negli anni e dei stipendi degli inetti boiardi a capo delle industrie a partecipazione statale.

E per venire a tempi più recenti, a certe decisioni dei governi europei intese solo ad imporre il rigore senza fare niente per la famosa crescita. Hanno stabilito dei parametri, e non c’era dubbio che questa operazione andasse fatta, ma nel decidere le cifre non hanno pensato che una medicina che poteva andar bene per la Germania non aveva lo stesso effetto per gli spagnoli o gli italiani o i portoghesi, per non parlare dei greci.
Per curare il malato dalla sua malattia lo stanno uccidendo con le loro medicine, somministrandogliene dosi troppo forti per il suo fisico.
Evidentemente, se c’è stato un tale disastro ci devono essere dei responsabili, stavolta non è uno tsunami, non possiamo prendercela con la natura.
E per non fare nomi i responsabili vanno cercati in due categorie: i finanzieri in primis e gli uomini politici che questi finanzieri non sono stati capaci di fermare e che hanno aggravato la crisi con decisioni sbagliate oppure l’hanno ignorata quando poteva ancora farsi qualcosa.

E quindi ora viviamo in pieno dramma e non parlo solo dei suicidi, ma anche di quelli che la vita la conservano, ma è una vita grama e senza speranze per il futuro.
Le vittime sono decine e decine di milioni.
Bene… anzi, male… adesso considerate queste vittime e considerate i colpevoli e ditemi se vedete un solo caso in cui una di queste vittime trova posto anche tra i colpevoli.
Io questo solo caso non sono riuscito a trovarlo. Hanno pagato quelli che non avevano colpe.
Quindi tanta gente sta oggi a chiedersi come riuscirà a trovare i soldi per mangiare domani, sta a trascinarsi per casa senza un lavoro quando potrebbe e vorrebbe lavorare e i colpevoli stanno bene come prima e probabilmente ancora meglio.

Avete letto di qualcuno dei boss delle società finanziare che si è sparato un colpo alla testa oppure di un ministro, che ha favorito la crisi con la sua ignavia, che ha aperto una finestra e si è buttato di sotto?
Viviamo in una società sempre più deteriorata, l’odio cresce alimentato dalla rabbia o dallo scoramento e si guardano con sospetto gli emigrati che fanno il lavoro che noi non vogliamo più fare e lo fanno per quattro soldi, perché loro alla miseria ci sono abituati.
Le religioni, alcune grandi religioni del mondo, fanno la loro spregevole parte.
Le punte estremiste dell’Islam pensano a come massacrare non solo gli stranieri, ma la loro stessa gente con attentati suicidi. E larghi strati dello stesso Islam dedicano tutte le loro forze a far sì che vengano applicate delle regole assurde di un libro di più di mille anni fa, regole che stroncano la libertà e il vivere civile danneggiando soprattutto le donne.
In Italia abbiamo il Vaticano. La religione cattolica è la religione di gran lunga preponderante nella nostra nazione. Niente da dire sugli insegnamenti del Vangelo, hanno anche adesso quasi tutti una loro logica, a differenza di quelli del Corano.

Ma qui non parliamo del Vangelo, ma parliamo del Vaticano (che del Vangelo se ne fotte e usa solo le parti che gli fanno comodo) e quindi del Papato. E quanti degli italiani sanno che la chiesa cattolica ha ucciso più gente del nazismo tra gli indigeni delle terre conquistate? E gli eretici e le supposte streghe arse sul rogo…
E quanti italiani sanno che tanti Papi nel Medioevo e nel Rinascimento erano assassini e stupratori e che alcuni sono diventati Papi senza essere mai stati neanche preti? Benedetto IX, il più dissoluto dei pontefici, aveva 12 anni quando fu eletto Papa.
Il Vaticano chiede, negli spot televisivi, il cinque per mille con immagini di quei pochi missionari che fanno la loro opera e a cui se tutto va bene andrà solo un quinto di quel cinque per mille. Mentre il Vaticano ha beni immobiliari e di altro tipo enormi.

E le alte sfere del Vaticano continuano a romperci le palle con i gay, l’aborto, il preservativo e le coppie di fatto.
A questo punto come unica soluzione ci viene in mente una parola che credevamo non fosse più di moda: rivoluzione.
E quando diciamo rivoluzione non pensiamo al sangue e alle barricate o alla presa della corazzata Potemkin o peggio ancora a quei quattro cretini che la mattina si svegliano, si mettono il casco integrale e vanno a gambizzare.
No, noi la rivoluzione ce la immaginiamo come la stragrande maggioranza della gente che una mattina si sveglia e decide, alla luce di quello che la storia ci ha insegnato e delle condizioni attuali dell’umanità, di creare una nuova società con al centro l’uomo e la natura, non il denaro e la religione, e lanciato il messaggio nel Web, per telefono o a voce, scende nelle strade spazzando via tutte le regole che sono state fatte dai potenti a loro favore.
E via le ingiustizie, le ingiustizie verso i più deboli e le ingiustizie verso i poveri del terzo mondo.

Ridistribuiamo le ricchezze, proclamiamo immorali e illeciti i grandi patrimoni (toh, lo diceva anche il Vangelo).
E mandiamo a lavorare in fabbrica o nei campi quelli che si occupano di finanza. È illecito usare i soldi per fare i soldi, la finanza deve essere ridotta all’essenziale. Una ditta deve perdere parte del suo valore solo se fa cattivi prodotti che non si vendono, non perché qualcuno ci specula in borsa.

E agli speculatori tagliamogli il pisello se sono uomini e la lingua se sono donne.

 

 


Si ringrazia per l’editing Benedetta Volontè.

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