saggio di Mauro Cristofani –

Per Cyrano de Bergerac, il bacio è “un apostrofo rosa fra le parole t’amo” e per Vitaliano Brancati, “una gioia intollerabile”, ma è anche legame, suggello e pegno fra due esseri umani.

Il piacere del bacio è anche un fatto chimico, capace di scatenare nell’individuo una vera tempesta amorosa.

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Un bacio mette in moto 9 milligrammi d’acqua, 0,8 di sostanze organiche, 0,7 di materie grasse e 0,45 di sali.

La lingua, attraverso terminazioni nervose, trasmette sensazioni alla corteccia cerebrale e stimola la secrezione di saliva da parte delle ghiandole salivari. Le ghiandole, a loro volta, liberano i feromoni, sostanze chimiche che provocano eccitazione in un raggio d’azione di pochi millimetri.

Il bacio stimola inoltre la liberazione di neurotrasmettitori da un neurone all’altro, passando sostanze come la dopamina, le endorfine e la serotonina. Il ritmo cardiaco accelera, passando da 60 fino a 150 battiti al minuto. E per baciare si contraggono almeno 29 muscoli della bocca e del viso.

Con il bacio, si mette in moto una molecola (la feniletilamina) che agisce regolando la produzione di due ormoni: la dopamina (un neurotrasmettitore che genera sensazioni piacevoli) e la noradrenalina (che provoca euforica eccitazione).

Secondo le statistiche, ciascuno di noi nel corso della propria vita riceve circa 20.000 baci.

In Australia fanno gare di baci, in Giappone gli uomini comprano baci in luoghi creati per questo, nel Perù ci si bacia alla fine di un ballo.

Manualetti sul bacio vanno a ruba, e i loro titoli sono tutto un programma: L’arte del baciare, Come baciare con sicurezza, Baciare assicura lunga vita, Come ci si prepara al bacio, Le tecniche del baciare…

A proposito di tecniche, quella a cui tutti dovremmo tendere – per generale ammissione – è quella del bacio detto “alla francese”: sette secondi la durata del primo contatto, poi l’abbraccio, quindi l’apertura delle bocche e l’uso delle lingue ad occhi chiusi. Buona e consigliatissima anche la strategia detta “delle aree sensibili”: parte dalla punta delle dita e – passando per il palmo della mano, il collo, i lobi delle orecchie, gli occhi e le guance – arriva finalmente alla bocca, la conquista agognata.

scanner185Oggi, tuttavia, non sono i Francesi – come si crede comunemente – ad avere il record dei modi di baciare (21, per la precisione); sono invece i tedeschi, i quali – forse per combattere la loro congenita freddezza – ne hanno addirittura 33. Contro i puritani anglosassoni che ne hanno solo uno. Noi Italiani, com’è noto, abbiamo infinite categorie di bacioni, bacini e bacetti.

Una volta gli innamorati si baciavano in pubblico solo a Parigi, oggi ci si bacia ovunque: al ristorante, in ascensore, nelle aule scolastiche, nella metropolitana, in sosta ai semafori e in fila davanti agli sportelli delle poste.

Per quanto riguarda il bacio nella storia, gli Ebrei usavano tre tipi di bacio: quello dell’arrivo, quello della partenza e quello del rispetto.

Per i Romani, invece, c’erano baci amichevoli, quelli casti dell’amore e i baci appassionati della carnalità. Ci si baciava solo fra pari, solo più tardi l’uso del bacio venne esteso anche ai parenti ed amici (ma l’imperatore Tiberio emanò un editto che lo vietava per motivi sanitari).

Nel Medioevo, il bacio tendeva a sottolineare le differenze di rango: più basso era il rango sociale a cui si apparteneva e più bassa era la parte del corpo del superiore che l’inferiore poteva baciare.

Ci sono baci “pericolosi”, come quello dato da Richard Gere alla star indiana Shilpa Shetty: gli estremisti indù scesero in piazza bruciando le foto dell’attore. Poi quelli “scandalosi”: per una scommessa fatta, sul palco di Mtv Music Awards si baciarono appassionatamente Madonna e Britney Spears. Quindi i baci cinematografici dalla mega durata, come quello fra Cary Grant e Ingrid Bergman nel film Notorius di Alfred Hitchcock, e quelli da record, come il bacio scambiato sott’acqua da Toshiaki Shirai e Yukiko Nagata (durato 3 ore), e in superficie, scambiatosi da due giovani americani (17 giorni e 9 ore).

scanner199Fra i baci “pubblicitari” più noti c’è quello labbra contro labbra fra un prete e una suora, pubblicità inventata dal fotografo Oliviero Toscani per Benetton; fra i baci “storici”, è rimasto impresso quello che, nel 1979, il leader sovietico Leonid Breznev scambiò in stile realsocialista col tedesco orientale Honecker.

Ci sono, infine, i baci “informativi”, come quello che il professor Aiuti, nel 1991, dette a una ragazza sieropositiva per dimostrare all’opinione pubblica che non è con un bacio che si trasmette il virus dell’Aids.

Nella letteratura italiana, prima di Dante nessuno aveva mai rappresentato la passione dei sensi e nella Divina commedia egli compone il Canto più famoso, quello di Paolo e Francesca:

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

      questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

E nel bacio dei due amanti, Dante realizza poeticamente il bacio che all’amata Beatrice non dette forse mai.

 

Si ringrazia Micaela Lazzari per l’editing

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