mai dire mai

 

Casa di Clarence, 18 settembre

 

Arriva una chiamata sul cellulare di Clarence.

Ramon fa finta di non ascoltare la conversazione, in realtà è tutt’orecchi, intuendo che si tratta di Thomas. E a quanto pare non solo lui, sacra famiglia al seguito…

Quando Cla’ è così affabile al telefono Ramon vorrebbe strozzarlo…

 

 

– Che voleva?

 

Cla’- Devo salutare i genitori di Thomas di passaggio a Roma… si trattengono solo due giorni… Mi ha chiesto se potevo passare da lui stasera…

 

Ramon fa la faccia brutta. Cla’ cerca di blandirlo.

 

famiglia– Hanno insistito tanto… Poi sono secoli che non li vedo… (pausa)
Vieni pure tu?

 

– No, che senso ha, non li conosco neanche… poi lo sai che Thomas non è che mi stia proprio simpatico… (pausa)
Dai, ti do il permesso di andare solo, per questa volta… basta che non ti tocca…

 

Cla’ lo guarda e ridacchia di sottecchi.

Non c’è speranza, eh?…

 

– Ci provo Cla’… è lui che non ci prova a scordarti…

 

– Pare che con Nick funzioni…

 

– Dici?
Bah…

 

 

Squilla nuovamente il cellulare.

Ancora Thomas.

Ramon aguzza di nuovo le orecchie.

 

 

Cla’- Da me?

 

Clarence lancia preoccupato un’occhiata a Ramon.

 

– Veramente… (pausa)
Aspetta, ti richiamo.

 

Cla’ si avvicina a Ramon.

 

(guardingo) – Che c’è?

 

casa– Tommy ha un problema, lascia ai suoi la casa, ma non sa dove andare a dormire… con Nick…

 

Ramon lo guarda fisso.

 

 

– Mi ha chiesto se potevano venire qua…

 

Ramon si rabbuia.
– E tu?

 

– E io niente… te lo sto riferendo…

 

– Scusa, falli andare a casa mia… almeno là hanno un po’ di privacy…

 

– Non ci avevo pensato…
Davvero non ti scoccia?

 

– Perché dovrebbe? È vuota…

 

chiavi– Okay, allora glielo dico, mi porto le chiavi appresso.

 Cla’ si stringe a lui e lo bacia.

– Sei un genio, quando vuoi…

 

 

(Ramon, pensa) Genio? Sono solo un malfidato…

 

Inutile dire che Ramon per tutta la serata, fino a che Cla’ non rientra, è alquanto nervoso. Stringe i denti, ma stavolta non gli chiede nulla.

 

——-

Studio di Clarence. 19 settembre, serata

 

Thomas ha accompagnato i suoi in aeroporto e sulla via di casa passa a riconsegnare a Cla’ le chiavi di Via Galbani.

 

– Ringrazialo da parte mia, è stato davvero gentile.

 

Cla’ – Ormai la casa è vuota, quando serve è a disposizione degli amici…

 

– Già, degli amici… ripete Tatoo

 

Cla’ scorge un’ombra nel sorriso di Thomas e cambia subito discorso.

– Avete avuto problemi col materasso? È piuttosto rigido.

 

– No, per niente. Poi, capisci… non ci abbiamo fatto caso…

 

Tommy sfodera un sorriso che la dice lunga, sperando in una reazione del suo ex.

Cla’ si limita ad ammiccare.

 

Tatoo lo incalza – Nick è una vera furia…

Cla’ abbozza.

 

lavatrice– A proposito… c’è partito un colpo e abbiamo sporcato le lenzuola…
Tranquillo, le ho risistemate per benino. Un giro di lavatrice a 60° e sono tornate immacolate…

 

Un terribile timore sfiora Clarence

 

– Quali hai preso?

 

– Quelle bianche che stavano piegate nella busta… c’avevano un profumo femminile mmmm, buono!… Mia madre di solito ci mette la lavanda, Ramon che usa?

 

 

A Cla’ per poco non viene un colpo.
(pensa) DITEMI CHE NON È VEROOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!

 

– Cla’???
Che ti succede?

 

– Niente!

(pensa) Come cazzo faccio a dirglielo?

 

——-

Più tardi, quella sera stessa


Ramon ha appena chiuso al telefono con Pa’.

 

(gasato) – Ora che il campo è libero facciamoci sotto, eh Cla’?
Non posso passare la vita a sniffare lenzuola…

 

Clarence lo guarda cercando di dissimulare, ma la preoccupazione gli si legge in volto.

 

– Che hai Cla’, ti senti bene?
(pausa)
Non vuoi anche tu vedere Pa’?

 

– Come no!…

 

TVRamon si siede sul divano e fa per accendere la TV.

 

– Ramon…

 

– Sì amore? 
(intanto cerca di sintonizzarsi su un canale di soli film)

 

(pensa)  Non so proprio come dirtelo…

 

 

Ramon scorre il menù.

– Cosa, Ciccio?

 

– Tommy e Nick hanno avuto un piccolo incidente a casa tua.

 

(distratto) – Non mi dire…
Lo sciacquone del bagno è di nuovo andato in tilt?

 

– No, Ramon.

 

Ramon continua a osservare la programmazione in TV.

 

– Eccolo. Comincia ora.
C’hanno dato dentro e i vicini si sono lamentati?

 

Cla’ non risponde.

 

Non sentendo la replica, Ramon appoggia il telecomando e lo guarda.

– Allora?

 

lenzuola Via Galbani
Le lenzuola… quelle che abbiamo usato con Pa’…

 

 

Ramon cambia di colpo espressione e comincia a sudare freddo.

– DIMMI CHE NON È QUELLO CHE PENSO…

 

– Temo di sì, invece.
Thomas ha dovuto lavarle.

 

 

Ramon piega la testa in avanti coprendosi la faccia con le mani.

 

(sibilando) – NO.

NOOOOOOOOOOOOOO….

 

– Mi dispiace, amore… Mi dispiace!

 

bang
(urlando) – TI DISPIACE????????

Ma io l’ammazzo!!!

 

 

Cla’ si avvicina, si siede accanto a lui e fa per abbracciarlo.

Ramon si divincola, è incazzato nero. Si alza.

 

– Ora, per farti perdonare, chiami Pa’ e le dici che dobbiamo trovare una soluzione!

 

– Ma iooo… Non è colpa mia!

 

– Marsch! (rabbioso gli fa segno di andare al cellulare)

 

(Cla’, in difficoltà) – Sì, e che le dico?

 

 

– Non lo so, inventati qualcosa! Anzi no…

(pausa)

ramon rotolarsi

Dille che ho voglia di rotolarmi con lei, di farmela in tutti i modi possibili e immaginabili, perché…

 

– Perché…?

 

(fuori di sé) – Perché sonoooo…
(Ramon fissa Clarence) – …uno stronzo, ecco perché…

 

– Mi manderà affanculo, anzi ‘ci’…

 

Ramon sospira. Si siede.

– Sto perdendo la testa Cla’… la sto perdendo…

 

——-

Al telefono, qualche minuto dopo

 

– COOOSA?

Stai scherzando, vero?

 

Cla’ – No, Pa’… ha detto proprio così, rotolarsi… Le lenzuola gli servono per sniffarle…

 

Pa’ non si capacita, non sa se ridere o piangere.
– E tu, gli dai manforte?

 

Cla’ – E che devo fare?

 

Pausa.

 

fumarsi il cervello– Voi due vi siete bevuti il cervello…

 

– Non c’è alcun dubbio. Ma tant’è.
Che gli dico?

 

– Che fai, l’ambasciatore?

 

– Sì.
Di di sì, ti prego, se no mi ammazza…

(pausa)
(suadente) E poi lo voglio anch’io…

 

 

– Mi stai mettendo spalle al muro…

 

(lui pensa) Magari!…

 

 

– Se dico sì sono più scema di voi…

 

(lui, pensa) Oppure ci ami…

 

——-

22 settembre, Via Galbani

 

Non si doveva ripetere più, non si doveva…
L’inferno è da sempre lastricato di ottime intenzioni.

 

Stavolta però lei s’è portata dietro l’armamentario, ché se un lavoro va fatto, bisogna farlo bene…
A me lo dite?

 

Ore 21.30

Per cominciare una passerella di lingerie da donna da far invidia a uno stilista, tanto per scaldare un po’ l’ambiente, rinvigorire gli ‘animi’… E un sottofondo di musica appropriata.

 

Maschi a bordo campo, ovvero sul lettone, due lupi assatanati, in attesa del fischio d’avvio.

 

 

Pa’ – Ora tocca a voi, lentamente… uno spoglia l’altro, come se foste soli….

ramon malizioso

 

Loro la fissano con aria maliziosa, poi prendono a fare come vuole lei.

Alla fine uno slip vola come un razzo dall’altra parte della stanza seguito da una rapida risata collettiva.

Due minuti e sono come mamma li ha fatti.
Meno male che aveva detto ‘lentamente’…

 

 

– Chiudete gli occhi, e non li aprite fino a che non ve lo dico io.
Se fate i furbi il gioco si interrompe…

 

Manco gli scolaretti delle elementari, non ci provano neanche.

 

Inginocchiati sul lettone, lei fra loro, non si accorgono di venir bendati entrambi.

Il tocco leggero e inaspettato di uno spray sulla pelle li avvolge e li confonde.

 

Cla’ sorride riconoscendo la fragranza, il suo profumo.

 

Lei si allontana.

 

 

– E ora fatemi godere…

 

 

Le loro teste si muovono all’unisono in direzione della voce, esprimendo meraviglia.

 

Ramon – Che dobbiamo fare?

 

– Quello che fate quando siete soli… ma con la benda.

 

 

Ramon volta la testa sul davanti tastando l’aria con le mani, a cercare Cla’.

 

Si intrecciano le loro dita, i corpi si avvicinano… le loro bocche si sfiorano, poi si congiungono, aiutate dalle mani poggiate dapprima sui capelli. Cla’ lascia a Ramon la stretta in alto e passa a sondare altri terreni. E mentre ancora si baciano, Cla’ raggiunge con le mani l’inguine del suo compagno, lo saggia e lo lavora con tenera determinazione. Una mano di Ramon si libera (e si incrocia con una di Cla’ che torna su) per lavorare a sua volta nelle parti basse.

Loro continuano, non sanno se devono fermarsi… Proseguono stendendosi su un fianco, poi rotolandosi uno sull’altro, finché qualcosa li costringe ad interrompersi.

rosa senza spine
Un tocco morbido e vellutato sulle spalle spinge Cla’ a un gemito.

La sua pelle s’increspa rapidamente, lui si scosta lasciando scoperto il torace e il ventre di Ramon. Quello stesso tocco si ripete su Ramon che a sua volta sospira.

 

Pa’ sale sul letto.

– Fermi, così.

 

Un brivido li assale nuovamente quando i boccioli di due rose senza spine prendono a danzare sui loro corpi. Cla’ non resiste, chiede se può girarsi, lei acconsente.

 

Poi… Basta, non posso dire altro.

Se non che quella volta le lenzuola se le è portate via lei…

 

——-

PS
I boccioli di due rose senza spine…
Dite la verità, avevate pensato ad altro… e invece è una rosa Iceberg.

Quella donna, parola mia, riserva delle sorprese…

polsi legati

 

 

 

(Dall’inviato Farina 00)

 

 (SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)

 

 

 

 

 

 

 

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