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29 dicembre, sera

Casa di Cla’, mentre preparano le valigie

 

 

Ramon – Diciamoci le cose come stanno…

Qua sono l’unico stronzo che oggi non ha trombato?

 

 

Clarence, che ha già sistemato la sua, ed è spaparanzato sul letto, lo guarda e si mette a ridere.

 

 

(semiserio) – Ditelo. Vi siete messi d’accordo per mettermela bellamente in quel posto…

 

 

Cla’ un po’ e soffoca fra le risate.

 

– In senso metaforico, cretino!

 

 

Clarence torna quasi serio, pur scappandogli ancora da ridere

– Sapevo che l’avresti presa così…

 

– Sai anche cosa ti accade stanotte?

 

Lui annuisce.

  

——-

Ci fu poco da ridere, almeno all’inizio, su un altro fronte, cioè quando Pina – arrivata da Tommy – si ritrovò davanti uno spettacolo da far accapponare la pelle. Incerta se e come avvisarlo della devastazione in casa sua, la prima cosa che le venne in mente fu di scattare una foto da inviare col cellulare. Solo dopo, sai mai, prendere altri provvedimenti.

 

– Oh my god!

esclamò Tommy osservando sconcertato il terremoto passato per la sua camera da letto. E dire che la foto scattata da Pina col cellulare era molto ma molto parziale…norvegia

 

Tommy deglutì. Non ricordava che con Piumetta fossero arrivati a tanto. Né poteva immaginare lì per lì che in effetti tutto ciò non era opera di ladri (quel che aveva subito pensato Pina), ma di un fidanzato geloso come Otello.

Solo quando questo dubbio ben poco amletico lo sfiorò lui riprese la sua consueta verve, e poté rassicurarla.

 

– Scusa Pina, scusa davvero… ovvio che ti pagherò per il lavoro extra…

 

 

Non passò molto perché si chiarisse di colpo chi era stato l’artefice di una simile devastazione. L’affascinante marinaio si limitò a comporre il numero e ad aspettare che qualcuno rispondesse all’altro capo del telefono.

 

 

Tommy – Gelosetto a quanto pare…

(pausa)

Sai sempre come dare il meglio di te.

 

  

Cla’- Allora ti è piaciuto il mio regalo di fine anno?disordine

 

 

– Questa me la paghi, stavolta, baby.

Anzi la paghi tu a Pina, come festiva.

 

 

Cla’ (cambiando tono) – Come hai potuto?

 

 

– Potuto cosa?

 

 

– Farmi questo…

 

 

Tommy sospira.

– Amore, non l’ho fatto ‘a te’.

Io la amo. Sul serio.

 

 

– Anch’io, se è per questo.

E da molto prima di te…

 

 

– Appunto…

(pausa)

Ora però dobbiamo trovare un accordo su come gestirci, non credi?

 

 

– Tu genio che proponi?

 

Silenzio.

 

 

– Beh, io un’idea ce l’avrei…

(pausa)

Lettone a 4 piazze?

 

  

E a Cla’ per la prima volta in quella conversazione scappa una risata.

 

 

Tatoo – Oppure…

  

Cla’ resta in attesa.

 

 

– …ognuno per conto suo?

 

——–

Riferita la conversazione e le alternative proposte (compresa la battuta “Ognuno per conto suo”)

 

Ramon – NOOOOOOOO!

(pausa)

Il nemico è meglio averlo come amico… o insomma giù di lì.

Va tenuto sott’occhio secondo me…

 

Scusa ma tu che hai risposto?

 

 

 

Cla’ – Niente. Ma è quello che ho pensato anch’io. Meglio evitare che quei due rimangano soli fra loro…

(pausa)

Sì, però… dove lo mettiamo un letto così grande?

 

 

 

– Possiamo usare quello di tua mamma di là, in fondo ci stavamo in tre…

 

– E Piumetta?

 

 

Ramon sfodera un sorriso malizioso

– Piumetta va sempre sotto uno di noi (e gli fa l’occhiolino)ramon diavoletto

 

 

– Già…

 

 

Ovvio che Ramon si becca prima una “calata” (=schiaffo tra nuca e collo), poi un bacio.

 

 

——-

Saluti pre-partenza per la Spagna.

Tarda serata

 

 

Ramon

– Come mai stavolta rispondi subito al cellulare? Dove sei?

 

 

Piumetta – In bagno.

 

 

– Che fai, ti tocchi?

 

– No, quella era una battuta di Moana.

Mi lavo.

 

– È lo stesso allora… Vorrei fartelo io, lassamo stà…

Ricordati donna che hai un sospeso con me.

 

 

– Perché?

 

ramon(piccato) – Perché oggi hai snobbato solo me, il più virile dei tuoi uomini…

(pausa in cui lui resta in ascolto)

Cazzo te ridi?

 

(si odono in sottofondo altre risate)

Vabbè, vabbè…

Senti dolcezza, piuttosto… quand’è che facciamo una bella trombata a 4?

 

 

– C’hai le palle che scalpitano?

 

 

– Veramente siamo in tre ad averle in movimento, anche se le mie girano meglio delle altre, se non me le fai girare tu a kaiser…

 

 

– Ramon, a proposito, l’hai mandato tu il mazzo di iceberg?

 

 

– Il mazzo de che?

 

 

Lei gli spiega brevemente l’accaduto, ma riceve conferma immediata che i fiori non provengono da lui o da Clarence.

  

——-

La notizia fa subito il giro del mondo, nonostante l’orario (l’una di notte)

 

 

Clarence – Come ti salta in mente di mandarle dei fiori, vuoi far scoppiare un casino?

 

 

(mezzo addormentato, Tommy) – Scusa?

 

 

– Il mazzo di rose iceberg, a Paoletta.

 

mazzo iceberg

 

– Ma di che mazzo stai parlando?

 

– Quello che è arrivato a casa di lei, e il marito le ha sbattuto addosso.

 

 

– Oh mio dio! (e appare sinceramente turbato)

Non ne sapevo niente… Le ho mandato un sms all’arrivo, lei non ha accennato nulla nella risposta.

 

 

– Stiamo cercando di capire.

Secondo lei lo hanno recapitato per sbaglio, non c’era nessun biglietto.

 

 

– Sarà così allora.

 

 

– No io non credo.

Proprio le rose iceberg, i suoi fiori…

 

 

– Ma se non siamo stati noi, chi allora?

(Tommy si ferma a pensare)

Non potrebbe essere stato suo marito?

 

 

– Lui ha detto di no. Ed era un bel po’ incazzato.

 

 

– Minchia, Cla’…

 

——-

Roma, 30 dicembre, nel cuore della notte

 

 

La guancia appoggiata sul cuscino

Piumetta – Tutte a me capitano le cose assurde… pure i fiori…

 

 

  

Ci credo che uno che elucubra così, difficilmente trova il sonno.

Piumetta aveva il suo bel daffare a tentare di gestire una relazione con ben 4 uomini, e che fior di campioni… E non erano loro la sola complicazione.

Che ce ne fosse un quinto in agguato, un ammiratore segreto, o peggio qualche psicopatico?

 

– Nun te girà un film adesso, eh Paolè?!

si ripeteva lei per farsi coraggio.

 

 

Tentò di addormentarsi pensando allo scambio di persona.

In fondo sai a quante donne piacciono le rose iceberg?

 

 

Quella notte però non era la sola a elucubrare.

Al Nomentano, abbarbicati uno all’altro dopo quasi due ore di sesso a tutto spiano, due baldi giovani si fermavano a riflettere sul perché non c’avevano pensato prima.

 

– Dove cazzo sta Farina?

 

 

——-

 

farinaE figurarsi, quando si tratta di sbrogliare una matassa, spiare in casa e sotto le lenzuola, sventare un assalto erotico, che si fa? Si chiama il buon Farina, lui sa dove e come metter mano e fornire la RISPOSTA.

Meglio di un segugio, più affidabile di un test di laboratorio.

Nessuno pensa mai che Guglielmo Farina è soprattutto un uomo, pure lui, sigh…

 

 

(dall’inviato Farina 00)

 

(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)      

 

 

 

a destra, quadri di Giovanni Merenda casa merendarettangolo
www.giovannimerenda.it

 

 

 

 

 

 

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