Il monologo di un secondino

Io mi chiamo Albano Cafiero e faccio il secondino, anzi l’agente di polizia penitenziaria a Poggioreale. Secondino di quarta generazione, dal mio bisnonno a mio padre Pasquale, sì, proprio quello che beveva ‘o cafè con don Raffaè.

Mica era un personaggio di fantasia di De André , era una persona reale. Quel cantautore lo incontrò una volta in pizzeria e ci ha scritto una canzone.

E non ci ha pagato neanche un centesimo di diritti d’autore.

E tra le altre cose alla buonanima di papà neanche ci piaceva come cantante.

La buonanima era un fan di Al Bano e Romina e per questo mi trovo questo nome fuori le tradizioni di famiglia e ha inguaiato pure mia sorella che si chiama Romina, ‘na casciona di oltre cento chili con ‘sto nome fa ridere.

Comunque sia mi son trovato a fare anche io il secondino, ma la mia aspirazione era fare il cantante. Ma non alla De André, sono un neo-melodico e quando sono libero dal servizio canto ai matrimoni e alle prime comunioni.

È un periodo di crisi e mi chiamano sempre di meno.

Ma anche il lavoro al carcere non è più quello di una volta.

Come diceva papà: Tutto il giorno con quattro infamoni briganti, papponi, cornuti e lacchè tutte l’ore cò ‘sta fetenzia che sputa minaccia e s’à piglia cò me.

E non ho neanche la consolazione di prendermi ‘na tazzulella ‘e cafè con un grand’uomo come don Raffaè.

Comunque da qualche settimana le cose sono cambiate. Al padiglione Firenze è arrivato l’onorevole e mi sono messo a disposizione.

Ho fatto capire ai suoi compagni di cella che l’onorevole deve essere trattato con i guanti gialli, ci devono pensare loro a fare il bucato e a lavare i pavimenti.

L’onorevole ha apprezzato e mi ha regalato un orologio Rolex, ne ha una borsa piena.

L’ho fatto vedere a un orefice, è un Rolex pezzotto, ma basta il pensiero.

Intanto gli ho confidato la mia aspirazione di fare il cantante e gli ho lasciato anche una cassetta con alcune mie canzoni.

Mi ha promesso che quando esce mi fa fare una audizione alla Rai o a Canale 5.

Altro che Tele Afragola o Tele Caivano, mi aspetta un futuro radioso nel mondo dello spettacolo e finalmente mi tolgo questa fetente di divisa.

Dite che ci devo credere?

Ringrazio Maria Laura Villani per l’editing  

 

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