Premessa: la libreria, questa sconosciuta.

La libreria è quel luogo dove si trovano dei libri, e questo dovrebbe essere abbastanza chiaro, visto il nome. I libri sono lì per essere comprati, il che la differenzia dalla biblioteca, dove i libri possono essere presi in prestito e possibilmente, poi, restituiti (questo differenzia a sua volta la biblioteca dall’amico, al quale non restituite i libri presi in prestito). Una volta comprati, i libri andrebbero letti, anche se molte volte vengono usati come oggetti di arredamento o di livellamento tavoli ballonzolanti.

Questa premessa è importante per tutti coloro che le librerie non le hanno mai conosciute e pensano che i libri siano:

  • Quella cosa su cui scarabocchiare disegnini sconci a scuola,
  • Uno spreco di carta,
  • Qualcosa che in qualche modo viene prodotto e venduto un tanto al chilo nei supermercati.

Le librerie sono invece il punto cardine nello sviluppo culturale dell’uomo: una libreria contiene tutto lo scibile umano, tutta la passione e la fantasia che le migliori menti (oddio, ci sono pure le barzellette di Totti…) hanno saputo esprimere. Entrando in libreria in un giorno qualunque potete essere trasportati a Central Park a vedere i paperotti assieme a Salinger, inseguire piste criminose nella Sicilia di Camilleri, duellare assieme ai tre moschettieri, viaggiare sott’acqua, nello spazio, in camper.

La libreria vi consegnerà manuali che vi permetteranno di fare qualunque cosa: da riparare la lavatrice a costruire una stazione lunare, da creare una pagina web al miglior metodo per far colpo sull’amato/a (e l’acclamato seguito: come fare a pezzi l’amato/a senza lasciare tracce).

Il libraio poi: se trovate quello giusto, il vostro amore per la lettura crescerà a ritmi esponenziali. E sai mai, magari pure quello per la scrittura.

Insomma, la libreria è un luogo da frequentare, amare, vivere. Purtroppo per noi però, le librerie stanno scomparendo, fagocitate da enormi centri commerciali che vendono libri come fossero spezzatino, assorbite dentro chip microscopici da leggere su tavolette video  e acquistabili comodamente dalla sedia di casa propria.

Prima che scompaia del tutto è bene fare un percorso indietro nei secoli per capire l’evoluzione di libreria, librai e clienti.

Partiamo dunque dalla prima libreria di cui si conosce l’esistenza, circa 50000 anni fa, piena preistoria.

Cartolibreria Edicola Giornali Grunt & Co

La prima libreria era in realtà una cartolibreria con edicola: vendeva insomma non solo libri ma anche tutto il necessario per la scuola, riviste, quotidiane. Questo era dettato dalla necessità di sopravvivere: al tempo i libri scritti erano veramente pochi e non si sarebbe certo riusciti a vivere vendendo solo quello.

Il proprietario, Grunt, era un Sapiens educato, pacifico e riservato durante il giorno. Sembra cambiasse parecchio di notte, tanto che in alcuni graffiti scoperti nel bagno della libreria è chiamato “Farfalla Notturna” o anche “Grunt Passerottina”. Non è molto chiaro invece un disegnino in cui si vede Grunt con una specie di carota in mano.

Grunt era appassionato di storia, e stava cercando di scrivere un libro sull’argomento. Purtroppo, dopo aver scritto la prima pagina (“Nascita dell’uomo”) era rimasto senza argomenti e da allora aspettava impazientemente che succedesse qualcosa in modo da poter andare avanti.

La cartolibreria di Grunt era composta da una grotta molto spaziosa, divisa in due settori: da una parte i libri, dall’altra la cartoleria e il materiale scolastico.

Dovete sapere che a quei tempi non tutti studiavano: vi erano pochi posti, pochi maestri e quindi si procedeva con il numero chiuso.  Per la selezione si applicava il metodo della clava: si prendeva una clava, un uomo forzuto, e si dava la clava in testa agli iscritti: se la botta produceva un suono acuto, il tale procedeva nella carriera accademica; se il suono era invece ottuso, veniva avviato ai lavori manuali; se invece la clava si spaccava al tale veniva consegnata una pelliccia verde e il posto di assessore.

Nella sezione libri, Grunt aveva tutto quanto scritto fino a quel momento: tre romanzi, un saggio e “Usare la clava per Dummies”.

I tre romanzi erano uno per genere: romantico, giallo ed erotico e si intitolavano rispettivamente:

  • “Anka sposa vecchio Onko”
  • “La scomparsa di Onko”
  • “La sconsolata Anka e il giovane Unku”

Il saggio era un trattato filosofico sul legame inconscio che i Sapiens maschi  avevano verso i mammut femmina, ma bisogna dire la verità, lo capivano ben pochi.

Grunt non era il proprietario unico della libreria. Con lui, in qualità di socio paritario vi era Sbrex, un’ameba di due metri quadri appena uscita dalle profondità marine. Dei due, inutile dirlo, il più intelligente era Sbrex.

Si può facilmente immaginare che il numero di clienti non fosse molto alto. Un po’ la difficoltà nel leggere, un po’ il fatto che ogni libro pesava un paio di quintali, la maggior parte degli abitanti della terra (al momento, 57 sapiens e 25 trogloditi) evitava accuratamente di farsi trovare in quei paraggi.

Comunque Grunt non si lamentava: in fin dei conti, faceva quello che a lui piaceva, e questo era già una paga sufficiente.

La libreria giunse a un Brusco stop proprio quando Grunt avrebbe potuto aggiungere un nuovo capitolo al suo libro di storia: il primo delitto d’onore in epoca Sapiens.

Il problema è che lui si trovò nella spiacevole situazione di vittima: Sbrex infatti lo trovò una sera a letto con la sua collezione di batteri, e sapete bene com’è il detto: “Se sottoterra non vuoi andare, all’ameba le corna non fare”.

Dopo la dipartita di Sgrunt la libreria proseguì ancora per breve tempo: il fatto che Sbrex non avesse bocca per dialogare con i clienti né pollici opponibili per maneggiare i libri segnò la fine del primo centro di sapere mondiale.

Tuttavia, il rubinetto era aperto, e da quel momento nuove menti erano pronte e decise ad abbeverarsi. Il destino era segnato: le librerie avrebbero avuto la loro importanza nel mondo. Non tanta quanto i bordelli, ma comunque un certo rilievo.

Con affetto

 

IK

 

 


Questo articolo non sarebbe andato in onda senza il prezioso editing di Miss Elvira Alfonsi

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=DTiDJd62y-A

Juan Jose

Un killer con la sua etica.
In questo spazio si parlerà di tutto quello che concerne scrittura, musica, video. Cose nuove e vecchie, soprattutto vecchie e dimenticate. Non se ne parlerà in termini tecnici (che non sono un esperto) ma in termini di sensazioni ed emozioni, di cosa l’opera ha trasmesso a me (e solo a me), di cosa questa rappresenta nella mia vita. Sperando di trasmettere a voi il gusto (o l’avversione) per quello di cui si parla.
In questo spazio ogni tanto capiterà qualche scritto mio, che altrimenti cosa a cosa serve uno spazio a disposizione?
In questo spazio ogni tanto ci potremo divertire a con qualche gioco, o con qualche esperimento, e voi sarete ovviamente le cavie.
In questo spazio si recensiranno anche i testi di quanti vorranno postare da noi le loro opere. Attenzione: qui vige la sana regola del sarcasmo. Chi non è disposto a rischiare, si astenga.
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2 thoughts on “Storia ufficiale delle librerie – Capitolo 1

  1. Mi hai fatto tornare in mente “Il più grande uomo scimmia del pleistocene” di Roy Lewis.
    Vado a rileggerlo, se non lo conosci, te lo consiglio.

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