amore sbagliato 

8 novembre, Via Galbani

 

Ramon ha radunato la roba che doveva portar via prima del subbuglio causato dalla comparsa di Roxy e del bambino, e sta controllando di aver spento l’impianto di riscaldamento prima di andarsene.

 

Suonano alla porta. Apre.

Didy si fionda come un razzo in salotto.

 

– Brutto muso, adesso tu mi spieghi che hai combinato…

 

 

Ramon la guarda stranito.

 

– Non è mio il bambino, se è questo che vuoi dire…

 

 

– Quello è ancora da verificarsi, semmai… ma non è questo che intendevo.

 

 

– Che significa, scusa? Non ti seguo.

 

 

– Non fare il finto tonto, che con me non attacca…
C’aveva visto bene Erika quella famosa notte…

 

– Erika?

Da vera faccia di bronzo lui fa mostra di non capire.

 

Lei continua

pasticceria– …Erika, la conosci… quella della pasticceria di Rebibbia… che serve la cioccolata…

 

– Ahhhhhhhh, quella Erika…

(sibilando) – Tu puoi scoparti chi cazzo vuoi… fare o non fare tutti i figli che vuoi… ma i miei boys li devi lasciar perdere…

 

A quel punto Ramon decide che Didy è venuta a conoscenza del fattaccio della notte di Halloween e pensa di blandirla.

 

– Ma per una cosetta da niente, ciccia… dai su, non ne facciamo un dramma…

 

– Dramma?
Secondo te non scopare per una settimana non è un DRAMMA?

 

E qui Ramon è sinceramente confuso.

– Come sarebbe scusa?

niente sesso
– Bobby non mi ha sfiorato con un dito, ed è stato a Roma una settimana intera.
(guardandolo torvo) E sai invece chi si è fatto?

 

 

– Senti, Didy… non è stata colpa mia, eravamo su di giri… poi alla fine non c’è stato granché… okay, qualche bacio, la cioccolata e una se…

 

Lei non lo fa neanche finire

– Allora lo ammetti che te lo sei fatto…

 

– No, io non me lo sono fatto, non travisiamo… è finita là.

 

 

– Non è finita là, se a quanto pare Bobby ha cambiato ‘interessi’.

 

– Te l’ha detto lui?

 

(urlando) – E c’è bisogno di parlare? Parlano i fatti.

(pausa)

Sai che c’è, mio caro?
Bobby c’ha una scuffia per te, e pure grande.
Come ‘na capanna!

 
scuffia

 

– ESAGERATA!

 

(lei) – Esagerata?
Me l’hai portato sulla cattiva strada, calamità che non sei altro!

 

– Stai a vedere che ora è colpa mia!

 

– E di chi se no? Mia?
Ormai è chiaro che non ha occhi che per te.

 

Ramon fa una smorfia.

 

 

Suonano alla porta.

 

(lui) – Sarà l’amministratore.

 

 

Didy si mette da un lato.

Figuratevi la sua faccia quando Ramon apre la porta e

 

Bobby – SORPRESA!

 

Prima che Ramon possa bloccarlo Bobby gli stampa un bacio sulla bocca.

 

 

Figuratevi ora la faccia di Bobby quando alle spalle di Ramon vede Didy.

 

sorpresa! 

Didy li strattona e si precipita fuori.

 

Sia Ramon che Bobby cercano di trattenerla, ma lei è incazzata come un toro e alla fine mollano la presa.
Didy si dilegua come un fulmine.

 

Bobby – Bel casino!

 

Ramon gli fa eco

– Puoi dirlo forte…

 

– Vedo se riesco a farla ragionare. Vieni con me?

 

(deciso) – No Bobby, è una cosa che devi risolvere tu con lei.

 

 

Bobby annuisce e se ne va.

 

 

Chiudendo la porta Ramon pensa “C’è qualcosa che non va: tutte, ma proprio tutte, capitano solo a me…”

litigio

 


E mentre quel giorno il Coppedè assisteva in diretta al litigio dei due innamorati – sotto lo sguardo incredulo del vicinato che pensava ad una candid camera
– il Nomentano elucubrava, fino a che…

 

 

 
10 novembre, studio di Clarence

 

Clarence chiede a Pa’ di raggiungerlo per parlare di una cosa urgente.

Quando lei arriva Simona è già andata via, si può stare tranquilli.

Lui si appoggia alla scrivania, lei posa la borsa e si avvicina.

Pa’ entra subito nel vivo.

 

 

– È di Mathias che mi vuoi parlare, vero?

 

 

– Mi leggi nel pensiero, Pa’…
Pensi anche tu quello che penso io?

 

– Temo di sì.

 

– Quello che mi ha insospettito Pa’ è che Mathias vedendomi mi ha chiesto se ero io il suo papà… Ma se il padre è Jonathan, come dice Roxy, che senso ha?
Mathias dovrebbe sapere che lui è il padre, e chiamarlo come tale, o no?

Pa’ ci pensa un po’ su.

– In effetti, il discorso fila… anche se potrebbe esserci un motivo che noi ignoriamo.

 

– Del tipo?

 

– Jonathan potrebbe essere il vero padre, ma non volere riconoscere Mathias come suo figlio… Tra l’altro lui e Roxy non stanno più insieme, o sbaglio?

(pausa)
Però qua ci andiamo a imputtanare in mille ipotesi. Bisognerebbe chiedere direttamente a Jonathan.
Scusa ma lui non è amico di Thomas?

 

– Sì, mi sa che uno di questi giorni Tommy lo prendo sotto e mi faccio spiegare un po’ di fatti…

 

interrogativi
– Invece a me hanno dato da pensare i disegni…
A prescindere da altro…

 

– Cioè?

 

– Non lo so, Cla’, non so come spiegare… sensazioni…
C’è qualcosa di fisico, sensoriale, che accomuna Ramon e quel bambino…

 

– Sì, è parso pure a me… Per questo non me la bevo la spiegazione di Roxy…
Anzi sai che ti dico? Ne sono certo.

 

– Mmmm?

 

– Secondo me Roxy voleva sondare la reazione di Ramon, per vedere se poteva rivelargli la verità.
Avrà capito subito che Ramon non è proprio affidabile come padre… o meglio, in generale… e allora si è tirata indietro… Del resto non mi meraviglio… lei lo ha conosciuto quando era uno scapocchione… E oltretutto lo sa che è gay e vive con me…

– Allora secondo te lei sa per certo che Ramon è il padre e ha scelto alla fine di mentire deliberatamente? Della serie “meglio perderlo che trovarlo?”

 

 

– Ti pare che lei non lo sappia?

Avrà fatto un minimo di indagini, se è vero che è stata con tutti e due…
(pausa)

 

Lei annuisce.

 

– Pa’, ti sembrerà stupido, ma io non ci dormo la notte… Quello, Ramon, invece sta bell’e tranquillo, non lo sfiora minimamente il sospetto…

 

 

– Non mi sembra stupido, Cla’… però secondo me Ramon vuole credere a quello che ha detto Roxy, così ha la coscienza a posto… Non credo che proprio nessun dubbio gli sia venuto, e su dai…

 

– Dici?

 

– Dico.

Ma poi tu hai visto la strizza che gli è presa quando Mathias doveva fare pipì?  corso di pipì

(facendogli il verso) “Pa’ vai tu che io non so metter mani…”

(pausa)

E meno male che è un maschietto, figurati se era una femminuccia!… (pausa)

Quell’è che è consapevole di essere un incapace… coi bambini voglio dire…

 

 

– Comunque io voglio andare a fondo in ogni caso.
Senza che Ramon lo sappia…

 

– Che proponi?

 

 

– Ho fatto una ricerca in rete, c’è un laboratorio qui vicino dove fanno il test del DNA.

 

– Sì, ma ci vogliono i campioni… di solito servono tessuti, liquidi biologici, e anche sistemati in un certo modo…

 

– Beh, di Ramon è facile, te ne puoi occupare tu (e la guarda complice)…

 

 

(lei intuisce) – Fammi indovinare… devo diciamo operare con delle ‘precauzioni’…

 

 

Cla’ annuisce furbetto.

 

(lei) – Ma scusa, non basterebbero dei capelli, o i peli?

 

– Quelli del suo catalogo dici?

 

– Sì, mi pare che hanno pure il bulbo… o no?

 

 

– Io so che la percentuale di attendibilità è più bassa rispetto al sangue e altri liquidi.
(pausa)

Ma perché, l’idea ti rompe?

 

 

– Nooooo, è che non vorrei insospettirlo…

 

 

– Ma no, dai retta a me, quando sta ‘fatto’ lo puoi far fesso come vuoi…

 

lei pensa “Già, di questo me n’ero accorta…”

esperimento cla'

 

(lui, pensandoci) – E poi mica è necessario che…
Insomma puoi anche evitare di ‘fartelo’ del tutto, voglio dire… anzi sarebbe meglio…

 

Pa’ guarda Cla’ sorniona.

 

– Non mi guardare così… lo ammetto, sono un po’ geloso… ma qua è causa di forza maggiore…

 

 

– Va bene forza maggiore, farò come vuole lei…

 

 

Cla’ allunga le braccia e l’avvicina a sé, la fa girare su se stessa e le sussurra all’orecchio, di spalle

– Faresti anche con me un esperimento?

 

Lei fa finta di pensarci su.

– Solo la parte A, vuoi dire?

 

– Tu mi capisci al volo, tesoro…

 

——-

Sabato 12 novembre

 

Solo perché Pa’ si è dichiarata disponibile a passare la serata con lui, e a riservargli un trattamento ‘speciale’, Ramon fa buon viso a cattivo gioco quando sente da Cla’ che in serata deve vedere Thomas e Jonathan. Anzi, è Ramon stesso che quando sente nominare Jonathan chiede a Cla’ di indagare per sapere qualcosa di più sul suo legame con Roxy e Mathias.

Clarence deduce che qualche sospetto deve avere sfiorato la sua testolina, e fra sé se ne compiace… Meno a sapere, al suo ritorno, in cosa è consistito il trattamento speciale… Deduce infatti, al contrario di prima, che Ramon non era tanto assillato dai dubbi, quanto semplicemente eccitato all’idea di un trattamento inedito in esclusiva…

 

Alle 23 Pa’ riceve una chiamata da Cla’, che riferisce di avere un campione utile del bambino.

soffiare il naso

 
– Pa’, non ci crederai ma ho avuto un culo micidiale… Jonathan voleva farsi una pizza con noi e con Roxy, ma Mathias stava raffreddato, così lei ha detto di portare le pizze a casa sua… Insomma, è stato abbastanza facile fargli soffiare il naso senza destare sospetti… e pensa che sul kleenex c’è pure qualche lieve traccia di sangue…

 

– Grandioso… Ma Mathias a parte tutto come sta?

 

Cla’ – Qualche linea di febbre, niente di cui preoccuparsi, ha detto Roxy… andando all’asilo è normale che i bambini si prendano raffreddori in continuazione… (pausa)
Tu invece, anzi voi… che avete fatto?

 

– Mah, niente di particolare, dovevo venir via a una cert’ora…

 

 

(esitante) – Sì, maaa… in pratica?

 

 

– Abbiamo tutto, Cla’… i capelli di Ramon, con la radice… e anche peli col follicolo… campione di altro a parte…

 

Cla’ si schiarisce la gola.

A lui interessa sapere altro, ma non sa se è il caso di chiederlo direttamente a lei.

Decide che è meglio glissare, per il momento.

 

– Allora si direbbe missione compiuta?

 

Pa’ – Direi che ora puoi procedere col piano B, portarli al laboratorio e sperare che siano risolutivi…

 

 

– Che facciamo Pa’, se viene fuori che…?

 

– Non lo so, Cla’… ci pensiamo dopo.

 

——-

Nomentano, ore 23.30

 

Oltre al piano B, bisogna però portare a termine, con procedura d’urgenza, il piano C (che sta per ‘piano Clarence’), cioè sapere in dettaglio che hanno fatto quei due in sua assenza, seppure motivata da altra missione…

Chi dice che la curiosità è femmina non ha capito un beneamato ca… (5 lettere).

cla' in slip

 

Cla’ si fionda a casa, quindi in bagno senza destare sospetti (per lavarsi le mani, lo sanno anche le pietre…). Sistema il campione come da disposizioni del laboratorio, lo occulta per benino in fondo a un armadietto, completa la sua toilette e passa nella stanza da letto. Con aria da gattone ammaliatore comincia a svestirsi sotto lo sguardo improvvisamente attento di Ramon, che stava leggendo un libro a letto, in attesa del suo arrivo.

 

Sollevato il lenzuolo, compiacendosi di trovare materia prima direttamente al naturale, Cla’ si sistema subito accanto a Ramon, che come al solito ha preriscaldato il letto con la sua temperatura abituale.

 

Stretti, o meglio letteralmente avvinghiati uno all’altro, parte all’istante la medesima domanda da ambo le bocche

– Beh, che avete fatto?

 

Ovviamente scoppiano a ridere tutti e due.

 

Ramon ha la meglio in velocità
– Prima tu…

 

 

Cla’ – Jonathan non si è scucito troppo, ha detto che con Roxy le cose non andavano già prima che nascesse Mathias… che però ha cercato per un po’ di ricucire, fino a che è finita…

 

(curioso) – Ma di Mathias che ha detto? Continua ad occuparsene?

 

– Si vedono regolarmente, se è questo che vuoi dire… lui a volte va all’asilo a prenderlo, ma il grosso lo fa Roxy…

 

 

Approfittando della posizione supina di Ramon, Cla’ gli mette mano agli attributi, che non faticano a compiacersi delle attenzioni.

 

– E tu invece, biscottino?

 

 

Invece di rispondere Ramon si lascia andare ad altre forme di apprezzamento

– Mmmmm!

 

 

Al che Cla’ si blocca

– Allora?

 

Ramon gli prende la mano e lo costringe a continuare.

 

Cla’ continua ma protesta
– Però così non vale!…

 

(suadente) – Daiii, proprio ora dobbiamo parlare…

 

– Voglio sapere che hai fatto…

 

Ma Ramon ormai è partito per la tangente, serra le sue mani su quelle di Cla’ per tenerlo occupato

– Che ho fatto?… che ho fatto!… io niente… ha fatto tutto lei…

 

(curiosissimo) – Cioèèèè?

 

 

(a occhi chiusi) – Ciccio, sììì, fai così… non smettere!…

 

Cla’ pensa “Che palle!”

 

Ramon gli legge nel pensiero, apre gli occhi

forbici e pettine

– Devi fartelo fare anche tu Cla’… Pa’ mi ha lavato i capelli col massaggio orientale… non hai idea… (e chiude gli occhi)

 

– Solo quello?…

 

– Sììììì, vaiii… Tu!

Nooo, anche il resto… non ho visto niente, ero bendato… aveva una cosa francese ha detto… Però…

 

– Però?

 

– Mmmm!
Però mi ha torturato… ha voluto i miei peli in cambio… dal Gigio, con tutto il bulbo Cla’!… per il suo catalogo ha detto…

 

(Cla’, continuando a smanettare, sconsolato)

– E così hai già dato per stasera…

 

 

(spalancando di colpo gli occhi) – Non sia mai detto Cla’!!!

 

ramon PP

I suoi occhi diventano carboni ardenti, lo sguardo a Cla’ tutto un programma.

– Tutti e due, vuoi?

 

In un attimo ribalta le posizioni, sussurrandogli in un orecchio

– El Gigio es muy caliente… siempre!

 

 

 

(Dall’inviato Farina 00)

 
(SCOP, Società Cooperativa Organizzatori Panzane)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Latest posts by (Collaborazione esterna) (see all)

One thought on “Scoop by Scop (Novella 2011 – I nodi vengono al pettine)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.