calza della befana 

 

5 gennaio 2012

 

Cara, Carissima Befana


mi tocca scriverti, come previsto… con le persone di una certa età (e non la tua, ovviamente…) serve pazienza, con quelle giovani e abbronzate poi, nun ne parliamo… anzi no, sparliamo di quell’unico e solo innominabile…

 

Ancora tu non sai – perché s’è presto dileguato per le renne parcheggiate male – che il caro amico tuo, Babbo Natale, ha combinato un casino coi regali. Quelli che non si è scordato…

Li ha portati fin sotto casa al Nomentano, ma i cari esperti, manco a dirlo, erano assenti il 24, ed è toccato a me firmare, metterli in spalla (che l’ascensore era bloccato) e collocarli in situ. Cioè nel cesso e in cucina.
E speriamo non sia fatica vana…

3 kg di purissimo bromuro e una boccetta di Valium credo non basteranno per tenerli a freno, però una confezione un po’ più grande sarebbe risaltata all’occhio; io invece, poco a poco, spargendone dove conviene raggiungerò il mio scopo… Addormentarne due e aggiudicarmi il terzo…

Naturalmente ‘aumm aumm’, tu fai orecchio da mercante se qualcosa dovesse trapelare, cioè fai finta di cascare dalle nuvole, che almeno quello non ti riesce male.

 

Perché ti scrivo queste cose, ti starai chiedendo?

Avevo espresso dei desideri ‘casti e puri’ al nostro amato amico lappone, delle semplici ‘cadute verticali’… Ma no, mia cara, non quelle dai camini… befana in caduta
Eventi evidentemente disattesi.
E ora sono incazzato come un riccio e forse solo tu mi puoi placare.

 

Visto che a Natale e Capodanno gli esperti si sono trastullati in ‘acque lontane da quelle patrie’ (mi tocca usare una metafora gentile…) ed erano ancora su di giri, ho dovuto correggere il loro caffè in questi giorni. Con effetti poco convincenti, devo dire.

Quei due son giunti carichi come due pile elettriche, come diciamo noi ai piedi del Vesuvio e pure altrove, per la forzata assenza del comun trastullo che ha finto a tutto spiano di avere dei doveri familiari.

 

Te lo do io il tetto coniugale… Quella bald….. (baldanzosa?) da giorni non accosta a questo nido… E loro son costretti ad ovviare. Come?

Quando non sono insieme a ‘fòrmicare’ sul tavolone li trovo spesso singolarmente in bagno, uno (non devo dire quale) a indirizzare qualcosa dentro il water, cosa che gli riesce ancora male… l’altro ad osservare con occhio interessato una confezione con tanti quadratini tutti uguali.
 

Altro che ‘cadute verticali’: sempre più in alto! Potrebbero pubblicizzare una ben nota grappa…

Le uniche cadute verticali invece le hanno registrate i miei bulbi oculari, per tacere della lingua. Vedere e non poter toccare…

 

Se tu, cara Befana, hai a cuore la mia salute come è per me la tua, stavolta non a chiacchiere (che quelle me le faccio a carnevale) porta a casetta mia una supercalza piena di ogni ben di dio. Ma fai così, sennò chissà cosa mi porti: vai nel terzo cassetto dell’armadio, a destra in basso, nella stanza da letto di Cla’, non quella col lettone antico, l’altra. Lì troverai un paio di leggings bianco latte, con sopra un marchio che si legge forte e chiaro, CK (e non è Che Kazzo fai).

 

Come dici, cosa sono i leggings?

Befà, dei mutandoni lunghi, né più né meno, come quelli che metteva su tu’ nonno, ma più aderenti e assai più sexy (si vede tutto de fora…), perciò oggi vanno assai di moda.
Ma che lo dico a te, che vai girando da migliaia d’anni sempre con la vecchia scopa? Manco elettrica te la regala quello scorzone del tuo Babbo Natale!


leggingsAllora è chiaro cosa sono i leggings?

Quelli che il mio amato bene usa per allenarsi a casa. Perché Ramon non vuole che li metta altrove, diciamole le cose… Stavolta però mi sa che c’ha ragione, troppa grazia, troppa carne al vento… Eh sì, che gli farei!

Bene, prendimi quelli e per favore dentro… no biscottini, neanche se sono al cioccolato…

Fammici trovare Cla’, che qua solo se succhio un po’ di roba b(u)ona c’è speranza di riprendere vigore ed energia per tutto l’anno.


Però mi raccomando, non ti fare venire strane idee vedendo come è conformata bene quella patta: non è roba per te, c’è già un’altra befana che se la porta a spasso, e se la coccola pure comm’acché, che le venisse un colpo! (a lei, mica alla patta, che il colpo altrimenti viene a me…).

 

Oh, e già che stiamo a quella befanaccia bionda fai uno scherzo che si ricordi a vita… Bromuro nel carbone oppure un bel quintale d’olio di ricino, che dici?
Che le vadano di traverso pure le caramelle finlandesi, così impara.

 


Scusa non ho capito bene, cosa ti cedo in cambio?

 

Prenditi pure Ramon insieme alla frittata: te lo trastulli senza affanno, e quando sei satolla lo riporti… oh, però non troppo presto con la scusa che è solo un biscottino, uno sfizietto per togliersi la voglia rimanendo a dieta…

Attenta sa’, che lui è un biscottino sì, ma tu manchi dei denti…


Come “meglio” così non si fa male?…

 

 


So’ tutte uguali, ste befane!

 

Igor

 

 

 

PS
Befà m’hai provocato, e io te distruggo…
Portati pure la poesiola e mandala a memoria

 


Infornare per resistere

 

Apri le orecchie, ascoltami per bene
voglio solo goder l’amato .ene

non posso placarmi con la torta
mi basta che riempi la tua sporta

non certo di frittate oppur calzoni 
mi aggradano dei veri pantaloni

ripieni sol di nettare divino
prodotto con amor dal filoncino…

Or dunque basta, non ci giriamo intorno
se non lo fai, sicura che ti inforno!

Lo faccio sol per te, che iuvant repetita
che vuoi da me se sei un po’ rimbambita!

 
delizie di natale 

Gamy Moore
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Gamy Moore

Gamy Moore, ovvero Paoletta, Piumetta, e chi più ne ha più ne metta... Croce e delizia della rete.
Sceneggiatrice, scrittrice, poetessa in rima.
E il mondo viveva meglio prima.
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